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La riforma farsa di Equitalia

I titoli dei giornaloni vendono un cambiamento epocale che non c'è. Ci sono solo un allentamento sulle piccole somme (1000-2000 euro) e la telefonata di un call center per sollecitare i pagamenti. Da qui a parlare di "Fisco amico", in uno Stato che sottrae ai cittadini più della metà del guadagno...

equitaliaAbbiamo una notizia buona e una cattiva. Partiamo, come si fa di solito, da quella cattiva. E cioè la la falsa riforma di Equitalia contenuta nella delega fiscale. Perché di farsa si tratta. Non ditemi che qualcuno, per caso, ci è cascato. Effettivamente, dai titoli dei giornali traspare un entusiasmo senza precedenti: “Equitalia va in pensione”, “Equitalia abbandona le minacce”, ” Equitalia, stop alle cartelle pazze”, e così via. Poi però uno si legge gli articoli per intero. E cosa scopre? Che “l‘approccio soft  del nuovo esattore” è destinato alle piccole somme fino a 1000-2000 euro. Capirai che sforzo! Saranno mica le cartelle da 1000-2000 euro quelle che fanno fallire le aziende e che mandano le famiglie italiane sul lastrico? Eppure è questo, insieme allo scorporo dall’Agenzia delle Entrate, il cuore del progetto di riforma.

Scrive La Repubblica: “Invece di passare subito alle maniere forti, lo Stato opererà un po’ come fanno i gestori dei telefonini e di altri servizi con i clienti morosi: un call center solleciterà il pagamento verbalmente, poi si passerà ad inviti bonari e solo in caso di necessità partirà la cartella e scatteranno le procedure esecutive della riscossione”. Capito? Se avete un debito nei confronti del Fisco compreso tra i mille e i duemila euro, l’unica differenza rispetto al passato sarà che, prima della temutissima cartella, riceverete una telefonata da un esattore. Ci immaginiamo già le scene alla Aldo, Giovanni e Giacomo. “Pronto, è Equitalia”. “Guardi, ha sbagliato numero”. D’altra parte, se una persona non ha i soldi per pagare, non è che se gli chiedono “per favore” faccia molta differenza. Epperò per il Governo Renzi, i modi sono importanti. Il nostro deve diventare un “Fisco amico“. Ora, come si possa definire “amico” uno stato che sottrae ai propri cittadini oltre la metà di ciò che guadagnano resta un mistero. Con i nostri livelli di pressione fiscale il concetto di “Fisco amico” potrebbe al massimo essere usato in maniera efficace nelle scuole per insegnare ai ragazzi la figura retorica dell’ossimoro. Anche perché “l’amico” non è di quelli disinteressati. Se il tuo debito supera i 2000 euro, il Fisco a quanto pare manco ti chiama e passa subito alle maniere forti. “Chi trova un amico, trova un tesoro”, dice il proverbio. State allerta, dunque, perché Equitalia è in cerca di amicizie.

Infine, la riforma non affronta nemmeno lontanamente le giuste questioni sollevate dai grillini nella loro proposta di legge bocciata in aula l’altro giorno. Interessi usurai e debiti insoluti. Perché al massimo l’amico vi chiede “per favore” ma sconti non ve ne fa. In compenso, fa però una cosa del tutto inutile: cambia nome. Per le vittime di Dracula sarebbe stato tutto diverso infatti se si fosse chiamato Matteo. Mah!

Passiamo alla buona notizia. Perché vogliamo sforzarci di vedere anche qualcosa di positivo. La delega fiscale, nel suo complesso, è un documento con una chiara impronta liberale. E questa è un’ottima cosa. Si parla di riduzione della pressione fiscale, di difesa dello Statuto dei Contribuenti, della creazione di un fondo per la riduzione delle tasse con i soldi recuperati all’evasione ecc… Tutte buone intenzioni sulla carta. Però adesso bisogna realizzarle. Perché il sospetto, forte, è che tutto ciò faccia la fine della fase due del Governo Monti e della spending review di Cottarelli. Specchietti per le allodole.

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di on 15 luglio 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a La riforma farsa di Equitalia

  1. corrado Rispondi

    14 luglio 2014 at 08:13

    Ma non avete capito qual è la svolta epocale?
    La telefonata.
    È a carico del contribuente, e ovviamente se non la paghi, il costo verrà raddoppiato e applicati interessi e sanzioni.
    Quindi qui è equitalia, paghi? No non posso pagare. Bene non la disturbiamo più. Saluti
    Costo totale, dato che sarà un call center in Romania, euro 750.
    Per 30 mil di contribuenti uguale 22, 5 miliardi di euro.
    Si perché, oltre alle cartelle pazze, ci saranno le telefonate pazze, a coloro che non hanno pendenze con equitalia, ma ovviamente per dimostrarlo dovrai fare ricorso.
    DIREI CHE È VERAMENTE UNA SVOLTA EPOCALE.

  2. gigi Rispondi

    14 luglio 2014 at 13:50

    E come faccio io che non ho più il telefono?Darò al call center il numero della vicina di casa ,che lei è gentile ma risponde solo quando non va al mercato o a ritirare i nipotini.Dovrò comunicare questi orari al Call center di equitalia? Uh finalmente si muove qualcosa,grazie equitalia.

  3. Lancierebianco Rispondi

    18 luglio 2014 at 11:12

    Le solite cialtronate Made in Italy, che stanno affondando il paese da oltre trent’anni. Dal prelievo forzoso degno del miglior ladrone, del Dr. Sottile ad oggi. Vogliamo aggiungere l’IVA pagata sulle accise? Smetto perché ho conati!
    Buona giornata

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