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Ministro Boschi, giù le mani dalla Thatcher

«È il nostro paradigma negativo». L'overdose mediatica della renziana per eccellenza la fa deragliare. Sia mania di grandezza o strizzata d'occhio al popolo di sinistra, non passi il senso del ridicolo, si limiti alla cronaca, e lasci la Lady di Ferro dov'è. Nella storia del mondo libero

Boschi- ThatcherQuesto giornale gioca con lo spettro del renzismo, certo, ha l’intraprendenza nel nome e prova a mostrarla de facto, tenta anche di scavare gallerie di senso alternative, sempre meglio che morire in un bunker con la signora Pascale che appende il telefono in faccia ad Antonio Martino, non c’è dubbio. Il gioco d’altronde è materia politica per eccellenza, mischiare le carte e distribuirle e raccogliere dalla tavola il più possibile, da queste parti proviamo a raccogliere qualcosa per l’impresa, i territori produttivi e le libertà dell’individuo/produttore, non sono risultati facili, in quest’Italietta.

Il gioco può perfino diventare cazzeggio, a tratti è anzi auspicabile lo sia, ma non blasfemia in libertà, pura casualità di suoni e di significati. Per quello c’è il bar, egregio ministro Boschi, o la conversazione ristretta con la cerchia di amici, tra l’altro pare che in questo momento ne abbiate parecchi, voi renziani e renzine. Quello che non avete, quello che non ha avuto lei nella sua ultima uscita pubblica (ma quando arriverò in fondo al pezzo sarà già la penultima, essendo lei il volto ostensorio e mediatico del renzismo) è un minimo di senso della storia, delle filosofie e delle pratiche politiche, e direi anche delle proporzioni umane. «La Thatcher è il nostro paradigma negativo». L’overdose esternante gioca brutti scherzi, mi rendo conto, può perfino spingerti a fraintendere la misera cronaca su cui ti scomodano ogni giorno in Storia, e magari lei non lo avverte in buona fede, egregio ministro, il puzzo tragicomico di questa sua uscita. «La Thatcher è il nostro paradigma negativo». Perché «non possiamo fare a meno della società civile e dei corpi intermedi» e bla bla bla, ma chissenefrega, son dettagli, vecchie democristianerie che non smettono di essere tali perché offerte al dibattito da qualcuno di giovane, empatico, carino. Stiamo al punto: e così veniamo a sapere che Maggie Thatcher è il suo “paradigma negativo”. Al che si aprono subito due vie: o lei non conta nulla, politicamente ed intellettualmente, nell’azione di un governo di cui è la punta televisiva e commerciale (in questo caso tendiamo a sperarlo, ma ci pare inverosimile). Oppure il renzismo, che lei incarna così perfettamente, non è affatto post-ideologico, è solo cerchiobottismo spinto e furbescamente social, un colpo al liberale deluso, magari una guerra alla Rai più dichiarata che mossa, e uno all’atavico riflesso italico di sinistra, quello che rivuole la festa dell’Unità e nutre se stesso di nemici, non potendo proporre alcunché di costruttivo nella società globale di mercato. La Thatcher è un nemico per eccellenza, ovviamente, forse nella scala del male le sta al pari solo Reagan, ma lei aveva anche l’irreparabile torto di essere una donna palluta, liberale, individualista, un’avversaria ante-litteram di qualunque quota rosa, quando diceva «essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei». L’opposto antropologico di voi ministre renzianamente corrette, che accettate il gesto più burocratico e maschilista che ci sia, la cooptazione, col falso sorrisetto glamour, le eterne quote rosa all’ombra del Capo. Ma che ne sapete voi, della figlia di un droghiere del Lincolnshire che un giorno si prese l’Inghilterra, la cavò dal baratro e la rese, di nuovo, uno dei Paesi più liberi e ricchi e felici del globo. Che ne sapete voi della guerra lunga e logorante contro il sindacato dei minatori, la quintessenza del marxismo in terra, e di come si fa a vincerla. Che ne sapete voi della guerra-lampo delle Falkland, contro la dittatura militare argentina, e di come si fa a vincerla. Che ne sapete voi di tre titanici e profetici “No!” al mostro dirigista dell’Unione Europea, e della liberazione fiscale e creativa di un Paese. Nulla, appunto. Allora, divertitevi pure col meccano della riforma del Senato, gioite in prima serata e prendetevi perfino gli endorsement di Repubblica. Ma non oltrepassate la soglia del ridicolo, lasciate stare la Lady di Ferro.

