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Perché la Mogherini in Europa è la vittoria di Pirro renziana

MogheriniManca ancora il suggello ufficiale ma ormai è cosa fatta. Federica Mogherini sarà la nuova Lady Pesc, ovvero, il nuovo Alto rappresentante per lapolitica estera e la sicurezza comune dell’Unione europea.

Renzi vi ha puntato tutte le sue carte a sua disposizione e, a quanto pare, ha vinto. Peccato per lui (e anche per noi) che la sua rischia di rivelarsi una vittoria di Pirro. Anzitutto per il ruolo in sé: ambito, certo ma non così importante come si crede. L’Unione europea non ha mai avuto una politica estera comune e nulla fa pensare che, con l’arrivo della Mogherini, le cose cambieranno. Certo la Commissione e il Consiglio europeo (il parlamento no, non conta nulla) dovrebbero discutere una direzione comune ma poi, alla fine, nessun Paese è vincolato a una decisione come lo sono, ad esempio, gli Stati federali degli Usa. Basti ricordare quel che disse a riguardo il celebre segretario di Stato americano Henry Kissinger: «Chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?».

Un numero da dare all’attuale segretario, John Kerry, ancora non c’è e a breve, con tutto il rispetto parlando, non ci sarà più nemmeno un interlocutore in grado di reggere la conversazione. Già perché, a parte una brillante carriera universitaria e un’esperienza di relazioni internazionali all’interno dei Ds, la nostra Lady Mogherini non ha certo una lunga esperienza diplomatica alle spalle. Prova ne sono certi scivoloni fatti negli ultimi due mesi da ministro degli Esteri. La prima è arrivata a metà luglio quando la Mogherini, in visita al Cremlino a nome dell’Ue, ha fatto dichiarazioni esultanti per la nascita del South Stream, un gasdotto osteggiato dai Paesi dell’Est che vogliono affrancarsi dall’egemonia russa; la seconda a fine luglio quando ha firmato col governo dell’Azerbaigian una dichiarazione congiunta che prevede «una più stretta cooperazione per una pacifica risoluzione del conflitto Nagorno-Karabakh (territori contesi con l’Armenia) sulla base della sovranità, integrità territoriale e inviolabilità dei confini della repubblica dell’Azerbaigian». Una dichiarazione che ha fatto andare su tutte le furie non solo gli armeni ma anche i francesi che – come scrive Stefano Sansonetti su Il Giornale – guidano a Bruxelles la commissione che si occupa della soluzione della controversia (e hanno molti armeni al loro interno).

Mogherini ArafatQuesto pochi giorni dopo lo scivolone a nostro avviso più grave. Nel corso della crisi di Gaza Mogherini non ha trovato meglio che confrontarsi col suo omologo iraniano Mohammad Zarif per «lavorare a una soluzione onnicomprensiva del conflitto». Ora se è vero che la telefonata è arrivata da Teheran, scegliere confrontarsi con il governo che più di tutti si batte per l’annientamento di Israele non è certo un bel segnale. Anche perché, con certe sue foto che girano (guardare a fianco), uno potrebbe pensare anche un po’ male.

La cosa certa è che Renzi, che ha accettato tutti i diktat di Juncker-Merkel, ha puntato tutto su un cavallo solo. La domanda è: siamo sicuri che sia quello vincente?

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di on 31 agosto 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Perché la Mogherini in Europa è la vittoria di Pirro renziana

  1. angela piscitelli Rispondi

    30 agosto 2014 at 17:10

    No,al contrario, siamo sicuri che è un brocco:è tanto per prendere una carica cosi’ che suona bene “pesc” e fa propaganda.Mezze figurine di tale fatta, in un contesto internazionale un tantino complicato, possono pero’ rivelarsi un boomerang per i loro sponsor.Già uno bravo rischia di non far troppo bene in questo momento, figurarsi una mogherina cosi’.a meno che Bruxelles non le metta un filo dietro, per farle dire solo:”si, oui, yes, ya”, quando occorre.

  2. ulysse Rispondi

    31 agosto 2014 at 08:07

    La Mogherini ha un curriculum di tutto rispetto (per loro): ha fatto la scuola del partito, e poi vanno di moda i volti nuovi. I “tecnici”, anche se talvolta a ragione, sono stati descritti come non all’ altezza, incapaci di una visione di ampio respiro, ecc. Tutto questo per difendere una classe politica di incompetenti, di incapaci e ignoranti che guardano solo a se stessi e pensano che il mondo sia a loro immagine e somiglianza. La Mogherini e’ il nulla, lo stesso Renzi e’ il vuoto assoluto e sta facendo immani disastri (col consenso della destra, allegria). La difesa sperticata della classe insegnante di Renzi, di docenti spesso con scarsa preparazione, e’ sintomatico dell’ abisso di ignoranza di questa nuova classe dirigente e del rifiuto di avvalersi di qualsiasi conoscenza qualificata.

  3. ALESSANDRO Rispondi

    31 agosto 2014 at 14:24

    Più che un cavallo e’ un somaro: conoscenza lingue insufficiente, conoscenza geografia scarsa, peso politico zero. E’ facile prevedere per il futuro articoli di sfotto’ a livello inglese e francese che non perderanno occasione per sottolineare la pochezza del personaggio. E qui in Italia tutti a festeggiare! Ma per la terribile questione dei maro’ ? Non pervenuta!

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