Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Requiem per lo Strega, che da tempo non premia più i romanzi

Si potrebbe scrivere un trattato di diecimila pagine sugli scandali o presunti scandali al Premio Strega. Nell’edizione 2014 ci sono state polemiche sia sul vincitore FrancescoStrega 2 Piccolo (fino a un anno fa sua moglie era collaboratrice della Fondazione Bellonci, che organizza il Premio) sia sul secondo classificato Antonio Scurati (ha preso dei passi di un suo libro del 2009 già finalista allo Strega di quell’anno e li ha praticamente copiati quasi identici all’interno del suo nuovo libro finalista allo Strega di quest’anno). Ma al di là di questi piccoli obbrobri all’italiana, la vera questione – di cui nessuno parla – è un’altra ed è questa: perché mai da alcuni anni a questa parte il Premio Strega lo vincono dei libri che non sono romanzi?

Nel regolamento del Premio Strega sta scritto al punto 5 che «il premio è assegnato annualmente a un libro di narrativa in prosa di autore italiano, pubblicato in prima edizione tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso». Il Premio Strega è, appunto, il più importante riconoscimento in Italia per la narrativa (romanzi, e – più raramente – racconti), ed è stato vinto da libri come “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, “Il nome della rosa” di Umberto Eco, “Caos calmo” di Sandro Veronesi, “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi. Che cos’hanno in comune questi libri? Sono tutte opere di narrativa, sono romanzi in senso stretto, più o meno di qualità e più o meno significativi nella storia della narrativa italiana, ma comunque chiaramente e totalmente delle opere di narrativa. A un certo punto – non si sa perché – la Fondazione Bellonci e gli Amici della domenica hanno iniziato a pensare che forse era troppo banale premiare dei romanzi, e si sono messi a selezionare delle opere a metà tra saggio, autofiction e pamphlet. Nel 1997 ha vinto Claudio Magris con “Microcosmi”, che non è certo un testo di narrativa in senso stretto ma che poteva costituire un’eccezione in omaggio a un grande della cultura italiana. Negli ultimi quattro anni inizia il vero e proprio nonsense: nel 2011 vince Edoardo Nesi con una sorta di pamphlet autobiografico sulla crisi del tessile a Prato e l’arrivo dei cinesi; nel 2012 vince Piperno ma sfiora la vittoria un saggio di Emanuele Trevi su Pasolini; nel 2013 vince Walter Siti con un libro (peraltro detestato dal 90% di chi l’ha letto…) che è uno strano ibrido tra un libro-inchiesta, un saggio, un romanzo, un pamphlet e un’autobiografia; nel 2014 arriva in semifinale un fumetto di Gipi e vince Francesco Piccolo con un libro che racconta le idee e la fede politica dell’autore, la sua militanza a sinistra e il suo amore per Berlinguer.

StregaIl colmo di tutto ciò è che poi gli editori si lamentano perché negli ultimi anni i libri che vincono il Premio Strega vendono meno che in passato. Non ci vuole un genio per capire perché vendono meno: sicuramente perché un ibrido tra saggio e romanzo mediamente vende meno sia di un romanzo sia di un saggio, ma anche e soprattutto perché i lettori forti si erano abituati negli anni a comprare a scatola chiusa il libro vincitore dello Strega trovando poi un romanzo, un’opera di narrativa, tendenzialmente di qualità. Se a questi stessi lettori si offrono poi – con lo stesso marchio Strega – dei libri (belli o brutti che siano, e spesso peraltro non sono un granché…) che non sono romanzi, i lettori al terzo “scherzetto” di fila non si fidano più e non comprano.

Volete premiare i saggi o le autobiografie? Fate un altro premio e tenete lo Strega per la narrativa. Se io ho aperto un ristorante di pesce, mi sono creato nel tempo una clientela e sono arrivato ad essere considerato il ristorante di pesce più importante della zona, non è che poi da un giorno all’altro tolgo il pesce e metto la carne. Al limite apro un altro ristorante…

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 11 luglio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *