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Salviamoci dall’autunno del patriarca

Berlusconi ha il diritto di dichiararsi esausto e scegliere di preservare l'azienda e i figli. Non quello di fare accordi che tolgono a una fetta enorme di elettori una rappresentanza forte, gagliarda, liberale. La fine del berlusconismo non potrebbe essere peggiore. Serve qualcuno che faccia saltare tutto (a partire dal Nazareno)

cav2Caro direttore, raccolgo di nuovo il tuo invito. Su Facebook un amico sconosciuto che vive in provincia di Pistoia, nella Toscana rapace di Renzi, ha risposto con molta serietà al tuo post che avevo condiviso, “vera opposizione cercasi”. Si chiama Sergio Carrara, le scarne note della presentazione virtuale dicono che ha 72 anni, un rottame per il nuovo corso, visto che in un oplà siamo passati da una supposta gerontocrazia alla dittatura del giovanottismo, e in mezzo è rimasta fregata ancora una volta la persona, e il suo merito. Scrive: “Momento critico, di opposizione seria, ferma, consapevole e rigorosa, c’è bisogno come l’aria. La cappa che ci stanno mettendo sulla testa è asfissiante. Ora chi non sopporta questa cappa, si faccia avanti”. Già, ma come si fa a reagire se a spararti addosso è il cosiddetto fuoco amico? Chi sta svendendo non solo Forza Italia ma l’intero centrodestra liberale e senza trattino? Che cosa è successo nelle ultime settimane?

Alla campagna per le recenti elezioni europee ha partecipato una lanciatissima forza di governo guidata da Renzi e pronta a tutto per conquistare ulteriore consenso, poi una forza anti-sistema in ordine sparso e precocemente usurata dall’obbligo istituzionale che era il Movimento di Grillo; non c’è stata una opposizione di sistema, e non basta a giustificare il risultato disastroso la pur ingiusta e dolorosa condizione in cui le sentenze hanno costretto Silvio Berlusconi, né lo stato confusionale nel quale si è mosso il suo partito, abituato alla obbedienza, e alla ricerca, con qualche lodevole eccezione, del favore del capo. Si può dire oggi che nessuno ha fatto campagna elettorale, a partire dal Cav, la cui unica contrapposizione a Renzi è stata una dichiarazione di invidia bonaria per la giovane età, che è già un atto di resa psicologica. Se posso dirla in soldoni, il messaggio è stato: mi hanno fregato con un ormai dimostrato, anche in saggistica mondiale, golpe bianco, favorito dagli alleati del Ppe e orchestrato dall’alto del Quirinale, non ho niente da obiettare su euro e Europa, non contesto la politica fiscale, gli lascio il discorso populista, lo aiuto ad attaccare Grillo come unico nemico, sono compiaciuto di essere l’interlocutore del Nazareno come se non mi spettasse di diritto, accetto che cambi le carte in tavola e si stia preparando un Senato che diventerà il suo dopolavoro più una legge elettorale che lo blinderà al governo da segretario di partito, che manco ai tempi del Pcus nei sogni più rosei dei comunisti duri e puri, e ti saluto il presidenzialismo. Prendiamo fiato,se è andata così, e così è, un pezzo di italiani liberali si è ritratto offeso, un altro ha seguito le indicazioni e ha scelto la versione giovane delle chiacchiere.

Dal 26 maggio, dì del risultato europeo spacciato per nazionale omettendo in una anestesia mediatica condivisa il dato enorme dell’astensione, la situazione non si è capovolta, come pure sarebbe stato necessario e naturale, all’insegna di una riflessione così riassumibile: abbiamo perso, corriamo ai ripari o qui si scompare, se il padre nobile è in grado e ne ha ancora voglia se ne occupi lui mentre si costruiscono alternative future, sennò la nuova gestione è urgente, ma non si può decidere a villa San Martino e nemmeno a Mediaset, sennò tanto valeva fare le primarie farlocche di Alfano/Lorenzin. No, è seguito un silenzio inquietante, l’assenza di iniziativa politica è culminata nel rinnovo di un accordo del Nazareno sempre più selfserved per Renzi, e perfino nel bacio della pantofola di Piersilvio Berlusconi al presidente del Consiglio. Gli esponenti più o meno cooptati del partito del Cav hanno cominciato a sentire finalmente odore di funerale, ma la richiesta di un dibattito è stata finora trattata come lesa maestà. Peggio per loro, verrebbe da dire, che hanno sempre detto di sì pensando di starsene comodi, che hanno perfino accettato Angelino Alfano come segretario, e le larghe intese come percorso. Invece no, la rivolta è l’unica via di sopravvivenza e andrebbe ben altrimenti praticata da chi comunque, nominato o no, ancora rappresenta nel Parlamento una situazione di pareggio reale. La reazione, devo dire, è veramente disdicevole: frange, dissenso, fronda, antiriformisti, confidenti di D’Alema, rompicoglioni, pannelli ani, economisti falliti. Ho letto di tutto in questi giorni sui giornali di centrodestra, ascoltato nei tg del Cav, mal digerito negli editoriali di Giuliano Ferrara, che pure dovrebbe ricordare che fine fece fare poco più di vent’anni fa un altro patto scellerato a un grande statista morto poi in esilio.

L’uomo Berlusconi appare stanco e, mi si passi il termine, utilizzato e messo nell’angolo dall’esigenza di salvaguardare gli affari minacciati di famiglia. E’ legittimo, Mediaset è una grande macchina di lavoro e va per questo rispettata, non certo per il contributo culturale dato al Paese. Anche qui voglio esprimermi brutalmente. Le televisioni del Cav hanno sempre rinunciato ai contenuti e li hanno appaltati alla sinistra, in nome del primato commerciale: così facendo mai in alcun modo hanno contribuito alla diffusione di una cultura liberale. Non rivelo certo un segreto, ma voglio dirlo a voce alta quale danno abbiano prodotto e producano, oggi che vince un populismo obamiano deteriore, nella perpetuazione di un modo di pensare buonista, terzomondista, relativista, resistenziale, antipatriottico,e basta così con i brutti aggettivi.

Caro Giovanni, tu dici che ti eri illuso o convinto che l’intesa del Nazareno fosse sopra la palude e per cambiare il sistema su fisco, burocrazia, giustizia, assetto istituzionale medievale; che tutti gli snodi irrisolti della rivoluzione liberale, che il Cav aveva in gran parte mancato da premier, e Dio sa se nel 2008 non ne ha avuto occasione consenso e parlamentari, li avrebbe raggiunti da capo di un’opposizione repubblicana e occidentale. Hai dolorosamente e devo dire presto compreso che non è così, che è in atto una resa. Che cade poi nel momento più sbagliato, quando si avvicina un autunno che metterà a nudo tutte le promesse mancate e le tasse nascoste, la rigidità europea dietro i salamelecchi al giovane premier, quando a Natale la tassa sulla casa se la mangerà la tredicesima e gli effetti della stagnazione colpiranno come un pugno in faccia.

Silvio Berlusconi ha il diritto di tirarsi indietro, dichiararsi esausto, scegliere di preservare l’azienda e i figli, tentare nel contempo di preservare almeno in parte se stesso, basta pensare all’ennesima sentenza che incombe su di lui il 18 luglio. Ma non ha il diritto di fare accordi che tolgono a una fetta enorme di italiani il diritto a una espressione politica forte e gagliarda, che stia all’opposizione se sarà questa la volontà della maggioranza, ma non di una maggioranza frutto di legge truffa alla quale si acconsenta colpevolmente. L’autunno del patriarca non potrebbe essere peggiore di così, e mi rifiuto ancora una volta di attribuire responsabilità a persone e intrighi di corte. La responsabilità è solo sua, è lui lo statista. Gli altri comincino col non lasciare soli Minzolini, Capezzone, Fitto, Bonfrisco, Malan,li indico pescando dalle cronache dei dissidenti, non sarà un caso se sono sempre stati anche tra i migliori.

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di on 10 luglio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Salviamoci dall’autunno del patriarca

  1. Francesco Rispondi

    8 luglio 2014 at 09:14

    Ah che bello leggere Maglie,fruibile,sintetica,chiara nella storia vera appena vissuta ed ancor più chiara su cosa domattina sarà di noi.Chiarezza senza catastrofismi. L’ubbidienza e, forse per taluni l’amore vero verso il ricco e capace capo, non ha generato parlamentari davvero rappresentativi e proponenti pur essendovene inizialmente molti ben capaci e strutturati in cultura e politica dal sapore davvero liberale….hanno,ahimè ,lasciato il posto a cortigiani.Fa bene Maglie a ricordare che nessun patto con la sinistra cosiddetta può portare benefici se non voti potere malgestito a loro e distruzione e morte per i sodali.Son passati venti anni,in tantissimi abbiamo creduto in quest’ uomo capace,ma ha perso per incapacità d’incidere e non esser disturbante,la politica che fa e’ sempre disturbante per qualcuno,ha perso per le sentenze,ha perso per raggiunti limiti di età.Si ha l’impressione che gli importi solo della sopravvivenza delle aziende e dopo di lui nulla interessi.Conceda una considerazione sui dissidenti che si accucciano,il rischio di non avere quella poltrone bella e ricca in caso di nuove elezioni li terra’ li a subire qualsivoglia stato di coscienza contro con passionevole “forza”.

  2. sergio Rispondi

    8 luglio 2014 at 09:31

    Si sta come, d’Autunno, sugli alberi, le foglie

  3. Giovanni Rispondi

    8 luglio 2014 at 10:19

    Gran bella sintesi tra storia futuro. Concordo,la storia e’ madre,come ogni accordo fatto con le sinistre ha portato solo distruzione per chi ha vi ha stretto patti. Ben vero non vi è’ livello oppositorio .L’aver trasformato parlamentari veri e preparati come i liberali del 94 in ubbidienti cortigiani senza capacità di produzione politica e’ il guaio di un pur grande partito padronale. Berlusconi oggi ha capito che in politica l’interesse di tutti è’ scomodante ma il tempo e’ finito. Ci sveglieremo malissimo quando tutto ci arriverà addosso ed ancora burocrati, Napolitano e Merkel ci avranno ridotti a terzo mondo da potenza economica e di bel vivere che siamo stati.

  4. Riccardo Pozzi Rispondi

    8 luglio 2014 at 10:35

    Mi prostro al cospetto della Maria Giovanna, che io metterei come minimo a capo di un TG.

  5. ultima spiaggia Rispondi

    8 luglio 2014 at 12:41

    Come potrei commentare quello che penso, dico e scrivo da tre anni? Però su un punto, anzi due vorrei dire la mia.

    1) Col senno del poi, Berlusconi è stato utile o no a risolvere i problemi che da circa sessant’anni inglobiamo in problemi sempre più grandi?
    A giudicare dai risultati sicuramente no.

    2) “Silvio Berlusconi ha il diritto di tirarsi indietro, dichiararsi esausto, scegliere di preservare l’azienda e i figli, tentare nel contempo di preservare almeno in parte se stesso, basta pensare all’ennesima sentenza che incombe su di lui il 18 luglio. Ma non ha il diritto di fare accordi che tolgono a una fetta enorme di italiani il diritto a una espressione politica forte e gagliarda, che stia all’opposizione se sarà questa la volontà della maggioranza, ma non di una maggioranza frutto di legge truffa alla quale si acconsenta colpevolmente. L’autunno del patriarca non potrebbe essere peggiore di così, e mi rifiuto ancora una volta di attribuire responsabilità a persone e intrighi di corte. La responsabilità è solo sua, è lui lo statista.”

    No, prima dei diritti esistono i doveri. Nessuno l’ha cercato, Berlusconi si è sopravvalutato promuovendosi comandante della “nave” Italia. Non può disconoscere i doveri d’un comandante.

  6. peter46 Rispondi

    8 luglio 2014 at 15:14

    “””….L’uomo Berlusconi appare stanco e,mi si passi il termine,utilizzato e messo nell’angolo dall’esigenza di salvaguardare gli Affari Minacciati Di Famiglia.”””
    Premettendo che non sembrano in vista “espropri proletari”(anche Migliore,si è visto che preferisce…assaggiare),
    minacciati da chi?Dall’interno(politica Italiana di csx) o dall’esterno(poteri forti)?
    Dall’interno?Al di là del fatto che,non considerando il referendum,allora,Mediaset in maggioranza,come maestranze,di sx(ci si ricorda le visite negli anni di Berlinguer,Veltroni,D’Alema…)ha all’interno i suoi difensori,è mai pensabile che uno che si è ‘inventato’ un Lavitola,non abbia altri ‘simili’…qualora l’aria arrivasse ad essere ‘irrespirabile’,malgrado il nuovo corso Renziano?Uno che da sempre ha conti(e finanziamenti dagl’inizi dell’avventura)nel MPS,accordi con le coop,e che è stato anche il fortunato,prima della caduta del comunismo,ad essere il ‘concessionario unico’ dei contratti pubblicitari della TV sovietica per tutta l’Europa(e forse ci sarebbe da chiedersi chi ‘incassò’ se la voce da sempre circolante dice che non si potesse avere alcun ”contatto”commerciale con quel mondo senza prima ”avere il lasciapassare” del PCI,anche,ed ancora,allora 1988…ma è un’altra storia.)può avere questi problemi?AD un PierSilvio,se fra giorni,e speriamo in un’assoluzione,s’intende,ci dovesse essere una condanna,non potrà non succedere…uno dei tanti che vengono dietro della famiglia:se non c’è l’esperienza ci saranno…gli esperti,come ieri,oggi e domani,o no?E poi al massimo si potrebbe rifare il vecchio percorso:fuori dalla politica ma la ‘politica’ dentro Mediaset…come al tempo del ‘compromesso storico’ e del Craxismo.E forse ci sarebbe anche più ‘libertà di manovra’…come allora.
    Dall’esterno?Fuori dalla politica diretta…ci saranno i soci della spa Mediaset(quasi tutti esteri)…a ‘vegliare’.E Von Roompey non può che essere un lontano ricordo…..
    Però abbiamo sempre “Il Problema”:quando ci verrà ‘consegnato’ il nuovo nostro condottiero”?Di farsi avanti qualcuno che,invece di ‘discutere’ le strategie berlusconiane,ci “conquisti” con le ‘sue idee’ ed i ‘suoi comportamenti’ proprio no,vero?

  7. peter46 Rispondi

    8 luglio 2014 at 16:46

    Forse ora(pomeriggiodell’8luglio2014)finirà la ‘tiriterà’ della magistratura di sx assetata del sangue berlusconiano…Pier Silvio è stato assolto insieme al dott.Gonfalonieri nel processo Mediatrade….ed “”Hud il selvaggio”(malgrado quando viene ‘ripassato e ripassato’in tv non se lo guarda nessuno)può essere considerato ‘equo’ acquistato e fatturato a 150.000 euro malgrado la sua valutazione non supererebbe i 35.000,dicono gli esperti di film e tv…affari di famiglia minacciati,vero?

  8. Albert Nextein Rispondi

    8 luglio 2014 at 18:19

    Spero che berlusca si ritiri in pensione.
    Partito bene, è arrivato a mani vuote.
    Ha avuto le sue occasioni.
    Per tante ragioni non è riuscito a sfruttarle e a concretizzare le promesse fatte.

    Sciolga il partito F.I. molli le ancore, saluti tutti e se ne vada.
    Può godersi ancora un bel tratto di vita, fuori d’italia.

    Di certo non avrà il mio voto in futuro.
    Come tutti gli altri, d’altronde.

  9. adriano Rispondi

    8 luglio 2014 at 22:37

    “…non ha il diritto di fare accordi…”Perchè?Sono gli altri,se ci sono,che hanno il dovere di non stare a guardare.E’ dall’estate del 2011 che funziona tutto a rovescio ed il centrodestra si confonde con governi e programmi non suoi.C’è mai stata una voce coerente che l’abbia sottolineato?No,solo piccole manovre di piccola portata con piccole scissioni motivate da nostalgie o interessi personali non da una visione di insieme.Oggi solo qualche timido accenno di critica di fronte ad una situazione assurda.Si straparla di riforme che non esistono alla ricerca di una inutile convergenza mentre sarebbe necessaria una netta opposizione.Le province andavano abolite e basta.Il senato va abolito e basta.Il sistema elettorale deve essere maggioritario,con collegi uninominali,a turno unico.Invece di soluzioni di compromesso,ci vogliono proposte chiare e alternative.Ma non c’è nessuno che possa o sappia proporle e la semplice ragione è perchè non c’è nessuno.

  10. Ruggero Rispondi

    8 luglio 2014 at 22:53

    Grazie Maria Giovanna Maglie per questo articolo dal contenuto forte e chiaro. E’ comprensibile quello che Berlusconi sta facendo, a livello politico, nel tentativo di salvare se stesso, la sua famiglia, le sue aziende. Nello stesso tempo questo comportamento risulta essere disonesto nei confronti degli elettori che vedono Forza Italia, diventata stampella del PD, lentamente morire.

  11. Veritas Rispondi

    9 luglio 2014 at 02:57

    La mia impressione è che dovrebbe allontanare da sé quella persona dal nome di un colore che non è proprio amata nella sua regione….
    e ciò non buon segno.

    • peter46 Rispondi

      9 luglio 2014 at 09:18

      Ma se quella è l’unica capace di ‘adattarsi’ a qualsiasi nuovo ‘corso’ della nuova ‘sovrintendenza’ di FI:ha persino ‘imparato’ il suo amico a quattro zampe a cantare con Lei l’inno di FI.E per farlo ‘imparare’ce ne voluta ‘dedizione’,o no?Non è amata nella sua regione?I Friulani son ‘irriconoscenti’ e lei fa bene a cercare di ‘appioppargli’ la sorella….

  12. Mauro Scarpitta Rispondi

    9 luglio 2014 at 08:09

    Quasi tutto condivisibile. Tranne l’uso del termine “liberale”. Il popolo italiano ha bisogno semmai di una destra nazionalista, sociale e identitaria. Il percorso dei “liberali” , cosmopoliti e socialmente darwinisti, ci ha portato a questa condizione.

  13. Betty Rispondi

    9 luglio 2014 at 16:43

    Signora Maglie, che dire?
    Le dico grazie per aver espresso così bene il mio pensiero ed i miei sentimenti, per aver dato fiato alla perfezione ai miei timori.
    Certamente il Presidente, che io stimo moltissimo ed a cui, alla luce delle cronache di questi ultimi lustri nonchè delle ultime “fatiche editoriali” di qualcono, non riesco a rimproverare nulla (al suo posto io sarei già 2 metri sotto terra!!) ha tutti i diritti, ma amche i doveri in quanto padre ed imprenditore, di tutelare famiglia ed aziende (fra l’altro fra le poche in questo paese di “prenditori” a non gravare sulle tasche dei contribuenti!). Resta il fatto che deve sciogliere le briglie, affinchè si sprigioni la forza liberale che la sua discesa in campo ha organizzato e definito. Ed a mio avviso solo a dx, per usare delle categorie un pò fruste, risiede il vero amore per la libertà e per l’individuo al centro e perno della società. Lei ha citato degli ottimi nomi, a cui aggiungerei, ad esempio, quello dell’ottimo Prof. Martino che avrei voluto vedere a capo del ministero chiave dell’economia, ma certamente ve ne sono altri e non si può elncarli tutti.
    Sig.ra Maglie, spero ancora, prima che tasse balzelli taglieggiamenti di ogni ordine e grado mi spezzino, che al nostro Goldwater segua un Reagan, in tempi assai più brevi di un 20nnio.Sono una illusa? Forse, ma senza speranza non c’è futuro, ed ancora la speranza non l’hanno tasssata!

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