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Altro che Fisco, forza Ezio

Finché esisterà uno squilibrio così evidente tra ciò che paghiamo e ciò che lo Stato ci restituisce in cambio, ogni discorso sulla correttezza sociale passa in secondo piano. E allora ecco quel che nessuno osa: un'apologia di Greggio

Ezio GreggioGiù le mani da Ezio Greggio! Lo diciamo subito, in maniera chiara e diretta, stile striscione ultras, perché sulle questioni fiscali siamo estremisti. E non abbiamo paura ad ammetterlo dato che come disse un famoso politico americano “l’estremismo, nella difesa della libertà, non è vizio e la moderazione, nel perseguimento della giustizia, non è una virtù”. Dunque, non ci interessano nemmeno i particolari della vicenda che ha avuto come esito il pagamento da parte del conduttore di Striscia di una mega sanatoria di 20 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate (le questioni di questo genere sono tutte uguali): in ogni contenzioso fiscale che abbia luogo in questo paese saremo sempre a favore del cittadino tartassato, chiunque esso sia, indipendentemente dal fatto che sia ricco o meno, qualunque siano le sue tendenze politiche (abbiamo difeso anche Maradona), e contro gli esattori dello Stato. Perché? Semplice. Perché finché esisterà uno squilibrio così evidente tra ciò che paghiamo e ciò che lo Stato ci restituisce in cambio, ogni discorso sulla correttezza sociale passa a nostro avviso in secondo piano. E allora eccoci qui a fare qualcosa che nessuno osa: un’apologia di Ezio Greggio.

Iniziamo col dire che il comico non è nuovo ad attacchi di questo genere. Il Fatto quotidiano lo aveva già bastonato diverse volte e lui aveva minacciato querele in diverse occasioni. Provate ora a immaginare la gioia di Travaglio e compagni nel vedere il protagonista di Yuppies e di Vacanze di Natale esposto alla gogna mediatica e al pubblico ludibrio. Immaginate con quanto godimento intimo i falsi moralisti stanno in queste ore puntando il dito contro Greggio, un evasore, uno dei tanti responsabili, secondo la vulgata comune, della catastrofe in cui si trova questo paese. Leggendo il quotidiano giustizialista si scopre che ogni pretesto è buono per metterlo in cattiva luce ed attaccarlo. E ovviamente, si strumentalizza la vicenda anche per colpire Mediaset, rea, secondo il foglio diretto da Padellaro, di pagare al comico compensi troppo alti (manco fosse la tv pubblica) e di essersi impegolata in operazioni poco chiare con una società irlandese che gestiva i suoi diritti d’immagine.

Che volete che importi se Greggio nel periodo oggetto della contestazione avesse la residenza a Montecarlo e fosse residente là anche fiscalmente. Secondo le penne più moraliste d’Italia, lui “ha da pagà accà”. E allora eccoli a contare tutte le puntate del Tg satirico, a spulciare l’intera agenda del comico per dimostrare che lui la maggior parte del tempo la passava a Milano e non nel paradiso più amato dagli evasori fiscali. Saremo strani noi, ma avremmo preferito che tutti quei soldi se li godesse Greggio. Adesso invece finiranno chissà dove in mano a qualche boiardo di Stato che andrà ad aumentare la spesa pubblica e il suo giro di clientele. Perché come questo giornale tenta di spiegare da sempre “se tutti pagassero le tasse, non è vero che tutti pagheremmo di meno ma, semplicemente, lo Stato spenderebbe di più e male”. No way che quei soldi finiscano ai cittadini italiani sotto forma di servizi o abbassamento della pressione fiscale. Basta, dunque con l’invidia sociale, se qualche fortunato riesce a sottrarsi alla spoliazione, dobbiamo solo essere contenti per lui. Peccato davvero che alla fine il comico sia stato costretto a pagare il pizzo. Già ce lo immaginavamo su qualche yacht tra belle donne e e drink che tirava fuori quel cellulare enorme con l’antenna: “Pronto Cavaliere…”

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di on 24 luglio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Altro che Fisco, forza Ezio

  1. Alessandro Rispondi

    24 luglio 2014 at 11:37

    Immaginate che il personaggio dell’articolo si chiami Gennaro Esposito o Mario Rossi: state sicuri che Striscia la notizia avrebbe inviato il suo paraesattore per esporlo al pubblico ludibrio e avrebbe svolto un’indagine unilateralmente a sostegno delle pretese fiscali dell’AdE. Come chiosa, poi, ci sarebbe stato l’immancabile commentino moralistico e di condanna, senza appello, del conduttore Ezio Greggio.
    Bene, cosa vuole dire questo esperimento mentale (che sarà venuto spontaneo alla maggior parte dei lettori)? Che è giusto essere coerenti coi propri principi sempre.. ma quando questi vengono inverati estemporaneamente da coloro che ne hanno fatto strame prima e, probabilmente, continueranno così dopo, non suonerei compiaciutamente e trionfalmente la tromba né proverei l’orgasmo di cui sembra pervaso l’autore dell’articolo..

    • Giovanni Schiavo Rispondi

      24 luglio 2014 at 15:43

      Bravo Alessandro, è quello che penso anch’io.
      Alla napoletana direi: nu sputà ‘ncielo ca nfacce te torna

      • Federico Bellina Rispondi

        25 luglio 2014 at 12:10

        ma Greggio non lavora mica in una tv che prende soldi pubblici?? Per piacere , di cosa stiamo parlando?..

        • Giovanni Schiavo Rispondi

          25 luglio 2014 at 20:43

          Ma hai letto bene cosa ha scritto Alessandro?

  2. ultima spiaggia Rispondi

    24 luglio 2014 at 13:00

    “Se tutti pagassero le tasse…”… la prenderebbero tutti nel culo.
    Ogni tanto qualcuno si salva, per sua fortuna… fuggendo all’estero.
    Cacciamo i ricchi per importare milioni di poveri. Razzismo il mio? No, realtà! Quanto ci costa un “profugo” tra colazione, pranzo, cena, alloggio, più 30 euro al giorno, senza fare un cazzo? E pensare che ci sono pensionati italiani costretti a vivere con 15 euro al giorno, più le spese a loro carico.
    Non posso dire che questo sia un Paese di merda, ma governato da ipocriti e razzisti nei confronti del popolo ex-sovrano lo posso dire?

  3. massimo z Rispondi

    24 luglio 2014 at 15:05

    Penosa istigazione all’evasione fiscale. Perchè non andate da Greggio ed altri furbetti a farvi pagare visite mediche ed altre spese sociali gratuite?

    • Roberto Zambrini Rispondi

      25 luglio 2014 at 10:00

      … “gratuite”?

    • Fiero Evasore Rispondi

      31 luglio 2014 at 19:19

      Evadere le tasse è un dovere morale. Gli evasori sono degli eroi.
      Ecco, QUESTO è un (giusto) elogio dell’evasione.
      Quanto ai servizi “gratuiti”, davvero non pensavo che ci fossero ancora in giro allocchi che credono a questa panzana. Ovviamente, se i (dis)servizi dello statoladro sono gratis, allora gli asini non solo volano, ma superano anche la barriere del suono. Un po’ come la stupidità di chi pensa che pagare le tasse sia giusto…

  4. Roberto Zambrini Rispondi

    25 luglio 2014 at 10:21

    Allegro, Greggio!
    Pensa a quanti invasori extracomunitari si potranno mantenere, con tutti quei soldi!
    :-)

    PS: Boono.. BBoono… Ezio, nun me mena’, scherzavo!

  5. Stefano Rispondi

    25 luglio 2014 at 10:25

    Se, anziché lo Stato, fossero le assicurazioni private a fornirci l’assistenza previdenziale non farebbe lo stesso? I soldi uscirebbero sempre dalle nostre tasche dunque, tanto vale, spenderli per un servizio più efficiente.
    In base a quale principio di giustizia sociale, è più corretto pagare lo Stato e non dei privati cittadini che forniscono un servizio?
    Al diavolo i principi statalisti di cui questo Paese si è riempito la bocca per decenni. Uno Stato deve essere inteso non già come un organo che decide ciò che è meglio per i cittadini (appunto cittadini, non sudditi), ma come una comunità di cittadini che condividono uno spazio e una cultura comuni. Per cui, lasciando libera iniziativa al cittadino che, esposto alla concorrenza, stabilisce i prezzi in base ad essa, le cose non potrebbero che migliorare.
    Vediamo le tasse come il prezzo di un servizio qualunque offerto alla collettività. Poniamo caso che io sotto casa abbia due bar, uno da una parte e l’altro dall’altra della strada: il primo, per un euro, mi offre un espresso. L’altro, per un euro e dieci, mi offre un espresso, ma accompagnato da un goccio d’acqua e un gianduiotto. Siccome il privato cittadino non sceglie la soluzione più economica in assoluto, ma quella che offre un miglior rapporto qualità prezzo,il primo bar perderebbe clienti a vantaggio del secondo.
    Ora, io credo che lo Stato possa erogare dei servizi, ci mancherebbe. Tuttavia credo si debba esporre alla concorrenza, in una parola debba entrare sul mercato. In questo modo i cittadini ci guadagnerebbero in efficienza e qualità del servizio e potrebbero essere messi di fronte ad una scelta, proprio come quando vanno al bar a prendersi un caffè.
    Dunque Ezio Greggio, ammesso che abbia evaso dei denari al fisco, ha semplicemente manifestato il suo disappunto verso i servizi offerti dallo Stato, e lo Stato, ma questo da anni, ha fallito nel raggiungimento della customer satisfaction…o meglio della citizen satisfaction.

    • massimo z Rispondi

      26 luglio 2014 at 15:29

      Innanzitutto trattasi di imposte e non di tasse.
      Secondo lei per quale motivo vengono pagate le imposte?
      Sicuro che tutti i servizi dovrebbero essere forniti in regime di concorrenza (l’esempio del caffè non mi pare proprio calzante)e che il rapporto qualità/prezzo dei servizi privati sarebbe sempre migliore?

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