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Più tasse che riforme

Aveva promesso di scardinare il sistema a suon di innovazioni, a partire da burocrazia e fisco. Dopo gli 80 euro, però, è stato un salasso in crescendo. E' ufficiale, il Rottamatore ha un problema

Matteo renziRenzi ci aveva promesso tutte le riforme entro tre mesi che poi, in scioltezza, son diventati tre anni. Per ora non ne abbiamo vista neanche una, eccetto quella della pubblica amministrazione che però, come abbiamo avuto modo di sottolineare, è nettamente inferiore alle aspettative (e andrà a pieno regime chissà quando).
L’unica cosa certa, finora, son state le tasse. Non tanto quelle in meno, dei famosi 80 euro in busta paga, finanziati a deficit per il 2014 (nel 2015 si vedrà) quanto quelle in più. Già perché, in soli quattro mesi, Matteo è riuscito a rifilarcene parecchie. Proviamo ad elencarle:

1) La più nota è la tassa sulle rendite finanziarie passata dal 20% di Monti (prima era al 12,5%) alla bellezza del 26% che la rende fra le più alte a livello europeo;

2) Dal 25 giugno è stato alzato il contributo standard sui ricorsi per le multe da 37 a 43 euro per le cause inferiori ai 1.100 euro e da 85 a 89 euro per quelle superiori ai 1.100 (+15% in entrambi i casi);

3) Il prossimo 10 luglio il governo ha intenzione di varare un nuovo decreto legislativo che innalzerà di 20 centesimi il costo di ogni pacchetto di sigarette, già tassate al 75% (come ci informa l’Aams, su un prezzo di 100: 58,5 vanno in accise, 18 come Iva, 10 per il venditore e 13,5 per il produttore);

4) Riduzione delle agevolazioni fiscali per le aziende agricole (esenzione Imu), eliminazione del regime di esonero per le cosiddette imprese marginali, la riduzione degli sgravi per le imprese agricole che utilizzano energia da fonti rinnovabili. Oltre a ben 600 milioni derivanti dall’eliminazione della rateizzazione di una imposta sostitutiva introdotta dal governo Letta e che doveva essere pagata in tre anni. Un totale di un miliardo a fronte di una riduzione di appena 700 milioni di Irap;

5) Neppure i passaporti, come abbiamo già fatto notare, si salvano dall’ira tassaiola

Insomma ce n’è per tutti e il conto potrebbe salire ancora. Se entro fine anno non si troveranno coperture per 4,5 miliardi di euro – ha ammesso Padoan in una vecchia intervista al Corriere – «ci sono clausole di salvaguardia misura per misura, altrimenti il provvedimento non potrebbe ricevere il visto della Ragioneria generale. Clausole che prevedono, secondo i casi, utilizzo di risorse accantonate per altri fini, tagli lineari, aumenti di imposta».

Capito? La coperta, sempre più corta, non basta mai. Ed ecco che a breve, se non si “riuscirà” a tagliare 4,5 miliardi su oltre 800, ci toccheranno altre imposte. Con buona pace della crescita.

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di on 5 luglio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Più tasse che riforme

  1. ultima spiaggia Rispondi

    5 luglio 2014 at 09:42

    I ferri del mestiere d’ogni politico sono la falsità, l’inganno, la presa per il culo. L’anomalia tutta italiana è che ce gente che si lascia ancora abbindolare dagli impostori.
    José Manuel Barroso, in politica dal 1985, presidente della commissione europea dal 2004, quindi mestierante consumato della politica e burocrate a tutti gli effetti, si è complimentato col nostro rampante “rottamatore” per un motivo molto semplice, che lascia poco spazio alla fantasia.
    Un bambino di prima elementare sa che da 100 non è possibile sottrarre 400.
    I nostri politici, invece, continuano a spendere… il disavanzo pubblico. E lo fanno da almeno sessant’anni.
    Nel nostro disgraziato Paese, per ognuno che produce ricchezza ce ne sono almeno cento che producono solo letame. La guerra tra parassiti è sempre più vicina.

    • Sergio Andreani Rispondi

      5 luglio 2014 at 18:36

      Dato che gli italiani si lasciano incantare da qualsiasi supercazzola, si meritano tutto il male possibile…

      Che Renzi fosse solo un tarocco e farlocco nonchè bimbo-minkia si capiva da subito…

  2. Albert Nextein Rispondi

    5 luglio 2014 at 14:07

    Costui non ha i numeri.
    In parlamento può andare sotto in ogni momento, sol che berlusca o qualche altro lo vogliano.
    Non penso che possa andare avanti tanto.
    E’ già tanto se completa il semestre italiano in europa.
    La situazione è talmente grave e misconosciuta dalla gente che ogni porcheria si dimostrerà nella sua nefandezza subitaneamente e violentemente.

    Il debito pubblico aumenta.
    La spesa corrente è senza controllo.
    Le tasse aumentano.
    I risparmi vengono taglieggiati e ,nonostante quel che dicono le banche, calano costantemente.
    La burocrazia aumenta.
    La gente in maggioranza è psicologicamente scoraggiata e disorientata, e finanziariamente impoverita.

    I supposti salvatori non hanno idea di come rimediare, e se ce l’hanno temono di mettere in pratica tali provvedimenti per non perdere le leve del potere.

    Non ha alcuna importanza se lo spread si è ridotto, trattandosi di un indice finanziario di fiducia manovrabile semplicemente e facilmente allorché qualche investitore internazionale decida di disfarsi della zavorra dei titoli sovrani italiani un po’ più in fretta del solito.

    Temo proprio che si tratti della quiete prima della tempesta.
    E le parole di renzi stanno a zero.
    Renzi non è un liberale, ma uno statalista.
    Per salvarsi tutti occorre libertà, non questa democrazia totalitaria e socialista che avvelena il mondo.

  3. Ruggero Rispondi

    5 luglio 2014 at 18:58

    “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono” Malcolm X. E’ quello che è riuscito a fare il comunista travestito da democristiano Renzi. Ha continuato la politica del suo PD con dose massicce di pensiero unico che ha offuscato le menti di gran parte degli italiani. Emblematico l’esempio dei (beoti) veneti che, dopo aver scelto nel referendum l’indipendenza della loro regione, hanno dato il voto ai loro aguzzini (Renzi continua con la politica di distruzione delle piccole e medie imprese dei suoi predecessori Monti e Letta con l’inerzia se non complicità di Berlusconi).

    • ultima spiaggia Rispondi

      5 luglio 2014 at 19:57

      “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”
      Un motivo in più per leggere “l’Intraprendente, giornale senza timori reverenziali, che va controcorrente. Io non leggo più nemmeno “il Giornale”.

    • Sergio Andreani Rispondi

      5 luglio 2014 at 20:48

      Parole santeeeeeeeeeeeeee !

      Ormai quando penso ad un idiota, penso ad un veneto.

      La prossima volta che se ne impiccherà qualcuno mi volterò dall’ altra parte….

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