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Passate quel maledetto telefono al Cav

Non solo il cerchio magico esiste, ma prosegue imperterrito nel lavoro di desertificazione politica e umana di Forza Italia. Antonio Martino, liberale vero se ce n'è uno, racconta che «da diversi mesi» chiama Berlusconi, ma non glielo passano. Il bivio ormai è: o morire nella ridotta Pascale-Rossi, o rottamare tutto

Martino - RossiQualcuno mi ha suggerito che sarei ossessionato dal “cerchio magico” della nuova-vecchissima Forza Italia. Non l’avrei mai detto, ma può essere. In ogni caso, i tic personali del sottoscritto non mi paiono materiale politico rilevante. Assai politicamente decisiva, invece, è l’ossessione contraria, il “cerchiomagicismo” spinto che pare avere infettato tutta la tolda di comando di Forza Italia, ammesso qualcosa del genere esista ancora.

Quando noi dicevamo, con Federica Dato, “il cerchio magico proprio no”, volevamo esprimere anzitutto un’incredulità. Cozzava contro ogni evidenza politica, storica e persino logica, quella che era diventata in fretta una vulgata giornalistica. E noi volevamo stare dalla parte della storia, della logica e dell’innegabile, seppur largamente incompleta, rivoluzione politica che il fenomeno-Berlusconi ha impresso nel canovaccio italico. Era inascoltabile e illeggibile, la sola ipotesi che il cordone di signore Francesca Pascale-Maria Rosaria Rossi, coadiuvate dallo zelo di Giovanni Toti, dettasse materialmente l’agenda, le priorità e perfino gli accessi ad Arcore. Eppure, non siamo nessuno per contraddire l’evidenza della cronaca: è così, non solo il cerchio magico esiste (ogni leggenda giornalistica, del resto, è tale perché non alberga sul nulla), ma è scientifico nel suo lavoro di desertificazione umana e intellettuale di Forza Italia. Non è più gente che sta all’ombra del Capo, è gente che usa il corpo del Capo per giocare un ruolo assegnato, contro ogni pronostico, dalla lotteria della vita. E proprio per questo, proprio perché questa è una storia «dove i meriti non c’entrano», come dice Clint Eastwood ne Gli Spietati, il cerchio magico nella sua azione è, appunto, spietato. Dev’essere presidiata esclusivamente la loro Fortuna, il resto è nulla. Perfino i pochi intellettuali di riferimento. Perfino i capitani coraggiosi della prima ora, quelli che mostrano un curriculum extra-Fortuna, e dunque l’inaccettabile privilegio di essere berlusconiani liberamente, per scelta. Perfino la tessera numero 2 di Forza Italia. Sentite cosa dice Antonio Martino, riferimento dei liberali italiani se ne esiste uno, nell’intervista odierna a Libero: «Se riuscissi a parlargli, cosa che non mi riesce più da diversi mesi perché non me lo passano quando telefono, a Berlusconi consiglierei di stare attento con il premier». Per una volta, la notizia non è Renzi. «Non me lo passano quando telefono». «Da diversi mesi». Qualcuno, e anche volendo aggrapparsi a tutta la finta ingenuità para-berlusconiana ancora disponibile non si può non pensare al duopolio Pascale-Rossi, da diversi mesi reputa, di propria iniziativa, di non passare al Cavalier Berlusconi una telefonata di Antonio Martino. Indubbiamente meno bravo di altri/e a destreggiarsi col calippo, ma assai a più agio con l’alfabeto liberale e liberista, a cominciare da quello del suo maestro Milton Friedman. Uno così, già emarginato da quella caricatura di centrodestra che è stata l’armata socialisteggiante guidata prima da Tremonti e poi da Brunetta, invece di rintanarsi nella propria sterminata biblioteca, cerca ancora un contatto per dare il proprio contributo, riannodare i fili della rivoluzione liberale, o almeno salvare il salvabile dello spirito del Novantaquattro. E Pascale Francesca, già valletta di Telecafone, o Maria Rosaria Rossi, già pierre nelle discoteche romane, o entrambe, magari con l’avvallo di Toti, decidono di appendere il telefono. Può esserci scena più potente, rappresentazione più perfetta del coma irreversibile di ciò che ci ostiniamo a chiamare Forza Italia? E quindi, può esserci prova migliore, nella sua apparente marginalità domestica, della necessità di una Leopolda blu, di un’autoconvocazione dei liberali (ancora) liberi e forti, di uno scatto addirittura pre-politico, qualcosa come un sintomo di vitalità, che non può non assumere, all’inizio, le sembianze di una rottamazione? È quello a cui anche questo giornale sta lavorando, vi terremo aggiornati. Nel frattempo, per carità e direi per dignità umana, davvero, se il professor Martino richiamasse, passate quel cazzo di telefono al Cav.

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di on 12 giugno 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Passate quel maledetto telefono al Cav

  1. Marisa Dapelo Rispondi

    11 giugno 2014 at 15:13

    Vedere il mio partito in queste condizioni mi fa davvero arrabbiare cosa possiamo fare Berlusconi va liberato da questo incantesimo

  2. peter46 Rispondi

    11 giugno 2014 at 15:41

    On.Martino…tessera n°2 di forzaItalia….”se riuscissi a parlargli,cosa che non mi riesce più da diversi mesi perchè non me lo passano quando telefono,a Berlusconi…..”.
    On.Martino che culo Berlusconi che almeno solo da pochi mesi non riesce a sentirla….Noi è da anni ed anni ed anni-anni che non riusciamo a sentire Lei.E pensare che il numero due dovrebbe essere il vice che prende in mano la situazione nei momenti di difficoltà,non del capo,ma degli aderenti alla ‘comunità’:per avvenuto ‘plagio’ da parte di ‘nani e ballerine’ del n°1 o per incapacità dello stesso,non ha importanza.Non aspetti di farsi passare il capo al telefono da chicchessia…salga sul ponte,cazzo…e incominci a ‘ridare gli ordini’,come spetta al n° 2,quando….
    NB:Uno come Lei non può avere ‘debiti’…al massimo solo riconoscenza:e solo per quei 16.600.000 che nel 94’ hanno voluto sconfiggere la gioiosa macchina da guerra di Occhettiana memoria anche…con Lei.

  3. francesco Rispondi

    11 giugno 2014 at 17:15

    Esser quasi concordi con Peter 46 è fatto difficile, tanto anche, ma stavolta insieme con il Direttore Sallusti centra il punto e lo grida. Di quanti Martino avrebbe bisogno Forza Italia e l’Italia oggi, ma si preferisce ormai avere una quantità di “morti che camminano” gestiti da “nessuna intelligenza politica” che provare a dare un senso ad un’opera meritoria messa in campo dal Cav. e poi persasi nei meandri del non saper produrre politica, da uomini incapaci, da una rete territoriale mancata e da tutte le istituzioni contro. Ma chiedete alla Pascale dove si va con lei e l’amica sua. Pericolosissimi angeli custodi del loro.

  4. Alessandro Spada Rispondi

    11 giugno 2014 at 18:16

    Signor Sallusti, il suo accorato appello, la sua analisi su Forza Italia sono, a dir poco , stupefacenti, ma non nel senso lato dell’aggettivo, bensì in quello specifico, letterale del sostantivo(stupefacente= droga, narcotico). Il suo appello fa intuire che, nella Forza Italia della prima ora, emergessero dei “capitani coraggiosi”. Perdinci! Se il cerchio magico odierno comprende FRANCESCA(Pascale ), MARIA ROSARIA(Rossi) e GIOVANNI (Toti), i ” capitani coraggiosi ” dell’esordio del partito erano, se non ricordo male : MARA(Carfagna), MARIASTELLA (Gelmini), NICOLE(Minetti), NOEMI(Letizia), PATRIZIA(D’Addario) e “l’onestissimo”giurista CESARE(Previti).Ripeto, può darsi che io ricordi male, ma lei, Sallusti, che sicuramente ha una memoria ferrea perché é giovane e forte, mi citi i nomi, da me disgraziatamente dimenticati, di “liberali liberi e forti” che emergevano, agivano, si auto convocavano, rendendo Forza Silvio..pardon Forza Italia , un partito autenticamente liberale ; rendendo impossibile, in futuro, la formazione di un eventuale, penoso cerchio magico che oggi, al contrario , esiste ed evidenzia il “coma irreversibile” di Forza Cosa,che non é ne é mai stato un vero partito ma , casomai, un autentico, inossidabile club di “amici della notte” che si sono avvicendati nel corso di un ventennio, e che hanno difeso esclusivamente gli interessi di Mediaset e quelli personali.

    • peter46 Rispondi

      11 giugno 2014 at 20:58

      Malgrado l’età e la “sempre”‘partecipazione’su certe ‘tematiche’ anche a mia memoria in quel ’94 non c’erano grosse personalità nel cdx,ma qualcuno sì.Anche se bisognerebbe che si stabilissero prima i “parametri condivisi” per poter fare dei nomi,o no?…ma neanche nel csx c’erano,o no?Ma…la Mara penso che non abbia o avesse avuto ‘esperienze’ in quel senso come la Mariastella,ma,eventualmente,non riconducibili alla politica sicuramente(la Mara poi figuriamoci con quello ‘stile’ se poteva,allora ’94,essere nata già vecchia).La D’Addario sicuramente poteva,ma sempre fuori dalla politica:non risulta che fosse stata mandata a ‘studiare’ politica e … ci metterei la mano sul fuoco per Nicole e Noemi:non l’avevano ancora data,sicuramente,…a nessuno.A nove anni (per Nicole) (ed a meno per Noemi)neanche in Thailandia succede….

    • ultima spiaggia Rispondi

      11 giugno 2014 at 22:56

      C’è chi lecca a destra, chi a sinistra e chi si barcamena qua e là. L’Italia è il Paese dei “lecconi”, divisi per categorie. Lei ci tiene a far sapere che lecca a sinistra. E fa bene! Importante è mangiare, mica essere obiettivi. L’obiettività lasciamola a che se la può permettere.

  5. Francesco_P Rispondi

    11 giugno 2014 at 19:21

    Trasformare un partito vincolato dalla magistratura, dalla infausta scelta di aderire al PPE e dai vari rospi cucinati alla gasparri, ancora prima di essere condizionato dal “cerchio magico”? Trasformare un partito che ha come obbiettivo quello di caricare a bordo tutti i “moderati”, termine aulico per indicare vecchi democristiani pronti ad allearsi col nemico per spolpare i soldi delle tasse?

    Serve un nuovo partito, una vera “iniziativa per lo Stato leggero” che nasca per dare voce alle PMI ed a tutta la gente che vuole lavorare. Serve un partito che voglia veramente scaricare la zavorra di uno Stato che sa solo tassare e crescere insinuandosi dappertutto come un tumore aggressivo. Serve il partito dell’anti-burocrazia e delle riforme vere, non quelle gattopardesche e un po’ truffaldine di Barack Renzi.

  6. Piccolapatria Rispondi

    11 giugno 2014 at 19:37

    *Alessandro Spada*
    Chiedo permesso di scherzare:si faccia curare da un buon professionista specializzato in turbe maniacali e poi, finalmente, si troverà liberato dall’ossessione B. e ancora B. E si goda la vita…
    Tanti auguri!

  7. ultima spiaggia Rispondi

    11 giugno 2014 at 20:06

    I politici dovrebbero eccellere nelle predizioni a lungo termine, non sul galleggiamento per salvare culo e poltrona. Poi i disastri che combinano chi li paga?
    Antonio Martino le telefonate dovrebbe farle a noi, che siamo vittime, non a Berlusconi, che aveva promesso di cambiare il sistema e non l’ha fatto.

  8. Albert Nextein Rispondi

    12 giugno 2014 at 10:16

    Non ho mai capito perché il Berlusca , durante i suoi governi, non abbia mai incaricato Martino al ministero delle finanze.
    Ricordo che Martino fu ministro della difesa , agli inizi.
    Una risorsa sprecata, un’offesa al buon senso.
    Io ebbi dubbi da allora, dalle nomine del primo governo del Berlusca.
    Non si fa una rivoluzione liberale escludendo un liberale come Martino da un ministero determinante come le finanze.
    Non si fa una rivoluzione liberale con Tremonti alle finanze.

    Berlusca ha avuto la sua occasione.
    Ha avuto il suo momento.
    Ora dovrebbe avere l’assennatezza di ritirarsi dalla politica.
    A maggior ragione se continua a tenere personaggi come Martino in sala attesa.

  9. adriano Rispondi

    12 giugno 2014 at 14:04

    Forza Italia era Berlusconi ieri quando vinceva e oggi quando perde.Il cerchio magico esiste se manca il leader che nel nostro caso si è perso nelle sue contraddizioni.La tragedia è che non se ne rende conto e continua credendo di poter replicare quello che non si può.Purtroppo non si vedono alternative perchè non basta dire ci “vorrebbe” una nuova iniziativa.Bisogna saperla realizzare e per farlo occorre una personalità credibile che non c’è.

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