Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

I dipendenti pubblici di Roma non lavorano. E dov’è la notizia?

Oggi ci raccontiamo una capitale in tilt, con i funzionari che incrociano le braccia. Perché, di solito com'è? Tra efficienza inesistente e tasso di assenteismo folle, la (mala)amministrazione pubblica si sta mangiando Roma, il Paese e il Pil...

assenteismoDipendenti pubblici di Roma in sciopero. E quindi? Dove è la notizia? Se incrociano le braccia oggi, quando mai non le hanno avute incrociate? Ma avete idea di cosa voglia dire rivolgersi a uno sportello pubblico a Roma? O ritirare dei moduli da un ufficio gestito da funzionari? “Mo’ vengo” è la risposta più positiva: vuol dire che c’è qualcuno che, prima o poi ti darà retta. La risposta peggiore è la non risposta: in ufficio non c’è nessuno. A questo punto non si capisce cosa cambi fra una giornata di sciopero e una di ordinario lavoro. Ora non sto scrivendo da Roma, ma i testimoni oculari affermano che il traffico sia impazzito, perché il 90% dei vigili urbani ha aderito allo sciopero dei dipendenti pubblici. Ma quando mai c’è stato un traffico che non fosse in tilt, a Roma? Sfido chiunque ad arrivare puntuale (entro 15 minuti di ritardo) dopo aver attraversato il Grande Raccordo Anulare. Fa piacere che sui suoi tabelloni luminosi, a settembre e ottobre, sia comparsa la scritta sulla vittoria del SacroGra (documentario ad esso dedicato) al Festival di Venezia: giusto un palliativo per avere qualcosa da festeggiare e non rendersi conto delle ore di coda. Trovare un taxi di fronte alla stazione Termini richiede una pazienza da certosino. Ce ne sono uno o due, prenotati da frotte di turisti: tutti gli altri sono ingolfati nel traffico. Che cosa cambia oggi?

E’ chiaro che a queste poche e lapidarie battute si risponderà con il solito luogo comune del “non generalizzare”, qualcuno penserà “ecco il solito milanese” e altri tireranno fuori l’elenco dei precari-sotto-pagati-che-lavorano-h24 e ora “giustamente” entrano in sciopero di fronte alla prospettiva di una possibile riduzione di salario accessorio. Ma invece no: generalizzare è lecito, non c’entra niente il fatto di essere milanesi (anche Milano, poi …) e spiace per l’eccezione dei super lavoratori non riconosciuti. Perché il problema del non-lavoro dei dipendenti pubblici, specialmente a Roma, è una realtà. Sono le cifre ufficiali a dimostrarlo. Il tasso di assenteismo nel 2012 era del 30% nel comune di Roma ed enti pubblici locali situati nella capitale. Ed è una delle punte massime di un settore (l’impiego pubblico) in cui il tasso di assenteismo nazionale va dal 12 al 14%. E d’estate si arriva ad avere quasi la metà di dipendenti assenti. Questi dati sono stati raccolti dopo la tanto temuta (dagli assenteisti) riforma Brunetta, che era stato eletto apposta per combattere gli abusi della burocrazia. Prima di Brunetta, nel 2008, Luca Cordero di Montezemolo, allora presidente di Confindustria, denunciava una situazione ancor più scandalosa: l’assenteismo nella pubblica amministrazione aveva un costo stimato in quasi un punto di Pil, vale a dire 14,1 miliardi. Di questi, 8,3 mld di mancati risparmi riguardavano gli enti centrali e 5,9 mld quelli locali. Tra ferie e permessi un dipendente pubblico risultava non reperibile un giorno di lavoro su 5. Nel 2008, il tasso di assenteismo nelle pubbliche amministrazioni era superiore del 30% rispetto alle grandi imprese industriali private. Nel 2013, uno studio condotto da due docenti di Economia, Vincenzo Scoppa e Daniela Vuri, rilevava come la minaccia latente della disoccupazione, in piena crisi economica, avesse drasticamente ridotto il tasso di assenteismo. Ma solo nel privato, specialmente nelleroma piccole imprese e nelle regioni (del Sud) con un maggior tasso di disoccupazione. «Le stesse considerazioni valgono anche per i dipendenti pubblici? – si chiedevano i due autori dello studio – La risposta in questo caso è negativa. Usando i dati di fonte Banca d’Italia, troviamo che la relazione tra assenteismo e disoccupazione svanisce: i dipendenti pubblici in province con un più alto tasso di disoccupazione non mostrano una propensione ad assentarsi diversa da quella dei dipendenti che lavorano in province con una più bassa disoccupazione. Il risultato non è sorprendente dal momento che i dipendenti pubblici – essendo virtualmente non licenziabili – non sono affatto influenzati dal rischio di perdere il lavoro e dalle condizioni del mercato del lavoro locale».

Assistere a uno sciopero di dipendenti pubblici, specialmente nella capitale italiana (che gode di un trattamento speciale: ogni buco di bilancio viene colmato dallo Stato), è una scena surreale, specie agli occhi di chi è disoccupato, o si aggrappa al posto di lavoro anche accettando condizioni molto peggiori rispetto al passato. Considerando, soprattutto, che il motivo dello sciopero è la possibilità di un leggero cambiamento del contratto (la trattativa, infatti, è ancora in corso) che non riguarda la parte fissa dello stipendio, bensì solo su quella accessoria, quella cioè che dovrebbe premiare il merito del lavoratore. Persino il sindaco Ignazio Marino, che non è certo un “liberista selvaggio” si chiede dove vogliano andare a parare i sindacati. Uno, poi, si chiede, dove siano andati a finire quei partiti che chiedevano meno Stato e più mercato, meno soldi a Roma e più nelle casse degli enti locali. Queste ultime elezioni europee fanno apparire il Pd come la forza più liberale: le altre vorrebbero ancora più “tutele” per i lavoratori pubblici, più spesa e più protezioni corporative. Ci meritiamo, allora, lo sciopero dei non lavoratori, ultimo paradosso del declino.

Condividi questo articolo!

di on 6 giugno 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

20 commenti a I dipendenti pubblici di Roma non lavorano. E dov’è la notizia?

  1. Ernesto Rispondi

    6 giugno 2014 at 17:15

    “Queste ultime elezioni europee fanno apparire il Pd come la forza più liberale” Ma cosa fumate, lì in Redazione?

  2. Alessandro Spada Rispondi

    6 giugno 2014 at 17:21

    Ogni territorio ha le sue porcherie. A Roma e nel Meridione c’ e’ il vergognoso assenteismo dei dipendenti pubblici, i in Polentonia , tra gli imprenditori, c’ e’ la schifosa abitudine dell’evasione e della frode fiscale. Don Silvio e’ l’esempio tipico della disonestà’ padana. Ha rubato agli Italiani oltre 600 milioni di euro(beccato solo per una frode di 7,5 milioni. Non e’ riuscito per quei “pochi” milioni ad occultare le prove !). E il medesimo ladrocinio padano emerge anche con i Riva, gli Agnelli, i De Benedetti, i Benetton, ecc..

    • Ernesto Rispondi

      6 giugno 2014 at 18:16

      Ma dai, Intraprendente, vi hanno già scatenato addosso gli agit-prop come questo qua? Quando arrivano gli stipendiati della “disinformatia” borbonica a postare questa porcheria, di solito è perché si comincia a essere importanti.

    • ultima spiaggia Rispondi

      6 giugno 2014 at 20:28

      Sicuramente lei avrà delle prove per dare del ladro a Berlusconi, ai Riva, agli Agnelli, ai De Benedetti, ai Benetton, ecc. perché se a queste persone dovesse rodere il culo, per lei sarebbero cazzi acidi, egregio alessandro spada dei miei c…

      • Alessandro Spada Rispondi

        6 giugno 2014 at 23:20

        Tre lunghi processi, pubblicizzati su tutti i giornali e telegiornali, hanno evidenziato prove inconfutabili che attestano la colpevolezza di Silvio bungabunga, frodatore fiscale. Quanto ai Riva, agli Agnelli, ai Benetton, a De Benedetti, i processi subiti da questi personaggi e le cronache giornalistiche hanno evidenziato il loro tipico “vizietto padano”: fregare alla grande la collettività e contribuire all’arricchimento della Svizzera, notoriamente sede mondiale del crimine finanziario e , in particolare, del riciclaggio. Visto che lei ignora questi misfatti , che quasi tutti gli Italiani conoscono, comprendo l’origine del suo nick-name “ultima spiaggia” che ben definisce , metaforicamente, la precaria attività delle sue cellule cerebrali, a quanto pare non collegate alla realtà sociale in cui vive e che, addirittura, la inducono ad essere terrorizzato dai nomi dei predetti miliardari -evasori. Ad Ernesto ricordo che i Borbone di Napoli erano una dinastia che garantiva alla popolazione tassazione minima, pace e benessere. Poi arrivarono nel Meridione i Savoia, lestofanti nordici dediti alla violenza genocida , alle deportazioni , al saccheggio. E così nacquero le “due Italie”……

        • ultima spiaggia Rispondi

          7 giugno 2014 at 09:59

          Perché tanto livore? Non le ho mica chiesto che lavoro faceva sua madre.
          Io uso uno pseudonimo per modestia, lei sbandiera le sua identità per ambizione.

    • peter46 Rispondi

      7 giugno 2014 at 01:25

      Egregio…tralasciando il ‘nominato’ Silvio dato che la storiografia non può ‘esaurirsi’se non con la ‘fine del mondo’,ma….
      Quel ‘nominato’Riva(che è meglio chiamare gruppo Riva)è forse quel gruppo a cui,più o meno aprile-maggio 1013,la magistratura ha ‘sequestrato’ 1miliardo e 200milioni con la motivazione “”trasferito all’estero denaro” e “strumenti finanziari” finiti in 8 società off shore ed il tutto riconducibile a tre operazioni di partecipazioni industriali conseguenti all’acquisizione dell’iri?E senza entrare nel particolare inquisiti per “riciclaggio”e “reimpiego” di capitali illecitamente esportati?
      Quel ‘nominato’ Agnelli(Famiglia o eredi)è forse quell’Agnelli per cui non poteva valere il “non poteva non sapere” finchè era in vita…e non ha sentito le accuse(non valutate nei processi,però) della figlia sull’occultamento di capitali in Svizzera?
      Quel ‘nominato’ De Benedetti è forse quel Carlo De Benedetti,cittadino Svizzero oggi,con le mani in pasta in varie aziende in Italia che…”allora”(i casi recenti non lo riguardano direttamente),per(fra le altre e non poche)l’Olivetti,che non è preistoria dati i tempi della giustizia italiana,fu accusato di falso in bilancio e ‘insider trading’,e che finalmente nel 2003 ha potuto coronare il suo sogno:andare al patteggiamento per aver effettivamente commesso il ‘misfatto’?E che,maledizione,si è visto revocare la sentenza:quel ‘fesso’ di Berlusconi pensava che la revisione(più abolizione che revisione,ma è altro)del falso in bilancio,introdotta nel 2002,era ‘ad personam’solo per lui e non applicabile ad altri,specie…suoi ‘immaginari’nemici.
      Per Benetton…è troppo tardi e l’artrosi al dito…ma,tranquillo,su questi ‘nominati’,i ‘caxxi’non possono essere acidi…anche se lei non aveva bisogno delle mie…considerazioni.

      • ultima spiaggia Rispondi

        7 giugno 2014 at 10:09

        Dare del ladro a qualcuno è diffamazione a prescindere dalla verità dell’affermazione. Adesso è chiaro?

        • peter46 Rispondi

          8 giugno 2014 at 09:49

          Uno che viene indagato o processato o ‘patteggia’o viene condannato per ‘qualsiasi reato finanziario’ è un delinquente che ha portato via un qualcosa alla comunità.E chi porta via alla comunità è un “ladro”…sempre.Anche per me.E può riferirlo tranquillamente ai suoi…’difesi’.Per Lei affari suoi…è già un passo avanti,comunque che non ero,ieri,nè troll nè c….NB:’E’Chiaro’lo può dire a chi sa lei:a noi si può dire solo “per me”.

  3. TESTINA Rispondi

    6 giugno 2014 at 21:37

    A Roma ci feci un anno di militare nel 1985. Per quello che vidi andando dentro e fuori dai vari ministeri allora era ancora peggio di adesso…

  4. gl lombardi-cerri Rispondi

    7 giugno 2014 at 07:02

    E’ di una facilità estrema dimostrare, dati ufficiali alla mano, che l’evasione è “volte” inferiore a quella che gli agit prop sbandierano.
    E che è prevalentemente attribuibile alla mafia, regalo del sud.
    Comunque rimane una domanda .Come mai con tutta l’evasione attribuita al nord il nord continua a versare al sud un enorme avanzo tributario volto a mantenere il sud stesso ?

    • Alessandro Spada Rispondi

      8 giugno 2014 at 02:11

      Ma guarda un po’, tutte le grandi banche italiane ,con residenza in padania , e gli industrialoni nordisti (Benetton, Agnelli, DeBenedetti, Berlusconi, ecc..) protagonisti delle gigantesche evasioni fiscali e creatori dei conti all’estero non sono responsabili , secondo lei, di alcuna evasione o frode fiscale. Gli unici colpevoli sono i mafiosi, poiché di origine meridionale. Ma un padano che professa le idee di “onestissimi” individui, come i pregiudicati Bossi e Robusti(tanto per citare due soli nomi di celtici esemplari) ha giá da tempo individuato i responsabili dell’enorme debito pubblico italiano, in quanto appartenenti ad una etnia non “nordica”.Nel prossimo commento aggiungerá ,al gruppo dei “cattivi”, anche gli Ebrei dal naso adunco, detentori del potere finanziario, in Italia e nel Mondo. Padaniaaa liberaaa(con annessi Expo, Carige e Mose)!!

      • marco Rispondi

        19 giugno 2014 at 11:34

        Prima di parlare del Nord pensi alle sue 4 mafie! E come dico da sempre: le soluzioni di tutti i problemi del belpaese sono sempre e solo due: SECESSIONE o FEDERALISMO. Ognuno spende e ruba del suo (se ne ha). Punto.

      • marco Rispondi

        19 giugno 2014 at 11:38

        Governo Monti. Primo intervento: 300 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili (a chi?) di palermo e napoli. Secondo intervento: 900 milioni di euro alla sicilia fallita. E ha il coraggio di citare Bossi e Robusti? Ma faccia il piacere ….

