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Assolto Renzusconi

La Corte d'Appello assolve Berlusconi nel processo Ruby. Ma il vero vincitore non è lui, è il Patto del Nazareno: la presenza docile al tavolo della politica renziana in cambio dell'armistizio giudiziario. È l'ideale per partorire sentenze giuste, ma politicamente implica la cancellazione di un'opposizione liberale...

Berlusconi - RenziNon fatevi ingannare dalla cronaca, infingarda e traditrice, oggi non hanno assolto Silvio Berlusconi. Come, siamo impazziti, vogliamo arretrare proprio qui di fronte alla storia, di fronte a una sentenza che (nominalmente) riguarda l’imputato Berlusconi Silvio e che per la prima volta ha i tratti del diritto, della liberalità, perfino del buon senso giudicante? Vogliamo arretrare, proprio noi e proprio oggi, di fronte alla strameritata assoluzione in quella cagnara da tribunale islamico chiamata processo Ruby? Certo che no, “il fatto non sussite”, gaudemus, per noi era ovvio, che non vi fosse concussione in mancanza di concusso, che non vi fosse prostituzione minorile in mancanza di rapporto sessuale, e che non vi fosse reato in una festa privata scollacciata e liberatoria. La magistratura ci arriva dopo qualche anno, eppure benvenga, siamo tornati un Paese (moderatamente) occidentale e Milano non è più Teheran, come voleva la dottoressa Boccassini.

Epperò, siamo felici ma non autistici, proviamo a dimorare nel mondo, e come insegnava un grande mondano, il Divo Giulio, ce ne freghiamo se a pensar male commettiamo peccato. Che poi non è neanche pensare, è non fuggire dagli accadimenti e della loro logica interna. È la semplice registrazione di un racconto, che non può che dire così: oggi, in Corte d’Appello, hanno assolto l’imputato Berlusconi Silvio, ma a trionfare è un’altra creatura, è il Patto del Nazareno, è il Renzusconi. È una giornata che fa chiarezza e sgombra ipocrisie, questa, e in tal senso è effettivamente storica, perché di rado la logica del potere si mostra così, nella sua pienezza e traslucidità, squarciando il velo mediatico-giudiziario. I giudici della Corte d’Appello di Milano, oggi, hanno portato sulla scena il canovaccio del Nazareno, hanno fatto del retroscena la notizia, e dato il timbro dell’ufficialità alla più grande operazione politica recente. Il Renzusconi, appunto. La docile presenza al grande tavolo delle Riforme renziane (o di quei fantasmi che via via le stanno sostituendo), il berlusconismo ridotto a testimonianza e passaggio di consegne, in cambio dell’Impensabile, l’armistizio giudiziario, la cancellazione dell’anomalia italiana, l’Imputato ridotto a Nemico (Arcinemico, diceva Repubblica prima del cambio fiorentino di paradigma). Perché se l’imputato Berlusconi torna tale, non può che essere assolto, in una pochade come il processo Ruby, anzi andrebbe risarcito con tanto di scuse di Stato. Non arriveranno a tanto, ma il punto di caduta è chiaro e irreversibile: Renzusconi vuol dire salvataggio della persona (e delle aziende) dell’uno, in cambio del dominio politico incondizionato dell’altro. E qui non si può che godere, per la fine del calvario giudiziario e della sharia applicata contra personam. Ma come non cadevamo nel tranello dei giacobini prima, come distinguevamo l’Imputato dal Politico prima, lo faremo anche ora, ché il renzusconismo ha già troppi, interessati corifei. E ci prendiamo la responsabilità di dirlo: il Renzusconi, l’ideale per partorire sentenze giuste, è politicamente devastante, molto peggio di un suicidio, una resa totale, l’ammissione della propria dipendenza, fin fisica, dall’avversario, e quindi, en passant, il silenziatore alle ragioni dei disgraziati liberali di questo Paese. Quelli che vorrebbero davvero il ribaltamento del Fisco, della burocrazia, della magistratura politicizzata (anche quella di oggi lo è, proprio perché assolve Renzusconi, non il Cav), le riforme economiche e istituzionali vere, un prepotente e salvifico thatcherismo, non un continuo chiacchiericcio pseudoriformatore a coprire la sostanziale stasi.

Dopo vent’anni di ignobile caccia alla persona, oggi Silvio si salva, segna un punto, prova l’ebrezza di una giustizia non manganellatrice, siamo contenti per lui. Il prezzo, però, è la cancellazione di un’opposizione liberale in questo Paese, e noi non possiamo proprio pagarlo.

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di on 18 luglio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Assolto Renzusconi

  1. Ruggero Rispondi

    18 luglio 2014 at 15:32

    L’ho sempre sostenuto, Berlusconi innocente sul caso Ruby e sul caso Mediaset indipendentemente dalle sentenze. Berlusconi colpevole politicamente per aver tradito i suoi elettori e gli ideali liberali.
    Ottimo e coraggioso articolo di Giovanni Sallusti. Sottoscrivo.

  2. francesco Rispondi

    18 luglio 2014 at 15:46

    Ci stiamo consegnando, pur nella morbidezza del dire o dei proclami, ad una impensabile sovietizzazione. Quante volte ,chi avesse avuto voglia far sintesi,si sarà chiesto “ma cosa c’è nel patto del Nazzareno”così fortemente voluto e perseguito da entrambi?Beh qualcosa cominciamo a capirla tutti ed è un costo di libertà inaccettabile con tutto il bene che ancora masse riservano a Berlusconi, che rimane comunque sotto la spada e non sotto la bilancia della giustizia. Un gran bel giorno per lui e per i tanti che vedevano il degrado della giustizia, ma forse un brutto giorno per le nostre libertà.

  3. Marco Rispondi

    18 luglio 2014 at 15:53

    prove Sallusti, prove. Con la dietrologia si può apparecchiare qualche media debenedettiano, non un giornale serio.

    • Ernesto Rispondi

      18 luglio 2014 at 17:33

      Paura eh?

  4. lino Rispondi

    18 luglio 2014 at 15:57

    Articolo chiarissimo,scritto con la spina dorsale ben eretta.Complimenti.

  5. ulysse Rispondi

    18 luglio 2014 at 16:58

    Sul fatto in se’, non potendo essere provato, L’ assoluzione era probabile. Ma non e’ accettabile che B si dichiari innocente. La tesi e’ ovvia.Se uno invita a casa propria una persona che fa il piu’ antico mestiere del mondo o e’ male informato,o ne compra le prestazioni, per se’ o per altri. Spiace che i clienti dei parioli siano tutti colpevoli. In un paese civile ci si fermerebbe a riflettere. Le larghe intese sono devastanti e senza arrivare al processo Ruby vorrei sapere se qualcuno ha avuto il coraggio di alzare la voce contro gli “80 euro” in busta paga che non solo sono serviti da voto di scambio(anche se non si puo’ dire altrimenti si rischia il carcere),ma hanno pregiudicato una seri riforma fiscale che il paese attende da anni.

    • Ernesto Rispondi

      18 luglio 2014 at 17:39

      “Sul fatto in se’, non potendo essere provato, L’ assoluzione era probabile. Ma non e’ accettabile che B si dichiari innocente. La tesi e’ ovvia” Scusi, non ho capito. Una persona viene assolta, e non è accettabile che si dichiari innocente? Io comincio a temere che in questo paese qualcosa vada terribilmente storto già alle scuole elementari. Berlusconi è INNOCENTE, fine. Significa che le accuse contro di lui erano invenzioni, i fatti contestati o mai accaduti o, se accaduti, rilevanti la sfera personale. Quindi, Berlusconi non ha concusso nessuno e Berlusconi, SE ha avuto rapporti sessuali, li ha avuti con persone adulte e consenzienti. E al Tribunale, correttamente, neppure importa di verificare il SE. Ma davvero siamo a questo punto di barbarie e, mi lasci dire, isteria orwelliana che neppure quando un giudice terzo dice che non è accaduto nulla si riesce da ammettere, prima a se stessi, che si è trattato di una montatura? Io temo che, se il malcapitato Dreyfuss fosse stato italiano, tutti avrebbero detto: sì vabbé lo riabilitano, ma quello è ebreo e insomma, qualcosa deve pure aver fatto. Incredibile. In altri paesi, starebbero saltando teste di direttori di giornali, procuratori e sostituti procuratori che, per amor proprio, si dimetterebbero seduta stante. Qui, nulla. Perché insomma, in fondo lo sappiamo tutti che a Berlusconi piace trombare no? Incredibile…

