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La festa della Lega celebra la lira. Contro cui la Lega era nata

Il rispetto che nutriamo verso l’elettorato leghista e la vicinanza morale che sentiamo nei confronti della questione settentrionale ci spinge a qualche doverosa considerazione sull’ennesima trovata pubblicitaria anti euro del Carroccio. Questa sera, infatti, alla festa provinciale della Lega Nord di Monza e Brianza che si terrà ad Arcore, proprio dietro alla villa di Berlusconi, i lumbàrd potranno pagarsi la cena e le varie consumazioni in lire. Inoltre, ai militanti che per primi si presenteranno alle casse muniti del vecchio conio, verranno fatti dei regali da parte degli organizzatori della kermesse. Il messaggio che si vuole far passare è chiaro: se un primo, invece di pagarlo 8 euro, lo si paga 16 mila lire, vuol dire che con l’euro i prezzi sono raddoppiati. Dunque, lira buona, euro cattivo. In serata alla festa è atteso anche il segretario federale Matteo Salvini, l’artefice del “miracolo” padano nonché della deriva statalista e antieuropeista del movimento. I numeri gli danno ragione e bisogna dargliene atto, ma noi preferiamo guardare la verità nascosta nelle pieghe dei numeri.lega

E qual è questa verità? Che una moneta è semplicemente una moneta, un mezzo per scambiare beni sul mercato. Dunque, l’euro non è assolutamente il responsabile del declino della nostra economia. Anzi, nel nostro caso l’euro rappresenta addirittura un vantaggio: essendo infatti la moneta lo specchio economico e politico di un paese, il “saldo” tra i suoi punti di forza e debolezza, essa funziona come un termometro che ci sta fatalmente avvisando che qualcosa non va. E che o si cambia o si muore. Ritornando alla lira, invece, e giocando col fuoco della svalutazione questo effetto verrebbe mascherato col risultato che saremmo malati senza sapere di esserlo. È importante che gli elettori leghisti facciano proprio questo concetto perché la battaglia anti euro rappresenta il tradimento più profondo della questione settentrionale e degli interessi del Nord. Non è questione di priorità, come dice Salvini, prima combatto l’euro e poi mi concentro sui problemi italiani.

Oscurare le magagne italiche attribuendo la colpa della crisi in primis alla moneta unica sortisce un effetto ben preciso: trasformare i leghisti nei terroni d’Europa. Dove per terrone non si intende una connotazione geografica ma un modo di intendere la vita. Vivere alle spalle degli altri, coltivare il proprio orticello dando sempre la colpa dei problemi a terzi. E soprattutto induce a commettere il peccato più grande che si può fare nella vita e cioè il non voler cambiare. Cari leghisti, ma non vi dà fastidio quando dicono che i problemi del Sud sono responsabilità vostra e dei vostri avi padani? Che il Nord sfrutta il Mezzogiorno e così via? Ecco, pensate che voi in questo momento state tenendo lo stesso atteggiamento, solo in scala europea. Volete davvero questo? Non credo. Allora tirate fuori gli attributi, e se è vero che un tempo siete stati celoduristi, andate dai vostri politici di riferimento e ditegli che non riusciranno a trasformarvi in ciò che avete sempre combattuto. E che il vostro orgoglio nordico vi impedisce di essere padani o terroni a seconda della convenienza.

salviniNon ho voluto annoiarvi con le solite nozioni economiche. Gli effetti catastrofici di un ritorno alla lira li trovate su qualsiasi sito economico di buon senso: inflazione alle stelle, potere d’acquisto in caduta libera, impennata dei tassi sui mutui, crisi dei titoli di Stato, fuga degli investitori, perdita di competitività per le imprese e chi più ne ha più ne metta. Si parla comunque di uno scenario irrealistico dato che un’ipotesi di uscita dall’euro non è nemmeno contemplata dai trattati internazionali. Solo due ultime annotazioni. La prima è che un’eventuale ritorno alla lira non risolverebbe i problemi strutturali del paese ma anzi rafforzerebbe la parte meno competitiva dell’Italia, alias Mezzogiorno. Danneggerebbe i più giovani e le fasce più deboli della società. La seconda è che se date un’occhiata ai cambi storici della lira italiana scoprite che è negli anni ’80 che la nostra valuta ha perso tantissimo terreno nei confronti delle altre. Proprio nella stagione dell’esplosione del debito pubblico, quando abbiamo banchettato ben oltre le nostre possibilità e giocato con la moneta. La Lega nacque proprio sulla scia di quegli avvenimenti. Voleva combattere questi fenomeni poco virtuosi di cui solo ora subiamo le conseguenze. Oggi, invece, rinnega se stessa. Il problema è l’euro a quanto pare. Un consiglio non richiesto ai partecipanti alla festa di stasera: se proprio non sapete cosa farci con le lire, fatevi ispirare da un celebre episodio della storia politica italiana. E invece di farvi fare il lavaggio del cervello, tornate a casa e riprendete in mano i primissimi editoriali di Bossi e Pagliarini (quelli ancora appesi ai muri dei corridoi de La Padania, per intenderci). O un testo di Miglio. Sarebbe il primo passo per riconvertire la Lega da partito socialista territoriale a movimento libertario del Nord.

