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Renzi, occhio al ritorno di “Dracula” Visco

A volte ritornano. Stavolta non stiamo parlando di Fini, bensì di Visco, non il direttore della Banca d’Italia Ignazio maVisco l’ex ministro Vincenzo.

Economista foggiano, classe ’42, Vincenzo è stato storico esponente del Pds nei ruggenti anni in cui la sigla non significava Patto di stabilità, bensì quel Partito democratico della sinistra, nato dai calcinacci del Pci. Ebbene sì perché Valerio, dopo una carriera politica lunga e diluita in cui è stato tre volte ministro dell’Economia (1996-2000, 2000-2001 e 1993 seppur per pochi giorni) e una volta sottosegretario (2006-2008, sotto la guida di Tommaso Padoa Schioppa), ha intenzione di influenzare ancora le politiche fiscali del governo. Come? Tramite la sua associazione, Nens (Nuova economia e nuova società), un think tank statalista fondata che fra i fondatori vanta personaggi del calibro di Pier Luigi Bersani e Giulio Sapelli (docente di economia alla statale, di stampo ultra-keynesiano).

Ebbene tale associazione, che fra le varie tematiche pare dare una netta preminenza al fisco, ha partorito una serie di nuove idee per portare nelle casse dello Stato la bellezza di 58,7 miliardi di euro l’anno. Come? Spremendo altri soldi ai cittadini, non tramite nuove tasse ma tramite un recupero dell’evasione che, a parità di pressione fiscale, vuol dire solo una cosa: sottrarre altre risorse all’economia reale per indirizzarle alla «macchina parassitaria dello Stato» (Milton Friedman dixit).

tasseCome di preciso? Si va dall’adozione di un’aliquota unica ordinaria agli scambi intermedi (probabilmente più alta della media di quelle attuali), a strumenti di controllo quali scontrino telematico, carta elettronica obbligatoria per le prestazioni professionali e fattura elettronica. Il tutto per un controllo orwelliano, servito su un piatto d’argento. Nei sogni segreti di Visco, c’è addirittura la “card di servizio”, fornita da negozio e professionista, per quegli anziani che vogliono ancora pagare con contanti o assegni: costoro dovranno ricaricare una speciale tessera che servirà per l’acquisto. Una complicazione in più e anche un onere aggiuntivo per il commerciante, già obbligato all’uso del Pos.

Una serie di proposte “riassunte”, se così si può dire, in un documento di sessanta pagine che – stando a quanto riporta Repubblica – Visco ha già provveduto a inviare in doppia copia a Renzi e Padoan. I quali speriamo se la perdano in mezzo a una pila di scartoffie…

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di on 14 giugno 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Renzi, occhio al ritorno di “Dracula” Visco

  1. Firefighter Rispondi

    15 giugno 2014 at 10:21

    Sono d’accordo. La piccola “difesa fiscale” di professionisti, artigiani e commercianti é un “gettito ritardato allo Stato parassita”, ma risulta indispensabile all’economia reale. #no POS. Il bersaglio grosso, lo sappiamo, sta altrove…

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