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Un (altro) golpe di Napolitano

Il presidente entra di prepotenza nella guerra che sta devastando la Procura di Milano, prendendo le parti di Bruti Liberati e della Boccassini. Non solo l'ennesima invasione di campo, ma il segno che è ora di far eleggere il Capo dello Stato dai cittadini

boccassiniBruti, Ruby e Robledo. Ai tre protagonisti della telenovela ambientata nella Procura di Milano adesso se n’è aggiunto un quarto: Giorgio Napolitano che, lungi dall’essere spettatore imparziale, è entrato nella sit-com, prendendo le parti di uno degli attori, Bruti Liberati.

Per chi non ricordasse, ricostruiamo in breve le puntate precedenti. A marzo il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo scrive un esposto in cui denuncia il suo capo, il procuratore Edmondo Bruti Liberati, di «turbare il regolare svolgimento della funzione del pool», assegnando fascicoli di inchieste in modo improprio. In sostanza, le indagini relative a reati contro la pubblica amministrazione, anziché essere affidate a Robledo (competente di quell’ufficio), vengono assegnate a pm che si occupano di altro, cioè di reati finanziari, come Francesco Greco e – udite udite – Ilda Boccasini. In ballo ci sono processi importanti, come quello su Ruby, su Formigoni e il crac del San Raffaele e sull’inchiesta Gamberale-Sea. Robledo si sente esautorato delle proprie funzioni, quasi mobbizzato, e fa presente la cosa al plenum del Csm, che oggi deciderà sull’opportunità di accogliere o meno il suo esposto.

In questa vicenda tutta giudiziaria, e semmai mediatica, si inserisce con un colpo di mano il capo dello Stato, che ieri invia una lettera al vicepresidente del Csm Michele Vietti, chiedendogli di non uscire dai binari della riforma dell’ordinamento giudiziario del 2006. Tradotto dal «napoletanese», significa che il presidente della Repubblica invita il massimo organo della magistratura a non strumentalizzare i contrasti interni alla Procura di Milano e ad applicare alla lettera la riforma del 2006, che sancisce il «sacrosanto principio della gerarchia» nell’organizzazione delle procure. In pratica, chi è il capo della procura, secondo Napolitano, decide e ha sempre ragione, anche se assegna i fascicoli ad capocchiam. Una difesa più smaccata dell’operato di Bruti Liberati, da parte del capo dello Stato, non si poteva immaginare. E qui veniamo al suo ruolo non esattamente super partes. Non è la prima volta che il presidente della Repubblica compie invasioni di campo illegittime, ma l’impressione è che adesso non gli basti più esercitare (impropriamente) il potere esecutivo, perché vuole perfino il potere giudiziario. Dopo aver deciso, a nostra insaputa, tre governi consecutivi (Monti, Letta e Renzi), ora Napolitano cerca di influire sui procedimenti disciplinari interni alla magistratura e quindi, indirettamente, anche sull’esito dei processi. È un fatto gravissimo che rasenta il golpe: il Presidente è andato ben oltre i moniti, i richiami, le sollecitazioni, le pressioni e le nomine; ora vuole mettere bocca nel lavoro dei magistrati, orientandone le scelte. Sappiamo che in questione c’è il processo Ruby e non è così irrilevante che il ruolo di pm venga portato avanti, perdipiù in modo irregolare, da un magistrato rosso fuori e dentro come la Boccasini oppure da un esterno, senza pregiudizi antiberlusconiani.

Già, Berlusconi. Nella vicenda è parte in causa non solo perché coinvolto nei tre processi Ruby, ma anche perché da tempo il suo partito, in un ultimo sussulto di vitalità, si batte per una riforma costituzionale in senso semipresidenziale. Cosa significa? Che, se la riforma venisse approvata, non ci sarebbe più il rischio di avere un Napolitano (e tanto meno un Napolitano-bis) a ricoprire la massima carica dello Stato, perché a scegliere il presidente della Repubblica (stavolta legittimamente con pieni poteri) sarebbero direttamente i cittadini, e non più gli accordi tra i partiti. Sarebbe una svolta. Ma forse, quando avverrà, non ci saranno più né Napolitano né Berlusconi, E forse neppure Bruti, Ruby e Robledo.

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di on 19 giugno 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Un (altro) golpe di Napolitano

  1. Giovanni Schiavo Rispondi

    18 giugno 2014 at 19:56

    A me sembra che il Presidente della Repubblica Italiana abbia molti più poteri di quanto si dica.
    E’ capo del CSM
    E’ capo delle Forze armate
    Nomina i Ministri
    Promulga le leggi
    Scioglie le Camere
    Nomina Senatori a vita
    Concede la Grazia
    ……………..
    Condiziona il Governo

    E che ca…o di poteri deve avere in più.
    Altro che Repubblica Parlamentare
    La nostra è una Monarchia basata sul potere di un Monarca eletto con i peggiori sotterfugi parlamentari. Nemmeno nell’antica Roma facevano di peggio.

    Se per democrazia si intende che il potere appartiene al popolo, logica vorrebbe che il popolo scegliesse almeno il più alto rappresentante di tale potere, appunto il Presidente.

    Un presidente eletto risponde al popolo, un presidente nominato risponde (come questo)al solo unico potere non bilanciato del nostro sistema democratico, appunto quello giudiziario.

    Adesso non ditemi che questa non è una dittatura.

  2. Lino Rispondi

    18 giugno 2014 at 20:37

    Siamo stanchi,davvero stanchi…perché non proviamo a riposarci?

  3. ultima spiaggia Rispondi

    18 giugno 2014 at 20:41

    Se uno pianta un seme di zucca poi cosa si aspetta di raccogliere una rapa?
    Il nostro presidente è un politico nato… e ha quasi novant’anni. Ancora studente entra a far parte del gruppo universitario fascista, ma contemporaneamente guarda all’antifascismo. Così aderisce al PCI, facendo uno scivolone in Ungheria. Lo abbiamo consumato a forza di leccarlo, chiamandolo affettuosamente re Giorgio (non si muove foglia che lui non voglia) e adesso ci lamentiamo perché ha preso il titolo alla lettera?

  4. pupi Rispondi

    19 giugno 2014 at 10:03

    Se uno è stato Comunista rimarrà pre sempre un politico con certe “convinzioni e idee” di un certo tipo. Usare le strutture dello Stato e piegarle per i propri fini facendole passare il msg che sono utilizzate per il bene comune. Mi sembra di rivedere la Russia di Stalin!!!!

  5. peter46 Rispondi

    19 giugno 2014 at 10:51

    Tutto sto casino giornalistico-giudiziario solo per ‘cercare’ qualche possibilità per ‘invalidare’ le sentenze su Berlusconi(e per farlo ancora lagnare su quanto gli costano gli avvocati)soprattutto per le prossime ben più ‘dannose’ in arrivo….sicuri che Robledo sarebbe stato più ‘malleabile’ rispetto a Boccassini e Greco pur sempre più in ‘sintonia’ con Bruti Liberati?.Qualcuno sembra che non ne sia molto ‘convinto’.L’allungamento dei tempi va bene,ma almeno fare attenzione di non …cadere dalla padella nella brace.

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