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di on 24 giugno 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a Ministro Boschi, giù le mani dalla Thatcher

  1. Ernesto Rispondi

    23 giugno 2014 at 14:24

    Sono stupito del suo stupore, direttore. Come lei sa amo la vérve polemica, sguazzo nelle provocazioni, mi arrampico sui paradossi, godo nella guerra dialettica. Tuttavia, tuttavia… lo faccio con ammirazione, perché spero di illuminare la vera natura del nemico (sì, nemico) che occorre combattere. Lei ha ragione da vendere quando dice che ci sono certuni nel bunker che manco rispondono al telefono. Ma fare la battaglia di retroguardia è la cosa più sbagliata. Sa perché lei, e anch’io qualche volta, siamo solleticati da alcuni aspetti del “renzismo”? Non avviene a caso, avviene perché ci hanno studiati, e studiati con strumenti molto moderni. Hanno studiato il nemico (sì, nemico, hanno cominciato loro a chiamarci così), e usano metodi vecchissimi (pensi, li aveva disegnati Goebbels) per confondere, attrarre, ammansire il campo avversario. Ma, che vogliano o no, talora la natura della bestia che governa ogni loro pensiero e ogni loro azione, il marxismo-leninismo, è più forte della maschera, e fuoriesce dalla sentina ideologica. Occorre stare molto attenti, direttore. Occorre non fare la fine di quell’uomo pio e probo che fu Fran von Papen, il quale si convinse che sarebbe riuscito a domare la serpe nazista, riportarla dentro al solco della democrazia. Sono comunisti, direttore. Della testa triplice dell’eurocomunismo si ricordano Carrillo, Marchais e Berlinguer. Non è un caso che in Spagna e Francia i partiti dei primi due siano stati sepolti sotto la vergogna della storia, mentre in Italia quello stesso partito abbia il 41%. L’Italia corre un rischio enorme, quello di sperimentare allo specchio quello che accadde nel Regno Unito. Pensi a uno scenario dove la Thatcher perde, vince il comunista Micheal Foot, alleato coi sindacati marxisti. Guardi che sta succedendo qui ed ora, e il fatto che noi non abbiamo Thatcher e Foot ma Berlusconi e Renzi dipende dal fatto che siamo i pulcinella buffoni d’Europa, e abbiamo i politici che… siamo. Renzi è furbo, e usa le intellettuali carine con la scollatura profonda, ma la cosa più sbagliata da fare è la schermaglia, mentre l’unica cosa da fare è urlare con tutto il fiato che si ha in gola: attenti, questi sono comunisti.

  2. Francesco Rispondi

    23 giugno 2014 at 14:36

    Direttore Sallusti ,queste giovani nominate dal nominato son queste,un flash comunicazionale a grande trazione di speranza.Bei volti,belle e giovani fattezze ed una esperienza tutta da immaginare per il loro futuro.Esser ministro non è facile in Italia e le lacune infinite di questi giovanotti si cominciano a leggere con forza.Ci sveglieremo devastati da questa mezza sinistra dal volto bello.Continueranno a distruggere le aziende ed i patrimoni,piccoli o grandi che siano,di chi ha lavorato e pagato una vita.La Boschi sarà anche graziosa ma il giorno in cui ci dicesse che han tagliato spesa e posizioni parassitarie correremo ,si è solo allora, con la mente alla Signora di ferro della quale il soggetto non può trovar similarità ,per quel che ne dice,se non nello smalto per unghie.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    23 giugno 2014 at 14:42

    Anche le pulci hanno la tosse; e nel loro piccolo ci rappresentano nel mondo. Speriamo che questa non l’abbiano sentita.
    Le Thatcher, purtroppo, ce le possiamo solo sognare.

