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Di norme demenziali e rassegnazione alla schiavitù

pecoreL’Italia è sempre più frequentemente teatro di vicende allucinanti, tipo questa: “Offre un gelato a una cara amica e la finanza lo multa per circa 300 euro. «É un amico di vecchia data – si è giustificata la donna – volevo pagare ma non ha voluto nulla». Ma non c’è stato niente da fare. La giustificazione non è bastata. La legge prevede di battere lo scontrino anche se si tratta di un omaggio»”. Il fatto, accaduto una settimana fa a Varazze, è solo l’ennesimo, tra tanti più o meno simili.

Dunque, se abitassimo un paese di uomini e donne liberi, ci sarebbe poco da commentare: una norma che vieta al titolare di regalare un cono gelato ad un’amica (senza incorrere nel rischio di essere massaggiati dalle Fiamme Gialle), apostroferemmo il fatto come roba da manicomio criminale. Ma nel paese dei Napolitano’s, in cui tutti si lamentano e si dichiarano rivoluzionari (con tastiera davanti e pantofole indosso), val la pena conoscere anche il punto di vista del titolare dell’attività sanzionata, prima di trarre conclusioni. Eccolo: “Sì, la legge prevede di battere lo scontrino anche se si tratta di un omaggio” ha spiegato alla stampa. “A testimonianza della mia buona fede – ha ribadito – ci sono comunque le oltre 300 ricevute che avevo già battuto nelle ore precedenti. La mia è stata una svista. La multa mi deve essere ancora recapitata, ma mi è stato detto che supererà i 300 euro”.

Mi astengo dal commentare l’operato dei servitori dello Stato di grigio vestiti, non meritano alcun riguardo. Preferisco concentrare l’attenzione sul comportamento rassegnato del proprietario della gelateria, che per il solo fatto di sostenere che “ha commesso un errore in buona fede” nel non rispettare una norma demenziale, illogica e tremendamente stupida si merita tutto il mio biasimo e l’ammenda che gli hanno rifilato. Anzi, era troppo bassa!

Quest’idea per cui di fronte al satrapo – e chi ti tassa espropriando il 70% di quello che produci è solo un satrapo – sia doveroso abbassare la testa e mostrare la propria mortificazione è la morte della civiltà. Significa aver imboccato la strada della schiavitù. Scriveva Ludwig von Mises ne L’Azione Umana – oltre 70 anni fa – che “una volta che le forze della rassegnazione prendono il sopravvento, l’uomo muore”. Lo ribadisco per l’ennesima volta: un gregge di pecore sta bene solo se viene tosato a puntino! Se “gli schiavi sono governati dagli uomini”, insegnava Bruno Leoni, un uomo coraggioso preferirebbe esserlo da regole condivise e di buon senso. In Italia, più che altrove, “le catene degli uomini sono fatte con le carte dei ministeri” e con le pistole delle Fiamme Gialle. Da qui la lezione lasciataci da Howard Zinn: “Storicamente, le cose più terribili, tra cui la schiavitù, non sono il risultato della disobbedienza, ma dell’obbedienza”.

Post Scriptum: per la cronaca, a rendere l’episodio “ancora più emblematico” si è aggiunta la presenza di un gruppo di venditori extracomunitari che, nello stesso momento in cui veniva “bacchettato” il gelataio, passavano a pochi metri di distanza carichi di merce “per la vendita – scrive il giornale che ha riportato la notizia – abusiva”.

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di on 24 luglio 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Di norme demenziali e rassegnazione alla schiavitù

  1. corrado Rispondi

    24 luglio 2014 at 08:36

    Primo gli extra omunitari menano. Quindi meglio lasciarli stare.
    Secondo per per recuperare i 300 euro basta che non faccia 10 scontrini al giorno per 30 giorni.
    A proposito, lo scontrino lo doveva battere al prezzo di listino del gelato, tipo 3 euro, oppure datomche nin si è fatto pagare lo doveva battere al prezzo dicosto del gelato? .
    Qua l agenzia delle entrate deve rispondere per iscritto anche alla svelta, grazie.
    P.s. ma se invito gente a cena devo fargli la ricevuta fiscale o la fattura?

    • Alberto Cairo Rispondi

      24 luglio 2014 at 12:41

      Sì: se offri loro cibi costosi come aragoste, caviale e/o sorseggiate vini pregiati, allora devi comunicare le generalità degli ospiti alle entrate… 😉

      • Albert Nextein Rispondi

        24 luglio 2014 at 14:04

        Se compri cibo così costoso , se non usi il contante come suggerisce il buonsenso, usi il bancomat o la carta di credito.
        Il fisco conosce , se vuole, che cosa hai acquistato.

  2. umberto Rispondi

    24 luglio 2014 at 09:03

    Basterebbe tassare gli esercizi commerciali a forfet come fanno negli stati civili; si concorda con il fisco le tasse da pagare nell’anno, aliquota 30% su ipotesi di presunta attività; nessuno scontrino, nessun controllo, tutti pagano le tasse ( cosi’ finalmente nell’immaginario dei cacciatori di evasori si potranno anche abbassare) i finanzieri fanno il loro lavoro, danno la caccia a mafia e camorra e ai grandi evasori, quelli multimilionari con un efficacia un po’ piu’ alta del recupero di qualche scontrino; quanto costa mandare due o tre finanzieri per recuperare una scontrino di gelato?

