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A furia di tasse si fumano l’impresa

Lo Stato criminale e fintamente salutista si è accorto che le sigarette elettroniche han fatto perdere centinaia di milioni all'erario e corre ai ripari, portando il costo di una ricarica da 6 a 35 euro. E ammazzando così uno dei pochi settori in espansione

Sigaretta elettronicaCi risiamo, per non smentirsi ri-tassano: “Possibili aumenti fino al 480%. L’associazione nazionale produttori fumo elettronico: «Sgomenti di fronte all’ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica»”. Dopo l’aumento delle bionde di qualche giorno fa, un must italiano, Kim Jong Renz ha un’opportunità in più confermare quel che diceva Ronald Reagan “La logica dei politici è: se una attività si sviluppa molto devi regolamentarla; se ancora si sviluppa è necessario tassarla; se inizia ad andare in crisi bisogna darle sussidi”. Il caso “e-cig” – la sigaretta elettronica per capirci – è un caso da manuale per trovare conferma che l’aforisma del 40° presidente americano è la fonte dalla quale sono scaturiti i provvedimenti adottati dall’esecutivo in carica in materia di fumo.

Il settore delle sigarette elettroniche era uno dei pochi che, in questi ultimi due anni, era sostanzialmente cresciuto. Senza regole demenziali in vigore, con un mercato tutto da inventarsi – approfittando di una nuova tecnologia che ha peraltro ricevuto il plauso di personalità come i professori Veronesi e Tirelli – è accaduto che centinaia di piccoli imprenditori han deciso di investire i loro denari in un settore totalmente sguarnito. Nel maggio 2013, si leggeva sulla stampa: “Le sigarette elettroniche sono un prodotto di estremo successo: 1 milione di persone su 10,6 milioni di fumatori hanno rinunciato al tabacco passando al nuovo sistema. Sono oltre 3 mila i negozi aperti in pochi mesi: un boom inconsueto in un periodo come quello attuale, per molti versi incoraggiato proprio dalla crisi: uno ‘svapatore’ può risparmiare in un anno almeno 1.000 Euro, pur considerando il costo di acquisto dell’apparecchiatura iniziale. Attorno a questo piccolo settore in espansione si stanno scatenando interessi enormi”.

Le “e-cig” hanno creato lavoro senza bisogno di una legge (come insegna il mercato), hanno garantito investimenti (diretti e nell’indotto), hanno contribuito alla crescita. Il tutto con il solo sforzo dei privati, senza soldi pubblici da elargire a qualche famelico mandarino. Argomenti che dovrebbero mandare in solluchero qualsiasi governante, no? Macché, in “Fallitaglia” non funziona così. Lo Stato criminale e fintamente salutista s’è accorto che le “e-cig” han fatto perdere centinaia di milioni di euro alle casse dell’erario, per via della drastica riduzione di vendita delle sigarette classiche. Scusate se insisto: ma non dovrebbero essere felici i “politici-moralisti” del fatto che la gente fa meno uso di tabacco tradizionale, considerato da quasi tutta la scienza ufficiale cancerogeno? Sia mai!

Prima, hanno montato una campagna di stampa ad hoc, sostenendo che “forse le sigarette elettroniche non sono sicure”, che “serve una licenza speciale o che van vendute in tabaccheria”, che “chissà cosa contiene quel prodotto”, che “i nostri figli potrebbero essere a rischio” e minchiate varie! Risultato? Prima, è arrivato il provvedimento del “fare cazzate” di Letta – con l’appoggio di un’incompetente come la ministra Lorenzin – che ha regolamentato e tassato il settore: divieto di svapare in auto, divieto di svapare nelle scuole, vendita del prodotto sotto stretto controllo, tassa del 58% sulle “pericolosissime” simil-penne che emettono vapore acqueo!

Ora, la mazzata finale firmata dall’attuale governo, che col decreto legislativo che punta a riordinare la tassazione su tabacchi ed affini porterebbe il costo di una ricarica per le e-cig da 6 a 35 euro!
Ringo Starr soleva meritoriamente dire che “tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda”. Oplà, detto fatto! Da Letta a Renzi, ecco come si mette in mutande un intero comparto industrial-commerciale. Morale della favoletta: in Italia non si può fare gli imprenditori!

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di on 11 luglio 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a A furia di tasse si fumano l’impresa

  1. Mario Rispondi

    11 luglio 2014 at 08:49

    La tassazione in Italia e’ indefinibile.Il buco generato da spesa e’ insanabile.Credo sia bene si cominci seriamente e con forza a parlare di default,fallimento ,e dopofallimento.Nessuno mette le mani sul dimezzamento dello Stato e di questa incapacità moriremo tutti, imprenditori ipertassati e cittadini che si ritroveranno come in Argentina o Grecia.

