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Se la linea di Salvini la trovate su Il Talebano…

Dicesi talebano, in lingua Pashto (Iran), uno studente delle scuole coraniche incaricato della prima alfabetizzazione, basata su testi sacri islamici.

L.elettorale: Salvini, Lega non ha bisogno di aiutiniDicesi sempre talebano, stavolta in italiano, la popolazione fondamentalista islamica presente in Afghanistan e Pakistan oppure, in senso lato, un fanatico di ogni specie. Peccato che le accezioni semantiche del termine non siano finite qui: c’è anche chi, con lo stesso termine, identifica un’associazione culturale formalmente indipendente che – da qualche tempo – sostiene apertamente la Lega di Salvini (anche perché, come riporta Libero, dell’associazione fa parte il militante della Lega di Milano Fabrizio Fratus). L’obiettivo, dichiarato sul sito, è quello di «combattere il progresso economico e sociale degli ultimi 20 anni, che ha portato alla disgregazione dei popoli e alla morte dello spirito comunitario e sociale. Opporsi alla globalizzazione in ogni sua forma conosciuta, per combattere l’omologazione e la standardizzazione di modelli, stili di vita e pensieri, per difendere la Tradizione», con la T maiuscola, ovviamente.

Concetti che van bene tanto all’estrema destra quanto all’estrema sinistra, ai “fascisti” così come ai comunisti (per usare semplificazioni storiche novecentesche da cui, almeno formalmente, «il talebano» vuol prendere le distanze): non è un caso che, fra gli intellettuali citati, troviamo da una parte l’onnipresente neomarxista (cosa ci possa essere di nuovo nel marxismo lo sa solo lui) Diego Fusaro, e dall’altra l’ex missino Pietrangelo Buttafuoco e il capostipite della Nouvelle Droite francese (quella ruralista, anti-liberale e anti-globalizzazione, che ancora una volta non si capisce cosa abbia di tanto nuovo) Alain de Benoist. Anche sui temi è tutto già ampiamente sentito: basta euro, più Stato sociale, no alle multinazionali brutte e cattive, svalutazione competitiva e inflazione a manetta, viva la tradizione (anzi «la Tradizione»), grande Putin, Usa schifo eccetera eccetera.

Ebbene questi sedicenti «talebani» de noantri hanno perfino stilato un manifesto in vista del congresso della Lega che si terrà domani a Padova: un foglio, firmato da Buttafuoco, Fusaro, Andrea Gibelli (deputato leghista, ex vicepresidente della Regione Lombardia) e Fratus, che si propone di attuare la «riconciliazione e il superamento» del divario fra «destra conservatrice e sinistra anticapitalista».

Taliban Militants Surrender In Herat ProvinceUna sintesi fra il pensiero di “destra” di Julius Evola, Gaetano Mosca e Vilfredo Pareto e quello smaccatamente di sinistra di Lenin. Un approccio che critica l’euro, in quanto minaccia della sovranità nazionale – Fusaro è l’unico “filosofo” al mondo che sia riuscito a dare del sovranista a Lenin che, al contrario, era per la sollevazione mondiale del proletariato – così come tutte le forme non tradizionali di famiglia e si oppone perfino al divorzio breve visto come inaccettabile cedimento dello «Stato etico».

Vedremo quale sarà la reazione della Lega domani a Padova ma temiamo, fortemente, che per «il talebano» non ci saranno altro che applausi. Con buona pace di tal Gianfranco Miglio che, in quel di Domaso, si sta sicuramente girando e rigirando nella tomba.

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di on 19 luglio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Se la linea di Salvini la trovate su Il Talebano…

  1. Andrea Rispondi

    19 luglio 2014 at 21:12

    Non si può sapere se Miglio si rivolta o meno nella tomba. Forse anche lui avrebbe preso questa piega vista l’Europa globalizzata odierna.

  2. Ruggero Rispondi

    19 luglio 2014 at 21:47

    Non capisco che fine abbiano questi attacchi feroci a Salvini. Lui non è un ideologo, non ne sarebbe capace, è a capo di un partito che potrei definire del buon senso. Caro Matteo Borghi, ingiuste le accuse contro la Lega, l’unico movimento rimasto a difendere i valori cristiani e capace di denunciare il pensiero unico renziano (questo sì talebano), vero cancro di questo Paese.

  3. peter46 Rispondi

    19 luglio 2014 at 23:16

    Borghi…stanno cercando di andare ‘oltre’.Dopo che uscirà(sperando che esca)un ‘documento’ che ‘concilii’ le varie tendenze ‘in movimento’ di coloro che sono e vogliono rimanere anti…tutto ciò che finora abbiamo criticato,perchè ‘demonizzarli’ anticipatamente?Non c’è parvenza di ‘liberismo’?Basta non volersi escludere,partecipare e ‘prospettare’ alternative…o dobbiamo aspettare la nuova ‘fondazione'(l’ennesima)del Prof.Martino?Cioè ripartire dalle solite ‘tavole rotonde’ nei ritrovi fra ‘intellettuali’ come spesso abbiamo visto nella tv dell’Intraprendente’?Hanno determinato finora,un ‘qualcosa’ o sono rimaste(se sono rimaste)una insignificante minoranza?…C’è una base che,depurata da coloro che “ancora aspettano” e che tutti sperano che comprendano da soli che è tempo di ‘doversi stancare'(ma che cosa stanno aspettando,la Secessione?),viaggia su percentuali,in divenire d’accordo,ma pur sempre rientranti in qualsiasi legge elettorale verrà fuori…meglio l’immobilismo totale del centro?Se neanche questo tentativo di aggregazione riesce a decollare…ai Fusaro o ai Buttafuoco ed ai Salvini o chi per lui ma dentro il movimento leghista…vi rimarrà il Bondi poeta,la Biancofiore scrittrice…e la Pascale vice statista:o state aspettando il ritorno della ‘rivoluzione liberale’ con Berlusconi direttamente?
    A volte anticipare le notizie…

  4. Alex Rispondi

    20 luglio 2014 at 17:28

    Dopo questo articolo sono andato a vedere il “talebano” ed ho trovato molti punti in comune con gli articoli del “l’intraprendente” , soprattutto nella voglia di qualcosa di nuovo. Spero che le critiche fatte siano costruttive

    • Matteo Borghi Rispondi

      21 luglio 2014 at 10:36

      Gentile Alex,
      Premesso che noi de L’Intraprendente rispettiamo ogni iniziativa editoriale, Talebano incluso, di certo non abbiamo nulla a che fare con destra o sinistra anti capitalista, anti globalizzazione e anti Usa. Quindi non so che similitudini Lei abbia potuto trovare.
      Cordiali saluti
      MB

  5. ulysse Rispondi

    21 luglio 2014 at 18:20

    Piuttosto che morire di inedia e di tasse e’ meglio un Salvini ora della terra promessa di Renzi e Berlusconi poi. Salvini ha avuto il coraggio di cambiare un partito, oggi l’ unico antistatalista paragonato allo sport nazionale della spesa pubblica, (e’ vero S non e’ liberale ma B lo e’? oppure R? oppure…)
    Trovo ingeneroso etichettare la proposta, in fieri, della lega con un sito come il talebano. E’ come se tutti
    quelli non in sintonia con l’ attuale pontefice fossero definiti lefebvriani

  6. Walter Quadrini Rispondi

    23 luglio 2014 at 14:27

    Gentile Matteo Borghi,
    non mi risulta che le dottrine rothbardiane che molto spesso vedo declinate su questa testata abbiano chissà quale slancio innovativo rispetto al fascismo agrario più intransigente o al trotskismo della Quarta Internazionale.
    Lungi da me il corroborare l’equazione Progresso=Bene, spero di non sconvolgerVi nel comunicarVi come, pur essendo membro attivo di un circolo quale quello del Talebano, resto filoatlantista fino al midollo; quindi vi invito ad una lettura più approfondita dei contenuti del nostro blog, che forse Vi porterà ad una comprensione più puntuale delle idee che portiamo avanti.
    Con ossequio e senza autobombe, i miei saluti

    WQ

  7. a.p.y Rispondi

    5 agosto 2014 at 16:24

    Si chiama comunitarismo. Non c’è alcuna differenza politologica e filosofica tra il nucleo duro del socialismo rosso e nero, assai più vicini tra loro rispetto alla liberal-democrazia. Tutto qui, niente di trascendentale.

  8. ale Rispondi

    8 gennaio 2015 at 16:30

    Buttafuoco vergognoso. Il signore in questione dimentica il servilismo degli Arabi a Hitler ma si vergogni. Anch’io contesto quest’europa ma saldare certi valori con i neoMarxisti è un errore gravissimo, tantoimeno con gente come Buttafuoco

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