  3. Pingback: DI FRONTE ALLA MULTA ASSURDA LA PECORA CHINA LA TESTA | Movimento Libertario

  4. ultima spiaggia Rispondi

    24 luglio 2014 at 11:13

    L’imbecillità umana non si commenta, non può essere commentata, ma la disonestà sì.
    Se in base a una “legge criminale” (il 70% di esproprio é atto criminoso) un negoziante viene sanzionato per frode fiscale, per i solerti servitori dello Stato non dovrebbe essere applicato l’art. 328 del Codice Penale (omissione di atti di ufficio)?

    • ultima spiaggia Rispondi

      24 luglio 2014 at 11:28

      Naturalmente l’omissione di atti di ufficio è stata nei riguardi dei venditori extracomunitari.

  5. Alberto Cairo Rispondi

    24 luglio 2014 at 11:36

    L’unica proposta piddina che abbia mai condiviso prevedeva lo smantellamento della gdf. Naturalmente, quel dl è finito nel cesso.

    • Albert Nextein Rispondi

      24 luglio 2014 at 14:05

      Nel cesso insieme alla gente comune che vota Pd.

  6. FEMINE Rispondi

    24 luglio 2014 at 19:40

    C’è un altro paese del mondo civile che usa una guardia armata per i controlli fiscali?

  7. lillo Rispondi

    24 luglio 2014 at 20:36

    Tutto quello che portano via al piccolo commerciante o alla piccola impresa nei modi anzidetti dal giornalista servono a mantenersi in vita con stipendi forse non ricchi ma inutili e di nessun aiuto al funzionamento della rete sociale. Anzi allontanando sempre di più l’idea di essere cittadini uguali ed aiutati nel fare impresa ci si può meglio incarognire a fare multe cretine derivate dal cretinismo burocratico che fa in modo che questo non sia un paese degno della sua storia e della sua cultura. Ma a questi interessano solo gli stipendi che paghiamo noi ogni fine mese con il sangue delle tasse ingiuste ed inique.

  8. peter46 Rispondi

    24 luglio 2014 at 22:40

    Calma…”offre un gelato all’amica …”.Possibile che dopo 20 e più anni dall’introduzione del registratore fiscale non sai che “bisogna” emettere lo scontrino?Hai “offerto”?Abbiamo offerto noi dato che non hai ‘voluto’ versare quel 72% di tasse su quello ‘stramaledetto’ gelato.Se poi il 72% di tasse non è ‘sopportabile’…chiudi o fai la rivoluzione…volevi essere in tema con la stagione secondo me(mi sembra comunque di ricordare questa notizia,in quella zona,qualche anno fa:è la stessa?).
    Comunque se la gelateria di Varazze è quella che penso,hanno fatto bene a ‘multarti’:non “c’è(fai)più il gelato di una volta”.

  9. VITTORIO Rispondi

    25 luglio 2014 at 04:28

    – IPOCRISIA è continuare ad affermare che gli ITALIANI sono un POPOLO DI EVASORI, quando poi dalle statistiche emerge che le ENTRATE FISCALI sono sempre aumentate anno su anno, ma il DEBITO PUBBLICO non diminuisce MAI. In questa DISTORSIONE, gli ultimi fatti fanno emergere che la VERA EVASIONE viene PERPETRATA dallo STATO con lo SPERPERO e l’ingordigia dei suoi FUNZIONARI a partire da chi enuncia costantemente questa MALA INFORMAZIONE. Ho sempre sostenuto che indagare all’interno dei PALAZZI STATALI, REGIONALI e COMUNALI (soprattutto nelle SOCIETA’ MUNICIPALIZZATE) i risultati porterebbero non un RISPARMIO di una MANOVRA, bensì a DIECI VOLTE TANTO. Inoltre i TROMBATI POLITICI od i RACCOMANDATI finalmente ANDREBBERO A LAVORARE, altro che generare CONSULENZE agli AMICI od ai “PROFESSORONI”.
    Ma che importa sguinzagliamo l’AGENZIA DELLE ENTRATE e la GUARDIA DI FINANZA verso i piccolissimi imprenditori ed inondiamoli di verbali con cifre da CAPOGIRO così giustificheremo la validità della tesi del POPOLO DI EVASORI; tanto sono amorfi e non si RIBELLANO MAI e pagano a prescindere, altrimenti le paventiamo lo SPAURACCHIO della confisca del lavoro di una intera VITA. Non sono CITTADINI ma SUDDITI da spolpare.

  10. cristiano Rispondi

    31 luglio 2014 at 22:36

    uno stato vessatore non merita rispetto.La mafia e il “pensiero meridionale” sono insiti nello stato e nelle sue istituzioni,la violenza fiscale genera odio verso i servitori dello stato e ,purtroppo,nel mucchio non si distingue il male e il bene.Verrà il momento della ribellione….anche le formiche,nel loro piccolo, si incazzano.

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