  2. Pingback: A furia di tasse si fumano l’impresa | L’intraprendente | Buseca

  3. Albert Nextein Rispondi

    11 luglio 2014 at 10:54

    Alla base c’è il fatto che lo stato non deve produrre sigarette.
    Invece i monopoli statali producono sigarette a tutta forza.
    Lo stato imprenditore è in assoluto conflitto di interessi con la libertà del cittadino e con il libero mercato.

    Vendano tutte quelle fabbriche di morte a Philip Morris o ad altri.
    Escano da questo business, e lascino liberi gli imprenditori di vendere sigarette elettroniche, magari aiutandoli con aliquote ridotte d’imposta per disincentivare l’uso del tabacco.

  4. lorenzo Rispondi

    11 luglio 2014 at 12:05

    «Con usura nessuno ha una solida casa, di pietra squadrata e liscia, per istoriarne la facciata. Carogne crapulano, ospiti d’usura. » Canto XLV di Ezra Pound pone cinque domande alle quali solo il Prof. Auriti risponde infallibilmente su: moneta, credito, usurocrazia “Non bene pro toto libertas venditur auro”-,(… quì ti incontrerai spitualmente con lui!) http://auriti.blogspot.com

  5. elena bombardieri Rispondi

    11 luglio 2014 at 12:29

    E adesso magari, come tutto il resto dell’e-commerce, se le compri online dall’estero risparmi perché le tasse si pagano fuori! Olè! Che stato furbo… Siamo finiti così

  6. Macx Rispondi

    11 luglio 2014 at 13:26

    Io compro un sacco di roba all’ estero tramite ebay e il fatto di non pagare tasse a questo stato strozzino mi da un gusto…………….
    E oltretutto risparmio un sacco di soldi!

  7. Giulio Rispondi

    11 luglio 2014 at 17:20

    Anche il settore dei droni è all’inizio dell’espansione, ed anche qui lo stato ha già iniziato a porre divieti, obblighi, patentini….seguiranno presto super tasse, ne sono certo !

  8. Paolino Rispondi

    11 luglio 2014 at 23:24

    Prima di scrivere cachiate sarebbe meglio informarsi
    La sigaretta elettronica è stata una mea per i giovani e un tentativo di smettere per altri
    E’ durata il tempo di una svagata ed è fallita da sola e non per colpa di altri
    Le vendite sono crollate in poche settimane così come erano esplose e latassazione non c’entra una beata fava

    • Leonardo Facco Rispondi

      12 luglio 2014 at 10:10

      Probabilmente, signor Paolino, ha visto un altro film! Si dà il caso che ho approfondito la questione con una serie di interviste a titolari di negozi da un anno a questa parte. Lei deve essersi fumato roba poca buona.

      • Paolino Rispondi

        12 luglio 2014 at 22:04

        Ahh! Ho capito. Lei approfondisce la questione con interviste a titolari di negozi
        Insomma va a chiedere all’oste se il voi è buono
        Ha qualche dubbio sulla risposta ?
        Non male come metodo di indagine.
        Ha fatto domande ad una parte in causa = verità
        Se poi vuole qualche altra informazione chieda pure LOL

  9. giuseppe castiglione Rispondi

    12 luglio 2014 at 19:32

    Leonardo,quello che hai scritto me lo hai “tolto di bocca” e perciò
    l’approvo al 1000 x 1000.E’ proprio vero che con uno Stato che vende le sigarette non si può competere vendendo qualcosa che prevede un loro minor consumo.La lotta è talmente impari che non è possibile
    che un privato cittadino possa avere anche una minima probabilità di successo.Poi per quanto riguarda “Paolino” sei stato anche piuttosto tenero con lui nel dirgli che usa “sostanze” poco buone.
    Io credo che la sua situazione sia più grave di quanto tu faccia intendere.Ciao e complimenti per il tuo articolo,breve ma denso di
    contenuto.Speriamo che serva a far riflettere qualche politico di buona volontà che non pensi solo alla salute delle sue “saccocce” (tasche n.d.r.).

    • Leonardo Facco Rispondi

      12 luglio 2014 at 20:50

      Grazie.

  10. Paolino Rispondi

    13 luglio 2014 at 11:04

    Occorre distinguere tra quelle semplicemente aromatiche a quelle che contengono nicotina che come le sigarette danno assuefazione.
    Parlando delle seconde….
    Non esiste nessuno studio attendibile in merito.
    E’ logico che le elettroniche si presume facciano meno male perché non hanno combustione ma contengono altri ingredienti
    Logicamente sono da definirsi come surrogati del tabacco e come tali non si capiva perché menrte le sigarette erano sotto controllo le elettroniche erano invece di libera vendita e inoltre non si capiva il perché ne era vietata la vendita ai tabaccai
    Quindi o erano sotto controllo essendo surrogati del tabacco e vendibili solo dai tabaccai oppure se di libera vendita sarebbero state vendibili anche dai tabaccai come qualsiasi altro prodotto.
    In entrambe i casi i negozi non sarebbero nati e prosperati come è facile capire perché non avrebbero in nessun caso avuto vita semplice con le più concorrenziali tabaccherie.
    Altra questione è il fatto che chi ha aperto un negozio sapeva bene il rischio commerciale che avrebbe corso a meno che non fosse uno sprovveduto totale finito in mano alle ditte di siga elettroniche.

    Ripeto che il BOOM è svanito da solo quando molti fumatori sono tornati all’antico perché non hanno trovato un’alternativa come credevano e quando i giovani che avevano iniziato solo come moda hanno abbandonato.
    Una volta venduta la parte elettronica quella infinità di negozi non riusciva a campare con solo la vendita di ricariche. L’incasso giornaliero fatto solo di vendita ricariche non era sostenibile

    • Michele Rispondi

      17 luglio 2014 at 22:00

      Caro Paolino sembri essere la verità in persona quando in realtà basterebbe rileggessi quello che scrivi…

      “si presume facciano meno male perché non hanno combustione ma contengono altri ingredienti”

      sai quali sono? Acqua, glicerolo vegetale e glicole propilenico, non sono sostanze tossiche, le puoi trovare in farmacia e senza ricetta, lo sapevi?

      “sono da definirsi come surrogati del tabacco”… e perchè mai se tabacco non ne contengono? Inoltre il tabacco viene assunto per “combustione”, la principale concausa del cancro al polmone è il derivato della combustione cosa che nel vapore assolutamente è assente.

      “non si capiva il perché ne era vietata la vendita ai tabaccai”
      qui si sono fatti del male da soli, era la stessa FIT che se lo proibiva, informati (FIT=federazione italiana tabaccai)

      Il bum è svanito anche perchè si sono “buttati nel mercato” tanti incompetenti, ma le ragioni descritte da Leonardo IN PRIMIS, la diffamazione mediatica senza nessun motivo se non fare cassa.

      RILEGGITI VA LA….

  11. Michele Rispondi

    17 luglio 2014 at 21:52

    Grazie Leonardo… per fortuna che qualche giornalista che scrive la verità esista ancora… ottima sintesi, ottima analisi di una situazione paradossale che ha dell’incerdibile, che ha tolto ai giovani che hanno osato sfidare la crisi la dignità, il diritto di fare impresa, la democrazia… e li ha messi in mutande!!

    Spero che siano in tanti che leggano le tue verità, condivido subito su FB e grazie grazie grazie…

  12. liviomex Rispondi

    18 luglio 2014 at 06:45

    Lei si sbaglia signor paolino.
    Probabilmente non conosce il settore come lo conosce chi fa uso di questi dispositivi da anni.
    Non esistono sigarette elettroniche aromatiche e sigarette “alla nicotina”,esistono invece vaporizzatori personali delle fogge e forme più diverse in grado di vaporizzare liquidi composti da glicerina, glicole propilenico,nicotina ed aromi alimentari. Tutti elementi acquistabili in farmacia ed al super mercato fuori dal controllo statale ( nicotina a parte) .
    I negozi del settore sono stati evidentemente colpiti dal decreto letta dche ha impedito di poter formulare agli imprenditori qualsiasi pianino economico serio a causa dell ‘ incertezza legislativa in cui all ‘ improvviso di sono trovati ad operare.

    Saluti
    Livio

  13. giuseppe Rispondi

    23 luglio 2014 at 10:57

    Ma guarda un po’ lo stato mette le tasse anche sulle sigarette elettroniche e be’ certo dove ce’ odore di soldi mica so fessi subentrano subito loro i nostri politici troppo bello definirli politici le nostre mele marce che ci governano e si gonfiano come le vacche e non si accontentano mai perche’ sono al potere lo sapete cosa farei io con una sigaretta elettronica? magari un bel big battery gli e la infilerei nel c——o bastardi a morte tutti

  14. giuseppe Rispondi

    23 luglio 2014 at 10:58

    Ma guarda un po’ lo stato mette le tasse anche sulle sigarette elettroniche e be’ certo dove ce’ odore di soldi mica so fessi subentrano subito loro i nostri politici troppo bello definirli politici le nostre mele marce che ci governano e si gonfiano come le vacche e non si accontentano mai perche’ sono al potere lo sapete cosa farei io con una sigaretta elettronica? magari un bel big battery gli e la infilerei nel c@@o

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