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di on 6 agosto 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 commenti a La festa della Lega celebra la lira. Contro cui la Lega era nata

  1. Coso Rispondi

    6 agosto 2014 at 15:27

    Quindi per la lira vale “una moneta è semplicemente una moneta”,
    invece “nel nostro caso l’euro rappresenta addirittura un vantaggio”…

    Vi rendete conto che le due cose non vanno d’accordo?
    Se una moneta è solo una moneta come fa a dare un vantaggio?

    Delle due una, o “una moneta è semplicemente una moneta” e quindi anche l’euro (e allora non ci da nessun vantaggio) oppure il valore di una moneta rispetto all’economia del suo paese un peso ce l’ha e una non vale l’altra.

  2. Peter Yanezpuzza Rispondi

    6 agosto 2014 at 15:37

    Che schifo di articolo.

    • Carlo Rispondi

      6 agosto 2014 at 23:02

      Hai ragione un articolo incredibile, surreale, dice tutto e il contrario di tutto…….

  3. hilda Rispondi

    6 agosto 2014 at 16:23

    nicolò petrali….ricordiamocelo tutti eh quando scriverà che bisogna tornare alla lira. Se scriverà ancora…

  4. Ernesto Rispondi

    6 agosto 2014 at 16:36

    I problemi della Lega sono seri e reali. Derivano dal tradimento che la Lega sta facendo delle sue posizioni originarie, indipendentiste e antimeridionali, a favore di un italianismo d’accatto e a una politica antistranieri priva di senso perché generalizzata, e non più mirata a recuperare legalità sui territori. Legarvi tuttavia la polemica sulla lira è capzioso. La Lega non vuole il ritorno alla lira; vuole l’uscita dall’euro. Quindi, tutto l’articolo non è altro che una predica in casa d’altri di qualcuno che, è probabile, mal digerisce l’esistenza di un movimento settentrionale. E ciò è dimostrato non tanto dall’opinabilità del mantra “effetti catastrofici dell’uscita dall’euro”, ampiamente confutati da gente tanto più brava di me da aver preso un premio Nobel; quanto dalla seguente affermazione: “Un’eventuale ritorno alla lira non risolverebbe i problemi strutturali del paese ma anzi rafforzerebbe la parte meno competitiva dell’Italia, alias Mezzogiorno”. In ciò risiede il nucleo della capziosità dell’articolo,. Il concetto è infatti falso, e un giornalista che si occupi di economia deve saperlo. Se l’Italia uscisse dall’euro, non c’è modo in terra che nord e meridione possano battere la medesima moneta; sarebbero i mercati ad obbligare a una doppia moneta, semplicemente perché il meridione NON HA UN’ECONOMIA (a meno che non si creda alla fola del turismo come risorsa principale). Il nord, con fatica, si salverebbe. Il sud, che ha indicatori che fanno apparire la Grecia una piccola Svizzera, scivolerebbe per sempre nella miseria, con la sua moneta che non varrebbe nulla, in grado di produrre nulla, in grado di importare nulla. Servirebbero le Nazioni Unite. Staremo a vedere se i mercati permetteranno che, per salvare un’area che non ha nulla di europeo, sia sacrificata un’economia che vale, in due regioni, il 20% più dell’Olanda intera. Staremo a vedere perché, terminate le ammucchiate i gli abbraccetti, i mercati otterranno quello che vogliono. Forse, oggi non era il giorno più appropriato per vaneggiare di una riscossa del sud.

  5. Matteo Rispondi

    6 agosto 2014 at 18:00

    Ci sono un sacco di contraddizioni in questo articolo:
    – Se una moneta è solo una moneta cosa cambia passare alla lira?
    – Come facciamo ad essere i “Terroni d’europa” se contribuiamo a pagare i fondi salva stati che servono a prestare denaro a paesi in default? Paesi che però devono ripagare crediti a banche perlopiù tedesche..
    – In Italia tra Nord e Sud esistono I TRASFERIMENTI interni che in Europa tanto si chiedono (sussidi disocuppazione europei) e col cavolo Germania consente. I tanto acclamati fondi europei sono inferiori a quanto contribuiamo noi a versare in Europa e spesso sono anche fonte di corruzione..cosa tipica nei trasferimenti interni..dovremmo saperne qualcosa in Italia..
    – “Potere d’acquisto in caduta, tassi sui mutui alle stelle, fuga degli investitori, perdita di competitività” mi sembrano elementi già presenti adesso con l’EURO…avere paura dell’inflazione quando si è in deflazione e in recessione è veramente assurdo!
    Mi spiace ma mi sembra un articolo indecente..Attendo citazione di economisti che effettivamente hanno affermato quanto scritto nell’articolo.

  6. renato Rispondi

    6 agosto 2014 at 19:42

    La lega farebbe buona cosa ed essere per una moneta libera oppure, se proprio la vuole sovrana, dovrebbe ancorarla all’oro. ATTACCANDO LA SPESA PUBBLICA.
    E invece parla di SVALUTAZIONE COMPETITIVA, il doping, la bolla ergo il male di sempre, l’impoverimento alternativo alle tasse, ma sempre impoverimento della gente povera.
    È il vecchio metodo di Roma x coprire le minkiate e pagare le clientele pubbliche stampando denaro.
    In pratica cialtroni che conserverebbero lo status di Roma ladrona….

    • Stefano Rispondi

      6 agosto 2014 at 20:14

      Studia!

      • renato Rispondi

        6 agosto 2014 at 20:49

        Studia chi..
        Keynes? Krugman? O magari Barnard e Borghi??
        ahaha..
        sentito ancora parlare di Mises? Rothbard? Hayek?
        …studia!

  7. renato Rispondi

    6 agosto 2014 at 20:57

  8. renato Rispondi

    6 agosto 2014 at 20:58

  9. renato Rispondi

    6 agosto 2014 at 21:02

  10. renato Rispondi

    6 agosto 2014 at 21:48

    Mi pare un po’ lenta la pubblicazione dei commenti eh…

  11. Gianlu Rispondi

    7 agosto 2014 at 01:53

    Perchè chi dice che l’euro è bello non si ricorda mai che 1 euro = 1936,27 lire e che ovviamente, vista la cifra, il cambio viene automaticamente fatto, senza pensarci troppo, a 1 eur = 2000 con la conseguenza che i prezzi vengono tutti arrotondati per eccesso????

  12. gl Lombardi-Cerri Rispondi

    7 agosto 2014 at 07:18

    L’A. dimentica molte, troppe cose:
    1.-Chi ha governato e sfrutta vuole uscire dall’area euro per gli stessi motivi per cui ha voluto entrare : evitare i tagli su metodi e persone della P.A.attraverso una sistematica svalutazione.
    2.-Più del 70 % dei funzionari pubblici e di politici (magistrati compresi )sono del sud e quindi sono prevalentemente i responsabili del disastro Italia.
    3.-Sarebbe ora che i meridionali la smettessero di fare il “pianto greco”, ben noto in tutto il mondo.
    4.-Vuole l’articolista far terminare “lo sfruttamento del sud da parte del nord” ?
    Semplicissimo, basta segare l’Italia !Ci troverete non semplicemente consenzienti, ma addirittura festeggianti.

    • peter46 Rispondi

      7 agosto 2014 at 22:03

      Non sarebbe,finalmente meglio provare a farsela ‘quella benedetta domanda’,segare cosa?Sicuro che i suoi ‘desiderata’ siano …a casa sua,s’intende…’maggioranza’?Questi ‘segamenti’,già non possono di certo essere fatti col 50+1%(…SE…)del 50+1%(…SE…)dei votanti o del 90%…figuriamoci da ‘minoranze’.Ci vogliono ‘regole’ preventive…’condizionanti’ per tutti i partecipanti:piaccia o non piaccia.
      Elez reg Lombardia:
      Maroni,ex ministro dell’interno e segretario lega nord,allora,
      2.456.921 voti.
      Ambrosoli,’chi’…2.194.169 voti.
      Sono questi le ‘basi’ per segare l’Italia o solo per la singola ….

      Dopo mose e dintorni in Veneto un altro ‘fessacchiotto’ ‘anonimo’ alla Ambrosoli(scusi Ambrosoli ma solo come esempio)sicuro che ci sarà dall’altra parte?

      Una Serracchiani ‘chi’ ha aperto la strada del Friuli agli anti per cui al ‘poco’ di tutto il resto,non è che la logica lasci ….”speranze”.
      Certo …,figuriamoci se non si possa sognare.
      Però…prima o poi,prima di ‘rischiare’,non è meglio ‘meditare’ancora un po’?
      NB.Dia un’occhiata alle residenze di tutti coloro(escluso uno)che negli ultimi vent’anni hanno governato,come leader,l’Italia:meridionali come la PA,vero?

  13. Cio Rispondi

    7 agosto 2014 at 13:19

    Nicolò Petrali, dal suo cognome non capisco se Lei è di origine meridionale o padano, di sicuro è un italiano sponsor dell’attuale regime: il suo articolo è letteralmente delirante. L’unica risposta che merita è la seguente: “Ma và a cagàa!!!!”
    Non scriva più simili cazzate!!!!

  14. renato Rispondi

    7 agosto 2014 at 21:43

    Il sig. Ciò argomenta zero, solo infastidito dalla verità?

    • peter46 Rispondi

      8 agosto 2014 at 14:23

      No Renato…non cercare spiegazioni:è solo un cugghiù.

  15. Sergio Andreani Rispondi

    9 agosto 2014 at 07:39

    Il Sud sfruttato dai nostri avi Padani ?

    Non si preoccupi : con L’ Unione Europea e l’ Euro che a lei piace tanato ora anche i cittadini padani sono sfruttati da Nord ( Europa ).

    Contento ?

    Anche se a voi da fastidio i leghisti sono stati gli unici ad avvertite già 15 anni orsono che l’ Euro sarebbe stato una tragedia.

    Quanto al Sud sfruttato le ricordo che , soltanto il Veneto, regala ogni anno 20-22 Miliardi ( non milioni ) di euro al Sud e all ‘ Europa quale avanzo fiscale…

    • peter46 Rispondi

      9 agosto 2014 at 21:14

      Bene Andreani,ha proprio ragione…la lega era contro l’euro da prima che si parlasse(dell’euro)e da prima che nascesse(l’euro) e forse da prima che nascesse la stessa…ma pur di ‘arrivare’ a Roma Ladrona se ne è ‘fottuto’ dell’euro e soprattutto del ‘controllo’ dell’effettivo cambio fra lira-euro…bastava non andare al governo con Fi ‘euro convinta’…se gli ‘alleati'(e tralasciando il loro e degli altri ‘resto’)hanno idee ‘contrastanti’si può stare anche fuori,o no?…Anche se si possono giustificare dato che certi treni non è che passano tutti i momenti:li abbiamo conosciuti i nostri polli,non si sbilanci.
      Il Veneto regala al sud 20-22 miliardi(non milioni)?…al di là del fatto che il Veneto regala a Roma che ‘virtualmente’ e ‘straordinariamente non ordinariamente’ regala a ‘Mezzogiorno’, salvo far rientrare dalla finestra,come tutti ben sanno,quel che esce dalla porta,potrebbe proprio per quel residuo ricordare al Veneto se può,intanto,restituire quei 400 e passa milioni(milioni non miliardi,ma per ‘loro’ ,a sud, ‘tanti’)che Marco Milanese,fiduciario di Tremonti ‘fiduciario’ della lega,dirottò al consorzio del Mose pur essendo soldi Fas spettanti al sud?
      Per non riaprire il resto che già…avevamo più che aperto in centinaia di altri articoli e commenti.

  16. peter46 Rispondi

    10 agosto 2014 at 14:10

    Petrali …o chi per Lei:bello stare al mare in costume e dentro l’acqua,vero?C’è Andreani che tranquillamente se la canta…ma non è da ‘partecipatori’ lasciarlo da solo,non crede?Sempre in ‘moderazione’ sto benedetto commento?Faccia…con comodo,comunque.

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