      • Giovanni Schiavo Rispondi

        18 luglio 2014 at 19:24

        E no caro Ernesto, per certa opinione pubblica, Berlusconi non può dichiararsi mai innocente. Ma scherziamo, qui siamo in Italia.

  6. adriano Rispondi

    18 luglio 2014 at 17:35

    Sono contento per lui.Complessivamente la vicenda giudiziaria ventennale non ha bisogno di molte parole,per chi è in buonafede.Il suo significato è evidente in sè.Resta la resa incondizionata iniziata,a mio avviso,dalla sentenza risarcitoria sulla Mondadori.Da allora il sig. Berlusconi,avendo capito che la partita era persa,ha cominciato a defilarsi.Oggi politicamente non esiste più.Chi ha programmi diversi da quelli del sig. Renzi deve prendere atto che non si può pensare di proporli con lui.Occorre separare i destini.Temo che ciò non avverrà perchè le convenienze di chi è sulla scena è di conservare i propri privilegi e basta.Se non spunta dal cilindro un coniglio capace di ruggire prepariamoci ad un lungo periodo di melassa inconcludente.

  7. ultima spiaggia Rispondi

    18 luglio 2014 at 17:37

    Voto di scambio non si potrà dire, ma se lei mi dà 80 al mese che faccio? Non le prendo? Non le do il mio consenso? Ma c’è di peggio: quelle 80 chi le tira fuori se in cassa c’è un buco galattico?

  8. Ernesto Rispondi

    18 luglio 2014 at 18:16

    DIrettore Sallusti, perché non scrive un bel fondo sulla “questione morale” dei giornalisti italiani? Mi spiego. Mi aspetterei, dopo questa sentenza, una raffica di dimissioni. Non dai giornali di de Benedetti, ché là lavorano solo agit-prop di professione salvo rare eccezioni, ma dai quotidiani tradizionalmente “moderati” e “borghesi” come Corriere della Sera e Stampa sì! Oppure, un Ferruccio de Bortoli e un Mario Calabresi, dopo anni in cui hanno avallato acriticamente le tesi di una procura (tesi che si sono dimostrate poco più di una fantasia erotica di qualcuno che magari in quella procura se ne intende), possono ricominciare a dirigere il loro giornale come se nulla fosse? Perché se è QUESTO il modo con cui i più prominenti direttori italiani, e qualche notista politico di spicco, intendono il giornalismo, allora siete VOI giornalisti i primi a dovervi ribellare, e a chiederne la testa. Il giornalismo così si faceva alla Prabda; nei paesi liberi il giornalista che (e ne ha facoltà) sostenga una tesi poi dimostratasi falsa ne trae le conseguenze, e SI DIMETTE. L’Italia è ancora un paese con stampa libera??

  9. peter46 Rispondi

    18 luglio 2014 at 18:58

    E dal 2001 che ad ogni elezione è venuto fuori il ‘giudizio morale’ sul personaggio.Che sia un giudice,in positivo o in negativo ad attestarlo proprio non ce ne può fregar di meno…e giacchè per la maggioranza dei suoi ex elettori il risultato morale (e per tantissimi anche politico)è negativo:viva la maggioranza.

