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Arcigay e dintorni: ognuno ha i liberali che si merita

Una mattina mi sono svegliato e ho fatto una proposta indecente al coraggioso direttore de L’Intraprendente. Il seguito è davveroBerlusconi tutto solo colpa mia.

C’era una volta Gianfranco Fini, e non c’è più. Un fulgido futuro politico dietro le spalle e un passato che è solo di verdure. Era l’enfant prodige, il figlio prediletto, il politico che aveva conquistato case e chiese, il beniamino delle mamme e l’araldo del “Dio, patria e famiglia”, e si è giocato tutto, ma proprio tutto, litigando con il suo socio di sempre, Silvio Berlusconi. In preda a quel che certo non so che, dall’oggi al domani Fini si è inventato “liberale” per suonare il suddetto socio ma è rimasto suonato. Per mostrare che faceva sul serio si è circondato di ex Radicali, di “lib”, di gente che “il libero mercato sempre”, soprattutto prima di colazione. Ma non ha convinto nessuno (perché uno dovrebbe comperare la copia sbiadita se ha a disposizione l’originale?), e in parlamento hanno chiamato “Chi l’ha visto?”.

Per un po’ il suo ex socio, Berlusconi, si è fregato le mani, contento di essere rimasto l’unico liberale vero sulla faccia della Terra; ma più di recente ha capito che la Terra riesce invece a fare benissimo a meno anche di lui e del suo liberalismo di ex alfiere del buon senso conservatore.

Cos’è rimasto in comune ai due divorziati? Una irrefrenabile voglia di apparire “ggiovani”. Nella fattispecie, il lifting si chiama conformismo. Da irriducibili splendidi guastatori che erano, prima Fini e poi Berlusconi hanno infatti imparato anche loro a cantare nel coro, quello della grande chiesa GLBT. Non c’è un sinistro col vizietto che sia uno che si sognerà mai di dare il proprio voto a personaggi come Fini o Berlusconi, ma loro sono uomini di principio e quindi per principio difendono quel che è giusto. Lo Stato italiano deve equiparare per legge le coppie omosessuali a quelle eterosessuali, approvando una norma che faccia delle unioni civili una famiglia diversamente matrimoniale.

Fini e Berlusconi, che giurano di essere gli unici liberali autentici rimasti in Italia, lo chiedono a gran voce allo Stato in nome delMatrimoni gay liberalismo. Il quale però non accetterebbe mai un riconoscimento e una regolamentazione da parte dello Stato di una realtà assolutamente privata qual è la scelta di convivere con una persona dello stesso sesso. Sarebbe infatti molto più liberale che lo Stato “lasciasse fare” a ognuno come gli va, riconoscendo i diritti individuali di tutti, compresi gli omosessuali che decidono privatamente di abitare assieme, e prescindendo dall’orientamento sessuale di ognuno.

Ma i liberali Fini e Berlusconi picchiano i piedini per terra e vogliono che sul loro liberalismo lo Stato ci metta il bollino di garanzia. Il guaio più serio è che su questo punto Fini e Berlusconi hanno più seguito di quel che immaginano. Io invece, che liberale non sono, gradirei vedere uno Stato, quello cui pago laute tasse, che non entra anche nelle mutande di quei suoi cittadini verso i quali avrebbe solo il dovere di lasciar fare. Sì, l’Italia ha i liberali che si merita, ed è così sin dai tempi del conte di Cavour. Per questo non funziona mai un accidente, nemmeno il sesso.

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di on 11 luglio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Arcigay e dintorni: ognuno ha i liberali che si merita

  1. peter46 Rispondi

    11 luglio 2014 at 10:11

    Allora è vero che Berlusconi,POLITICAMENTE,è indietro di ‘tante lune'(Sgarbi,che lo conosce bene,va più in là e afferma che proprio non capisce un c…volo in quel campo):le ‘esternazioni’ di Fini,sul tema(Barbareschi…Barbareschi ci sei stato anche tu,per lui e ben prima di Cecchi Paone,nuovo ‘consigliere’ della ‘regina’ signorina,ancora,Pascale)ci sono state ‘tante lune’ prima.Precorritore?…Normalmente,i leader,non danno mai la ‘soddisfazione’ ai loro ‘nemici’ di vedersi avvalorata la tesi di essere stati ‘precursori’in qualcosa:dunque…ora sappiamo che Berlusconi non era un ‘leader’…e pensare che sarebbe bastato dimettersi da Presidente della Camera perchè ci fosse stata un’altra ‘storia’.

  2. luca pozzoni Rispondi

    11 luglio 2014 at 19:18

    Evidentemente, per certi liberali, Cameron è troppo a sinistra:

    “I once stood before a Conservative conference and said it shouldn’t matter whether commitment was between a man and a woman, a woman and a woman, or a man and another man. You applauded me for that. Five years on, we’re consulting on legalising gay marriage.

    And to anyone who has reservations, I say: Yes, it’s about equality, but it’s also about something else: commitment. Conservatives believe in the ties that bind us; that society is stronger when we make vows to each other and support each other. So I don’t support gay marriage despite being a Conservative. I support gay marriage because I’m a Conservative.” (David Cameron, 2011)

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