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Sì primarie, no cerchi magici. L’arrembaggio del Tea Party

A sinistra è successo di tutto: Leopolde varie, il fenomeno Renzi, la rottamazione di una classe dirigente. A destra niente, imperversa ancora una nomenclatura di yes-men che senza Berlusconi sono nulla. Per sminare le poltrone, serve un repulisti liberale

Tea PartyPartiamo dai fatti, così non ci sbagliamo. Ribadiamo che A è uguale ad A e poi cominciamo il dibattito. I fatti sono questi: il centrodestra non vince dal 2008, un’era geologica per la politica, in cui – di solito – molto cambia, e molto è cambiato. L’altro fatto è che c’è stata la rivoluzione, ma nel centrosinistra (Leopolde varie, dibattito interno fortissimo, nuove idee e programmi portati da Renzi, 2 primarie con un riscontro mediatico altissimo). Nel centrodestra invece non è accaduto praticamente niente. Un altro fatto dunque: Berlusconi è capo di questa coalizione dal 1994. Un centrodestra con un padre-padrone da 20 anni, che ne condiziona presente e futuro, ormai non è più accettabile.

Proseguiamo con i fatti: dal 1993 ad oggi la spesa pubblica italiana è cresciuta del 53%, record assoluto che fa sembrare risparmiosi e oculati persino i governi della Prima Repubblica. Per metà di questo tempo circa, Silvio Berlusconi è stato presidente del Consiglio, con ampi mandati popolari che gli avrebbero permesso riforme drastiche ed epocali in senso liberale e conservatore. La storia la sappiamo: di liberale è rimasta solo la parola, strattonata da più parti, svuotata del suo significato più nobile. La nostra opera di ricostruzione dovrà essere anche semantica.

Se provate a digitare su Google i nomi di Renzi e Berlusconi, il principale motore di ricerca mondiale vi suggerisce in automatico le parole più associate a quel cognome. Su Renzi abbiamo: “Twitter, 80 Euro, Governo, Pensioni, Sondaggi, Ministri, News, Facebook, Irpef”. Berlusconi invece ha: “news, servizi sociali, Milan, condannato, Renzi, ai servizi sociali, Pascale, domiciliari”. Basterebbe questo per comprendere come nella testa delle persone l’Ex Cav non condiziona più nessuna agenda politica ma soltanto quella del gossip e della cronaca giudiziaria.

Dai tempi di Cavour l’Italia non è mai stato un paese di sinistra. Il 40% del Pd non significa un improvviso cambiamento nel tessuto sociale italiano, ma la prevedibile conseguenza di un vuoto assoluto di alternative a destra e la comparsa di qualcuno di giovane, nuovo e decisionista a sinistra che parla di speranza e di cose da fare. Le parole di Renzi non si combattono con la vecchia nomenclatura polverosa degli Yes Men dell’Ex Cav ma con un ripulisti totale dell’area. Perché se è vero che ci sono praterie nel centrodestra, è vero anche che vanno prima sminate da pletore di vecchie carampane e giovani servi che pregiudicano ogni tentativo di rinnovamento. Adesso però ci sono le macerie. Dalle quali ripartire senza coloro che le hanno causate.

votoPrimo passo da compiere, manco a dirlo, sono le primarie: consultazioni vere, popolari, aperte a tutta l’area che si considera alternativa alla sinistra. Primarie in cui il Tea Party è pronto a schierare il proprio vascello di pirati contro tutti. Forti delle nostre idee, che dovranno essere l’anima del centrodestra che verrà. Badate bene: questa è una via che non ha alternative. O l’area si riorganizza e riparte dalla propria essenza anti-statalista – liberale e liberista in economia e conservatrice nei valori – o non riparte.

E’ il tempo del coraggio e dei NO, come quelli che la Thatcher pronunciò contro l’Europa. Ce ne aspettiamo molti altri da chi sente ordini da capi che ormai non esistono più. Il Tea Party è in attesa dei vostri NO e della vostra schiena dritta. Questa sarà la prima selezione che ci porterà alle primarie, punto di partenza – e non di arrivo – dei prossimi 20 anni.

 

 

 

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di on 4 giugno 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Sì primarie, no cerchi magici. L’arrembaggio del Tea Party

  1. sergio Rispondi

    4 giugno 2014 at 10:02

    sì vabbè … ma la teiera che ci azzecca ?

  2. Ernesto Rispondi

    4 giugno 2014 at 12:57

    Mentre voi vi arrovellate su inesistenti Tea Parties, certi che “Renzi non è di sinistra”, il vostro Renzi (che si dimostrerà presto uno dei comunisti più feroci della storia) prepara patrimoniali, tasse di successione e il massacro finale della classe media del nord. D’altra parte, la storia del comunismo (ma davvero non la conoscete?) è sempre la stessa: prima la promessa di una rivoluzione, poi un pogrom contro la classe media, guidati entrambi da una faccetta rassicurante, che serve a fare abbassare le difese agli illusi come voi. Com’è la storia dei servi sciocchi? Dai, almeno questa parte andatevela a ripassare…

    • Johnny Rispondi

      4 giugno 2014 at 13:36

      Ernesto……scusa ma che c’entra il tuo commento??? ma dove sta scritto che il Tea Party sia innamorato di Renzi??? Ma che articlo hai letto??? Guarda che è proprio il contrario, infatti la grande sconfitta berlusconiana è di averlo sdoganato Renzi, tant’è che molti di centrodestra sono finiti per votarlo. Il Tea Party dice semplicemente che Renzi usa degli slogan da imbonitore e poi ci ammazzerà di tasse….il problema è che se lo si vuole combattere bisogna riappropriarsi di quei contenuti, non solo slogan, che dovrebbero essere fondanti di un centro destra liberale. Altrimenti di Renzi non ci si libererà più. Te capì?

  3. franz Rispondi

    4 giugno 2014 at 15:43

    Tutto corretto … B da archiviare lui e il resto … il tempo in cui ha governato sprecato tale e quale quello nel quale ha governato stracchino marcio prodi o gli altri accoliti vari

    Unica nota che per me e’ da ricordare sempre e comunque a costo di annoiare.La rilevanza che ha la cam*–a in nero il corpo deviato che e’ nello stato in tutta questa storia.Se ci fosse stato un terzo potere non delinquenziale la storia sarebbe stata diversa.Le qualita’ di B sono state disgregate da un potere cieco e irresponsabile … piu’ cose storiografiche forse ma non ripetere gli errori del passato significa sapere chi sono i nemici mortali del passato del presente e del futuro.

    Tutto questo si innesta in una nazione molliccia di persone portate al compromesso al ribasso e alla schiena deformabile a causa di una educazione prona all’autorita’ e una cultura di stampo fasciocomunista indotta a partire dalla scuola.Quindi sara’ una mera testimonianza per generazioni prima che vi sia in questo disgraziato e geniale paese una coscienza e un orgoglio di liberta’
    Saperlo e’ anche questo utile unica possibilita’ l’imponderabile

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