    • Ernesto Rispondi

      18 luglio 2014 at 19:13

      Faccia attenzione però, caro Peter, perché quello che lei dice equivale a dire: qualunque campagna mediatica, se dispone di sufficiente denaro per durare un numero di anni impensabile, avrà successo perché genererà una convinzione comune (qualcuno la chiamerebbe “sentiment”) indelebile, per quanto falsa. Qualche mestatore geniale, con a disposizione quantità pressoché illimitate di denaro, potrebbe, leggendola, farsi venire voglia di far fuori così un avversario scomodo. In un sistema giudiziario debole o ideologizzato, poi, basterebbe far causa all’avversario, per avere i soldi per pagarsi la campagna proprio da lui… Le viene in mente nulla?

      • peter46 Rispondi

        18 luglio 2014 at 21:22

        Ernesto,carissimo…lei vuol dire che i 12.000.000,dal 2001,che hanno abbandonato il cdx(8.800.000 di forza Italia in particolare)sono stati ‘accalappiati’ con ‘campagne mediatiche appropriate’?Sinceramente… non ce ne siamo proprio accorti che siano passati…agli avversari.Al massimo una piccolissima parte,ma c’è stato e c’è l’astensionismo in maggioranza o no?Eppure sono anni e tante elezioni e …tante trasmissioni(della carta stampata ‘influenzatrice’,poi…)che non riescono a ‘smuovere’ tutta quella ‘massa’,o no?Sembra,analizzandole che hanno rafforzato le convinzioni di ognuno più che influenzare…conviene?
        A proposito del suo intervento di prima “in fondo lo sappiamo tutti che a Berlusconi piace trombare”.Sicuro che non gli piaccia trombare solo prefigurando ben determinate situazioni…’finali’?Mio cugino Pepè tromba anche lui(per me non comment):cavolo a lui gli riesce anche senza avere il ‘sottosegretario’ pagatore.Da quel che risulta(e fa bene a farlo,non siamo a cercare il pelo nell’uovo,figuriamoci)finora solo gusti per noi ‘irraggiungibili’…a quel ritmo.

  10. FEMINE Rispondi

    18 luglio 2014 at 19:29

    Non è più epoca di eroi e non si può pretendere che B. s’immoli sull’altare sacrificale del liberalismo dopo aver subito cose inenarrabili e alcune ancora in corso. Si facciano avanti nella lotta dura quelli che, per esempio, comodamente dibattono e scrivono su quel che deve fare uno, ancorché azzannato da fiere mai dome, per la libertà di tutti gli altri ma a scapito della propria tuttora in bilico.

  11. step Rispondi

    19 luglio 2014 at 15:01

    Credo che Berlusconi non abbia mai voluto fare riforme thatcheriane, non è che adesso con il Patto del Nazareno sia cambiato qualcosa. Trovo strampalata la teoria secondo cui i giudici ora sarebbero diventati “buoni” verso Silvio perché quest’ultimo accondiscende verso le riforme renziane. Se così fosse (e lo è per gente come Mineo, Annunziata, Travaglio, guarda caso…) saremmo veramente messi male. Come si può pensare che un normalissimo giudice d’appello di Milano si metta a fare questi calcoli? Cioè, siccome Berlusconi non ostacola le riforme, allora lo assolviamo da certi reati? Per me questo è un delirio.

    Tra l’altro tali riforme, almeno parzialmente, vanno nella direzione da sempre auspicata da Forza Italia. Credo inoltre che se in appello ci fosse stata la Boccassini (o simili) sarebbe stata confermata la sentenza di primo grado, quindi non è che i giudici hanno un atteggiamento politico diverso verso Silvio. Dovremmo pensare che tutti i giudici italiani sono di sinistra e si attengono scrupolosamente alle direttive – oltretutto continuamente variabili – della segreteria PD: un’assurdità. Ci sono effettivamente giudici politicizzati, per lo più di sinistra, e anche giudici affetti da manie di protagonismo, ma in magistratura non sono tutti così. Semplicemente in appello Berlusconi ha trovato dei giudici normali. Tutto qui.

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