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Caro presidente, il Parlamento non si occupa di bene e di male

napolitano2Caro direttore, tu che sempre accogli indulgente le crociate solitarie del sottoscritto, che da non liberale si batte per un liberalismo vero contro lo statalismo aggressivo dei troppi liberali finti che ci circondano, concedimi questa ennesima bordata. Due giorni fa il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano ha arringato una delegazione del Consiglio Nazionale di Bioetica lamentandosi vistosamente del fatto che, dopo l’orgasmo di solo poco tempo fa, ora il parlamento tace moscio su questioni decisive quali la bioingegneria e l’eutanasia. Due considerazioni preliminari. La prima riguarda la proditorietà con cui Napolitano, che statutariamente prende lo stipendio per fare il “paciere nazionale”, si mette a gettare benzina su un fuoco fortunatamente da un po’ latente, auspicando la divisione e invitando allo scontro. La seconda è che risulta sempre indigesto farsi dare lezioni di civiltà, giustizia sociale e progresso su temi tanto delicati da toccare direttamente la vita e la morte delle persone da un signore che ha militato a lungo e felice nella succursale italiana del partito politico più criminale e criminogeno della storia dell’umanità, a suo tempo persino pubblicamente plaudendo (e solo molto, troppo tempo dopo dicendo che era stata una svista) al massacro operato dai comunisti sovietici sugl’insorti ungheresi del 1956.

Ma rischio di divagare. Il nodo invece è un altro. Napolitano ha auspicato che il parlamento torni a discutere tosto di temi bioetici perché è culturalmente convinto in modo tanto tetragono da risultare stolido che sui temi bioetici sia un parlamento a doversi pronunciare. Che spetti cioè allo Stato sceverare il bene dal male con una legge. Ma è pura bêtise. Non è lo Stato che può decidere cosa sono il bene e il male. Lo Stato può semmai prenderne atto e legiferare di conseguenza. Stante però che oggi non c’è più niente di cui lo Stato possa prendere atto, poiché sul bene e sul male non esiste una cultura condivisa, lo Stato non deve fare proprio nulla. Su questioni bioetiche il parlamento non deve legiferare. Deve lasciare le cose come sono: magmatiche, caotiche, irregolamentate, anarchiche, a capocchia. Non deve muovere un dito, deve astenersi da tutto, deve lasciar fare. Il Far-West, insomma, Dio lo benedica, dove ognuno pensa per se e Dio per tutti. Dove si fa come si crede senza una legge che imponga un’ortodossia che per definizione è sempre eresia e che stabilisca limiti che per definizione sono sempre imposizioni.

Volete l’eutanasia? Fatevela. Volete giocare con gli embrioni? Fate pure. Volete abortire? Abortite. Nessuna legge deve costringere me, che l’eutanasia, la bioingegneria e l’aborto li combatto e li contrasto, a vivere e a pagare lo Stato etico caro tanto ai fascisti quanto ai comunisti. Ogni cittadino italiano decida da sé se vuole eutanasia, bioingegneria e aborto, vada a cercare un erogatore privato di tali servizi, e se li paghi tutti di tasca propria. Si arrangi, insomma, che fa sempre bene alla salute. La Legge dello Stato non c’entra niente. È solo una questione di responsabilità personale. Io le mie scelte in materia le ho fatte da tempo, e non perché c’è una legge dello Stato che dica questo o quello; adesso non voglio affatto pagare per permettere allo Stato di reprimere la mia libertà imponendomi il bene e il male che piacciono a una certa maggioranza parlamentare solo perché ne punge vaghezza alla bacata cultura politica di Napolitano.

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di on 12 luglio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Caro presidente, il Parlamento non si occupa di bene e di male

  1. corrado Rispondi

    12 luglio 2014 at 10:21

    Non stupiamoci, con tutto il rispetto per il Presidente, parlo del ruolo e non della persona, anche lui è un essere umano e quindi qualche stupidaggine credo che possa scappare anche a Lui. Non dimentichiamo che ha una certa età, quindi con tutto il rispetto per gli anziani, vedo mio padre che ha 87 anni, non ragiona più come quando ne aveva 60
    Sono pienamente d accordo con l articolo
    Uno stato serio, deve far funzionare, appunto, lo stato.
    Non deve scendere a parlare di questioni etiche, morali o altro come indicato nell articolo.
    Il problema è che invece oggi viviamo in uno stato invasivo che fra un po pretendera anche di obbligarci ad usare un tipo di carta da cesso piuttosto di un altra

  2. lucia Rispondi

    12 luglio 2014 at 23:57

    Sono pienamente d’accordo.Ma non illudiamoci.Lo stato etico c’è e alla grande.E non solo perché pretende di deliberare su temi etici ma perché ci dice cosa è bene mangiare e cosa no,cosa è bene fumare e cosa no,quale parole è bene usare e quali no.cosa è bene bere e cosa no insopportabile.Corrado ,stabilisce anche quanta acqua puoi usare quando vai al cesso….

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