Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

I moderati chiedono rottamazione

Il "moderato" oggi è esasperato e vuole che siano affrontati alla radice i mali del Paese: lo Stato parassita, la burocrazia autoreferenziale, la magistratura politicizzata. Molti di loro hanno votato Renzi, e non li riconquisti reimbarcando Alfano, ma all'opposto...

imageViva i moderati, abbasso la moderazione! E mi spiego. I due elementi connotativi della politica, dei suoi fini o obiettivi, sono gli ideali e gli interessi. E sono due elementi egualmente legittimi. Quando io deposito la scheda nell’urna, faccio una serie di ragionamenti: ragiono con la testa, cioè pensando al tipo di società che vorrei, ma anche col portafoglio. Il predominio nel nostro Paese di due culture politiche non affatto conciliate con la modernità e il capitalismo ci porta a considerare quasi naturalmente il primo tipo di voto più “nobile” dell’altro. Ma è il residuo di una mentalità teologica e metafisica che porta a dividere il mondo in un “alto” e un “basso”. Non a caso si parla di “teologia politica”. Una concezione che voglia superare questo dualismo, che è dualismo fra gli elementi “spirituali” e quelli “materiali” dell’uomo, e conquistare quindi un orizzonte di senso completamente immanentistico, deve considerare legittime tutte le aspirazioni dell’uomo, anche e forse soprattuto quelle di gratificazione materiale.

Ora moderati sono detti, per una convenzione storica e linguistica, coloro che vogliono vivere in una società borghese, capitalistica, fondata sulla proprietà privata e la libera iniziativa: una società che permette a tutti di realizzare senza impicci esterni il proprio progetto di vita, anche e soprattutto quello di arricchirsi; di dar libero corso ai propri gusti e al proprio stile di esistenza, senza che altri gli dicano cosa sia giusto per lui fare. Una società che non privilegi nessuno ma a tutti permetta di competere in libertà e a partire da poche e precise regole generali. Come diceva Luigi Einaudi: l’anarchia degli spiriti sotto l’impero della legge. I moderati come gruppo o classe sociale esistono, quindi: ragionano col portafoglio, ma anche per un motivo ideale; sanno che, solo ragionando in questo modo apparentemente egoistico, realizzano anche una idea di società libera, pluralistica, benestante. Questi moderati lo sono anche nel senso che agiscono con moderazione? Dipende. Se una società garantisce loro le cose di cui si è detto, sì; se non le garantisce, il contrario. Se un vostro amico ha avuto un incidente e lo portate d’urgenza al pronto soccorso, chiedete ai medici di somministrargli con moderazione le cure del caso, oppure desiderate con tutto il cuore che essi agiscano con decisione, rapidità e in modo aggressivo? Ecco, il moderato, cioè il borghese, oggi in Italia è esasperato e vuole che i nostri mali siano affrontati alla radice, radicalmente. Senza moderazione. Molti moderati hanno votato Renzi: perché lo hanno fatto se non perché hanno metabolizzato la parola chiave su cui il fiorentino ha costruito la sua ascesa politica, cioè la parola “rottamazione”? Rottamazione del vecchio mondo degli operai e industriali assistiti, della burocrazia autoreferenziale e parassita, della magistratura politicizzata, del giornalismo asservito, della cultura protetta. Temi liberali e moderati per antonomasia. In verità, il miracolo di Renzi è di essere riuscito a trasmettere queste idee e a farsi votare da molti moderati smoderati senza perdere il consenso di chi, con la testa e con il portafoglio, dovrebbe essere moderato in tutti i sensi. Senza cioè perdere il voto delle forze della conservazione e dello status quo che sono la base storica del suo partito. Ma ora dalle parole bisognerà passare ai fatti e non credo che tutto continuerà ad essere semplice per il lui, a filare liscio come in questi primi mesi di attesa e speranza. Delle due l’una: o Renzi dovrà continuare a promettere, ma a qual punto i moderati giudicherebbero a ragione balle le sue promesse, o, per forza di cose, dovrà cominciare a “far male” a molti della sua parte politica. A quel punto, al punto del redde rationem, la destra da quale parte vorrà farsi trovare? Il punto mi sembra questo.

Ps in questo discorso Ncd non c’entra proprio. La predicata moderazione dei leader di quel partito è per lo più strumentale e opportunistica. E l’elettore, che è più “razionale” di come viene dipinto, lo ha capito. Direi che un ceto politico come quello che si ritrova in quel partito segua gli interessi più che gli ideali, ma i propri non quelli dei cittadini. E lo fa per costituzione propria: “la natura delle cose è nella loro genesi”, diceva Giambattista Vico, e la genesi di Ncd è collocata nella volontà che a un certo punto i suoi leader hanno manifestato, pur colorandola di nobili ideali, di non perdere le poltrone ministeriali su cui erano assisi. In una parola: Ncd, a mio avviso, non ha credibilità.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 9 giugno 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a I moderati chiedono rottamazione

  1. ultima spiaggia Rispondi

    7 giugno 2014 at 11:59

    Rottamazione sì… ma di chi? I primi “rottamandi” dovrebbero i moderati, ma quella è un’altra storia. L’errore di fondo è nel sistema. S’è mai visto nel regno animale un criterio “democratico”.
    La “democrazia”, così concepita, può avere una vita biologica di circa vent’anni, poi comincia ad ammalarsi, ad incancrenire, a marcire. La nostra ha 70 anni, è putrefatta fino al midollo, è uno zombi che cammina. Non esiste un Renzi che possa riportarla in vita.
    Circa ogni vent’anni c’era prima una guerra che resettava tutto, oggi occorrerebbe una rivoluzione culturale che “rottamasse” il sistema. Cominciando dalle sfere più alte e non dai soliti poveri cristi.
    Quanto tempo occorrerà ancora per capirlo?

  2. Riccardo Pozzi Rispondi

    7 giugno 2014 at 12:54

    Notevoli le citazioni di Vico ed Einaudi, ma io molto modestamente non sottovaluterei mio cugino: “Come mai, come mai sempre in culo agli operai?” E se estendiamo il sostantivo a tutti quelli che lavorano davvero, l’acuto dilemma si tinge di drammatica attualità.

  3. adriano Rispondi

    8 giugno 2014 at 17:47

    In democrazia si vota e non ci sono cento sfumature di grigio.Non voto Renzi perchè conosco le origini,non mi vanno bene e non credo che cambi l’abitudine alle tasse.Non voto più Berlusconi perchè ha dimostrato di non saper realizzare niente.Inoltre continua con la storiella di riunire i moderati che ritengo una sciocchezza.Il sig.Alfano non lo considero proprio.Alle ultime ho votato M5S perchè lo ritenevo un referendum.Alle politiche non si può per il programma allucinante.Fratelli d’Italia ha un simpatico passato che non mi piace,così come la sinistra a sinistra.Rimane la Lega.Uno può aver tutti gli ideali del mondo e le convenienze più varie ma alla fine deve scegliere nel menù, se come me si rifiuta di astenersi per non premiare chi a votare comunque va.E a questo punto la scelta ,per ora e a mio avviso,è obbligata.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *