Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Perché il liberismo deve farsi retorica

Arthur C. Brooks

Arthur C. Brooks

È in questi giorni in Italia, ospite dell’Istituto Bruno Leoni, Arthur C. Brooks, il presidente dell’American Enterprise Institute, forse il più influente think tank americano non liberal (ha parlato ieri a Roma, mentre oggi interverrà a Milano, con Giuliano Ferrara, alle 18,30 alla Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Piazza San Sepolcro). L’occasione è la pubblicazione, da parte dell’editore Rubbettino, del volume. Le vie della libertà, che Brooks scrisse nel 2012 alla vigilia delle elezioni presidenziali come opera di alta e nobile propaganda politica. Il sottotitolo del volume è esplicativo del contenuto: Come vincere la battaglia per la libera iniziativa.

Perché, secondo Brooks, di questo si tratta: pur avendo la storia dimostrato che non c’è miglior sistema economico, il capitalismo non “scalda i cuori”. Mentre ci sono stati morti per la causa del comunismo, come ha osservato Flavio Felice (curatore dell’edizione italiana insieme a Francesco Martini) nell’incontro romano, nessuno si è mai immolato per il libero mercato. Perché? Perché convincono più gli argomenti moralisti e solidaristici a favore di politiche stataliste fallimentari che non i dati empirici e concreti che i sostenitori del libero mercato, dell’impresa e del capitalismo possono portare a loro favore? Secondo lo studioso americano si tratta soprattutto di un problema di comunicazione, come si dice oggi: non si può convincere che un sistema economico sia il più efficiente e anche il più giusto mostrando dati statistici e facendo ragionamenti freddi e astratti, casomai parlando di un disincarnato “homo oeconimicus” che prima di agire fa calcoli razionali volti a ottimizzare il proprio utile. Gli uomini sono fatti di passioni e non sono convinti solamente da ragioni, cercano una gratificazione morale e non semplicemente l’utile economico.

liberismoEcco allora che il liberismo ha per Brooks necessità di farsi alta retorica, deve essere empaticamente accettato, deve generare quella naturale “simpatia” di cui parlava il primo dei suoi padri, il grande Adam Smith. Soprattutto perché ha dalla sua elementi morali straordinari per autogiustificarsi. L’imprenditore, come già aveva osservato il nostro Luigi Einaudi, non è mosso in primo luogo dall’avidità, o unicamente dalla voglia di arricchirsi (che pure è importante), ma dalla voglia di realizzare un prodotto utile alla comunità e anche originale, cioè rispondente a nuovi bisogni indotti dal progresso. Egli non vuole riconoscimento a prescindere, ma ricerca un successo che sia frutto di sacrifici, lotte; che sia una conquista. È nella realizzazione che egli trova gratificazione e anche “felicità”, l’unica e possibile felicità che sia data all’essere umano (e al tema della felicità è stato dedicato lo speech romano). È l’etica dell’Opera, per certi versi legata a quella protestante della grazia (Brooks insiste molto anche sul ruolo della fede), ma non è questo il punto più rilevante. Ciò che conta, o dovrebbe contare soprattutto per noi quattro liberali, è la condivisione delll’urgenza segnalata da Brooks, per gli Stati Uniti ma valida per tutto l’Occidente, di stilare un “manifesto morale del capitalismo” che infonda negli animi, come diceva Benedetto Croce, la “religione della libertà“. Il libero mercato purtroppo non ha avuto ultimamente, e continua a non avere, una filosofia alla sua altezza.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 12 giugno 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Perché il liberismo deve farsi retorica

  1. luca Rispondi

    13 giugno 2014 at 11:41

    Brooks nulla dice sul suo sostegno allo statalista e guerrafondaio di nome Bush…Chi lo ha appoggiato non può definirsi liberale (o conservatore).

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *