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In difesa di Tavecchio dalle (finte) anime belle

Carlo TavecchioIl Pd chiede un passo indietro a Carlo Tavecchio, aspirante presidente della Figc che l’altro giorno è scivolato parlando di calciatori extracomunitari che «prima mangiavano le banane e adesso giocano titolari nella Lazio». Di solito, quando il centrosinistra s’indigna per robe del genere, nel giro di pochi mesi è capace di cambiare opinione e riabilitare quella stessa linguaccia con lodi sperticate. Prendete Roberto Calderoli, ieri impresentabile per la frase sulla Kyenge-orango e ora coccolato come uno statista perché si sta occupando di riforme. Un altro esempio è Ilda Boccassini, secondo la quale la marocchina Ruby Rubacuori è di una «furbizia orientale». Nessuno, a sinistra, s’era scaldato per una considerazione tragicamente sbagliata anche da un punto di vista geografico e assai discutibile secondo la tradizionale sensibilità dei professori del politicamente corretto. Che però si erano improvvisamente distratti.

E infatti per Tavecchio sono partite le bacchettate e le lezioncine delle penne rosse. D’altronde non collabora col governo Renzi e non cerca di incastrare Berlusconi. Per il Pd resta un cafone, fermo restando la possibilità di definirlo «costola della sinistra» qualora diventasse utile. Per informazioni chiedere a Umberto Bossi, bollato come razzista e ubriacone dai signorini progressisti e subito promosso nella grande famiglia comunista da D’Alema in persona, all’indomani del ribaltone del 1994.

Come avrete intuito, noi non perdiamo il sonno per la scivolata di Tavecchio. Il quale ha davvero detto una cazzata, perché ha espresso un concetto vero (le nostre squadre non investono sui vivai preferendo gli stranieri, anche se scarsi) e poteva risparmiarsi la roba delle banane che suona come un’offesa inutile e gratuita. Infatti s’è pure scusato.

Però però però. Però la cosa più disgustosa resta l’indignazione a comando, il politicamente corretto sempre e comunque, la necessità di passare sempre per buoni e pulitini ed educati anche se sotto sotto sono degli stronzi inauditi. Tutte caratteristiche che certa sinistra ha nel Dna. Scolpite così profondamente che obbligano i compagnucci belli a non concedere nulla a un Tavecchio qualsiasi, anche se poi sono prontissimi a perdonare qualunque cosa a Balotelli, perché abbronzatissimo e quindi ogni critica suonerebbe come una insopportabile osservazione razzista.

Siamo un Paese che affoga nella melassa buonista e che si meritava un sacrestano piddino come Prandelli alla guida della Nazionale. Un allenatore che dopo gli azzurri e il Mondiale si ritrova al Galatasaray, anche se ieri mangiava solo volgare polenta nella sua Brescia.

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di on 28 luglio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a In difesa di Tavecchio dalle (finte) anime belle

  1. cristiano Rispondi

    27 luglio 2014 at 22:40

    il “politicamente corretto” è nauseante e intriso di ipocrisia,
    e la sinitra italiana ne è il prodotto fetido.

  2. corrado Rispondi

    28 luglio 2014 at 08:17

    Complimenti bell articolo. Pienamente d accordo.
    Non ritengo grave la banana, nel contesto di un discorso più ampio, come esempio eclatante per fare capire certe cose, ci poteva stare.
    Mi permetto un paio di considerazioni ulteriori.
    La rottamazione vale solo in politica?
    Il ‘ragazzo’ con tutto il rispetto ha 71 anni.
    Deve parlare con Blatter che anche lui è abbastanza avanti come età. L unico un po giovane deve essere Platini.
    Qua si era parlato di Albertini. Niente.
    A dicembre si è dimesso Roberto Baggio. ( cercare le motivazioni per capire ).
    Stiamo parlando del ‘gioco più bello del mondo’.
    A mio avviso, con le regole odierne, studiate e applicate da 80 anni, con le variazioni tecniche che ci sono state ( velocità, palloni, campi, scarpe, preparazione atletiche, numero delle partite ) azzardo nell affermare che è diventato il gioco più stupido del mondo.
    Oggi forse è il momento di svecchiare il gioco, cambiando alcune regole e non lasciarlo in mano a personaggi ( mi riferisco più a livello mondiale che da noi ) che gestiscono l industria calcio più a livello politico che altro.
    Un esempio per tutti;
    A quanto viaggiava un tiro 40 anni fa?
    A quanto viaggia oggi?
    È possibile che a decidere se un pallone è dentro sia una persona a 20/30 mt di distanza? ( questa regola forse verrà finalmente cambiata ).
    Non dico altro.
    La banana rende l idea di una certa situazione tecnica nella ricerca dei giocatori, certo che uno che pretende di rappresentare una federazione a livello mondiale, le banane se le deve risparmiare.
    Anche Renzi e Prandelli comunque, potevano risparmiarci la mangiata in compagnia davanti alla televisione.
    Tra l altro, ricordiamoci, le banane possono essere indigeste.

  3. sergio Rispondi

    28 luglio 2014 at 22:08

    ( nuovo Inno della Figc )

    Ah, chi arriva!
    Ah, che bel marinaio!

    Ma ‘ndo’ vai
    se la banana non ce l’hai?
    Bella Hawaiana
    attaccate a sta banana.

    Ma ‘ndo’ vai
    se la banana non ce l’hai?
    Vieni con me,
    te la farò vede’.

    Vengo con te,
    me la farai vede’

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