  4. Marco Rispondi

    23 giugno 2014 at 15:50

    Sì, però non potete neppure prendervela con la ministra gnocca. Cosa volete che ne sappia di Thatcher una perfetta replicante plasmata in serie dal sistema scolastico nostrano? Le hanno riempito le sinapsi di sciocchezze ad una dimensione e lei, tra un sorrisino ed una ammiccatina, quelle restituisce. Del resto, nella spensierata vetrina del boyscout d’Arno ci sta come l’extravergine sulla chianina e tanto basta. Se si fosse messa pure a fare domande scomode (tipo, chessò, “cosa sono le Falkland?”) credete che il simpa di Pontassieve se la sarebbe tirata dietro?

    • Ernesto Rispondi

      23 giugno 2014 at 17:20

      Che jattura, il nostro sistema scolastico. Qui a Milano il “pensar comunista” viene instillato a forza nelle menti fin dalle elementari, coi bambini costretti a manifestare per l’area ideologica di riferimento da comitati misti di mamme e maestre. Una mostruosità che non si vedeva dall’epoca fascista. Sulla ministra scollata, a rimarcare la differenza fra i sistemi scolastici: se fosse mai entrata nel parlamento britannico, saprebbe che, appena prima della Camera dei Comuni (dove i comuni sono i commoners, cioè noi), si apre un vestibolo dove, rade, ci sono le statue dei primi ministri che appartengono, per rango e opere, alla storia britannica. Non sorprende, appena entrati, di vedersi accanto Churchill. Ma un italianuccio cresciuto dalle maestre e dai “prof” comunisti di oggi e di ieri resta stupito di vedere che, nel posto più importante, c’è esattamente come la ricordiamo lei, la Lady di Ferro che, con quel suo sorriso sornione, costringe chiunque entri da quella porta a inchinarsi.

  5. Francesco_P Rispondi

    23 giugno 2014 at 17:28

    La Thatcher, se si fosse trasferita in Italia, avrebbe esordito la sua attività di governo con la privatizzazione della Rai (e relativi licenziamenti) e l’abolizione degli Enti inutili a partire dalla SIAE.
    Quanti risparmi per le casse dello Stato e di conseguenza per noi cittadini comuni che devono pagare le tasse non solo ogni volta che percepiamo un reddito, ma anche per la possibilità teorica di guardare la Tv e di possedere un PC o un telefonino, ogni volta che facciamo la spesa, ogni volta che paghiamo una bolletta o comperiamo la benzina, ecc.
    Ci credo che questi giovani leoni dello spreco pubblico non capiscano niente della grande Margaret! Stanno dall’altra parte, da quella di chi campa alla grande sulle nostre tasse, sulle nostre limitazioni e sulle nostre frustrazioni.

  6. renato sallusti Rispondi

    23 giugno 2014 at 20:44

    maria elena boschi? una scacazzetta di mosca sulle chiappe del mondo.

    ciao gio

    ziorena

  7. Mirko Rispondi

    24 giugno 2014 at 08:30

    A ” bella guagliona” si è spinta oltre.Ma issa e’ giovane e per quanto comunistella prima o poi ripenserà alle sciocchezza che le mettono in bocca.

  8. Epulo Rispondi

    24 giugno 2014 at 16:20

    oh, finalmente la prima dichiarazione politico-ideologica del governo!

    Prima erano cattolici ma anche attenti ai valori laici, europeisti ma anche patriottici, giovanilisti ma anche amici degli anziani, liberali ma anche socialisti, amici delle imprese ma anche dei sindacati, sicuri della necessità di abolire l’aviazione militare ma anche no.

    Ora se non altro lo sappiamo: sono anti-thatcheriani. Comunque anche la Thatcher sarebbe stata anti-Boschiana.

  9. Betty Rispondi

    24 giugno 2014 at 19:33

    Condivido e sottoscrivo per intero quanto perfettamente illustrato ed argomentato da Ernesto. Non ho nulla da aggiungere, tranne i complimenti ad Ernesto per la chiarezza con cui ha esposto

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