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Lorsignori combattono la burocrazia. Con altri burocrati

Regione Lombardia assume trenta "Burocratic angel" perché alleggeriscano il peso della Pubblica Amministrazione. Vi sembra folle? Lo è...

burocraziaNe La fattoria degli animali italiana, c’è anche il reparto denominato Lombardia, dove – per parafrasare Orwell – è emersa una nuova classe di burocrati sfruttatori, formata da politici, che sono gli stessi politici che, a suo tempo, avevano incitato il “popolo” a ribellarsi all’oppressore.

Il burocrate, o parassita – per citare Nordau – è colui il quale, nel momento in cui si mette all’opera, rende impossibile la vita a chi per davvero lavora. Tutto ciò, però, lo fa con le migliori intenzioni, per il bene comune. Ieri, m’è balzata agli occhi questa notizia: “Il Comitato per la semplificazione insediato dalla Regione Lombardia lo scorso 7 aprile ha reso noti i primi esiti delle consultazioni, che hanno dato origine a una serie di progetti volti a rendere meno difficoltosi i rapporti tra la PA e le imprese locali agevolando gli impegni burocratici. Tra le proposte figura anche l’introduzione dei Burocratic angel a sostegno delle PMI lombarde”. Burocratic angel? L’angelo della burocrazia? E qui, verrebbe l’istinto di tirar giù qualche porcone a freddo. Ma c’è di peggio; l’ideona prevede l’assunzione di “trenta giovani dall’amministrazione regionale con il compito di supportare gli imprenditori all’interno della Pubblica Amministrazione”.

Sintetizzando: ad una pletora di giracarte asfissiante, si aggiunge una commissione di politici, che partorisce l’idea di assumere altri 30 dipendenti (a spese dei contribuenti) per facilitare la vita di chi fa impresa, non prima di aver capito quali sono “le criticità del sistema”, benché sia l’assessore stesso a sottolinearle: “Un imprenditore impiega almeno 45 giorni all’anno per le pratiche burocratiche, coinvolgendo i propri dipendenti per 28”. A questo punto, ai porconi di cui sopra verrebbe da aggiungere qualche carico da undici.

Lunedì scorso, ho presentato insieme all’amico Paolo Bracalini il libro La Repubblica dei mandarini, un bel saggio, dettagliato, sulle storture burocratico-legali di Fallitaglia. In sala, dove c’era gente per bene e di buon senso, nessuno, ma proprio nessuno, ha proposto di dar vita ad una commissione per capire cosa non funziona in questo paese.

Il mio intervento l’ho chiuso citando Luigi De Marchi che, nel 1993, scrisse un libro intitolato Perché la Lega. La rivolta dei ceti produttivi nell’Italia e nel mondo. Riporto le sue parole: “Per il Burocrate, infatti, «il reddito non è il frutto di un lavoro richiesto e, tanto meno, apprezzato da una platea di utenti o consumatori o clienti, che possono rivolgersi altrove se non vengono accontentati. L’attività del burocrate, quando esiste, è di solito un rituale inutile e defatigante imposto a un’utenza coatta in regime di monopolio. E il reddito non ha nessun rapporto con la qualità del lavoro prestato, ma è solo il magico dono di un superiore o di un Ente altrettanto inutile del suo dipendente. Nell’universo infantile dei burocrati il successo dipende solo dal favore dei potenti. Nel mondo dei produttori, ognuno è fabbro della sua fortuna. La personalità del Burocrate è strutturalmente incline al conformismo e al formalismo. Quella del Produttore è fondamentalmente autonoma, pragmatica, realistica”.

Lo so, sperare che Maroni abbia letto quel libro sarebbe pura utopia. Qualora lo avesse letto, sperare che lo abbia capito sarebbe fantascienza!

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di on 28 giugno 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Lorsignori combattono la burocrazia. Con altri burocrati

  1. Comitato Ultimi Veri Venexiani Rispondi

    27 giugno 2014 at 10:04

    La Lega, oltre al tradimento perpretrato ai Popoli Lombardi e Veneti (la mancata Indipendenza promessa), anche oggi non è chiaro il suo obiettivo finale. Probabilmente si è scelta la “carega” e non gli ideali originari.

  2. Michele Albo Rispondi

    27 giugno 2014 at 13:24

    Oltre alla platea dei burocrati ufficiali(dipendenti pubblici con stipendio mensile garantito) ora il grande Maroni(un tempo paladino contro gli sprechi di stato di Roma ladrona) si inventa il commissario politico burocrate, a spese sempre del cittadino, questa volta solo dei lombardi, ma come lo dobbiamo chiamare?: direi che sarebbe idonea la formula di “spreco dello stato ladrone lombardo”.

  3. Dario Rispondi

    27 giugno 2014 at 15:37

    Adesso faremo un bel concorso per burocrat angels o magari ne chiameremo un po’ per assunzione diretta.Ne sentiamo un gran bisogno.La verità ben descritta sa Facco e’ che nessuno ha voglia di mandare a casa una pletora di persone inutili.Quelli votano se li assumi e votano se li mandi a casa.

  4. loriano54 Rispondi

    27 giugno 2014 at 16:27

    qui non ci salviamo più,qualcuno ha sicuramente qualche parente o amico da sistemare.

  5. Albert Nextein Rispondi

    27 giugno 2014 at 16:46

    Mi piaceva De Marchi.
    Chissà, forse è morto, è da tanto che non lo ascolto più.
    Ogni tanto su radio radicale appariva come un faro a piena potenza e con una vocina leggera ma incalzante apriva orizzonti a chi lo ascoltava.
    Mi son sempre chiesto come facesse ad esser amico o sopportare Pannella.
    Sta di fatto che aveva un’intelligenza, a mio avviso, cristallina.
    Lo ascoltavo solo in radio, e non mi sono mai preoccupato di acquistarne i libri.
    Ho fatto male.

  6. gastone Rispondi

    27 giugno 2014 at 23:26

    Caro Facco vedrei bene lei a governare la Lombardia, guardi però che è mica semplice nè. cordialmente.

    • Leonardo Facco Rispondi

      28 giugno 2014 at 11:03

      Io non voglio governare… e nemmeno essere governato!

  7. gl Lombardi-Cerri Rispondi

    28 giugno 2014 at 06:48

    Non è semplice nè facile governare qualsiasi cosa, Lombardia compresa.
    Per riuscirci occorre soltanto intelligenza ed esperienza organizzativa.
    Oltre, naturalmente, onestà.

  8. sergio Rispondi

    29 giugno 2014 at 08:43

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