    • peter46 Rispondi

      8 giugno 2014 at 14:44

      Egr….dormito così-così stanotte?O è un ‘estasiabile’ della vista del sole a prima mattina?D’accordo…affari suoi.
      Evasione,facilmente dimostrabile,non ‘conforme’ai dati sbandierati?Sicuramente ha ragione:è da tanto ormai che nessuno si sveglia la mattina per comunicare i dati della sua ‘evasione’del giorno dopo,per le statistiche…come infatti la cgia di Mestre non si sente da tanto ‘sentenziare’ e i dati del ministero sono sempre quelli ‘affibbiatici’ogni trexdue quando ‘va di moda’un determinato problema,ma…Sicuro che l’evasione è “attribuibile”alla mafia,regalo del Sud?E ‘solo’ dato che ha menzionato solo la mafia?E dico io ‘attribuibile a qualsiasi mafia,regalata dal sud?
      La sua ‘amica’ Wiki(pedia)dà una ben specifica definizione di ‘Evasione’:””tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale da parte dello stato…Tipicamente avviene attraverso operazioni di vendita o prestazione di servizi al cittadino effettuate senza emissione di regolare fattura,ricevuta o scontrino fiscale oppure….”
      Lei ci vuol ‘appioppare’ che,giacchè lo ‘stato del nord’ ha concesso la partita iva ai mafiosi,non c’è alcun motivo che loro non debbano emettere regolare ‘scontrino fiscale’e pagare le tasse anche per la parte riguardante la possibilità di “estraniarsi dai problemi quotidiani”facendo uso(a pagamento s’intende)di polverine più o meno bianche o pillole o…appropriate?Perchè per il resto già lo fanno:quando aprono catene di negozi,distribuzioni,supermercati per il ‘riciclaggio’ dei loro ‘proventi’ecc ecc…non sono così ‘fessi’ da non essere in regola con tutto ciò che stabiliscono le leggi(o al massimo nè più e nè meno degli evasori ‘normali’ del nord e ‘anormali’ del sud e delle isole),o no?E che contribuiscono,con le loro tasse al mantenimento dei servizi di cui tutti usufruiamo,escluso lei,beninteso,che non accetterebbe mai di ‘inquinarsi’sapendo che provengono ‘Anche’ dal ‘malaffare,vero?Per il resto…il Mezzogiorno—statistiche non taroccate—contribuisce al bilancio statale per il 25%(sul perchè è ascrivibile così poco aprirebbe ‘contenziosi’ che solo occhi non ‘improsciuttati’ potrebbero vedere,ma non è il vs caso…diciamo che è ‘altro’)e ne riceve,nell’o r d i n a r i o ritorno solamente il 18% al contrario delle percentuali del nord…se poi il vs ritorno finisce in “”maggioranza”” anzi “”tanta maggioranza”” nelle tasche dei Daccò ed ‘associati’ o nel costo delle “tav” ed associati o nel costo dell””Expo”” ed associati….o del “”mose””ed associati…sono affari vs sì,ma,purtroppo,anche ‘nostri’,oltre che ‘vostri’…ma non significa che ‘anche’ a sud l’andazzo sia diverso.Solo un particolare:al sud la direttrice è sud-nord(accaparrato dalle ditte del nord e ritorno al nord),mentre al nord la direttrice è nord-nord.

  5. corrado vecchi Rispondi

    7 giugno 2014 at 11:14

    Ma ai romani interessa? Saranno un po cazzi loro se la città dove vivono e lavorano non funziona? Facciano in modo di farla funzionare. Ah dimenticavo, qual’è la percentuale di dipendenti pubblici a Roma sul numero degli abitanti? Mi piace poi il ‘ mo’ vengo ‘. Qua da noi non ho mai sentito un dipendente pubblico dire ‘ ariv, un moment’ . Be’ se non sanno neanche parlare un italiano elementare cosa pretendete, che vadano a lavorare tutti i giorni come tutte le persone normali. Comunque non è solo un problema di Roma. L assurdità, come viene detto nell articolo, è che il dipendente pubblico sia una categoria protetta, a prova di licenziamento. Che cazzo sono, dei panda?

    • Alessandro Spada Rispondi

      7 giugno 2014 at 13:28

      Signor Vecchi , dal suo commento, si può dedurre che in Polentonia funziona tutto. L’enorme evasione fiscale di imprenditori e banche non esiste, i politici non rubano, tutto fantastico! Le porcherie sono commesse dagli altri! Siete sempre i soliti. I militari sabaudi , invasori del pacifico Meridione, scannavano i suoi abitanti, accusandoli di non volere l’unità con i “fratelli nordisti liberatori” e distruggevano interi paesi, insegnando ai tedeschi, nazi-criminali, invasori nel secolo successivo, come si disintegra una società. E i Berlusconi, i Malan, i Berneschi, i Penati, i Luigi Grillo, continuano a “liberarci”, ad insegnarci le buone maniere, perché “prima il Nord”….

  6. cristiano Rispondi

    7 giugno 2014 at 22:28

    il privilegio dei dipendenti pubblici è quello di avere un lavoro del quale,nella maggior parte dei casi,non importa nulla.Con la fame di lavoro che c’è oggi,(anche al nord),dovrebbero ringraziare il cielo di poter lavorare e dovrebbero essere felici per la fortuna di cui godono.

  7. Lancierebianco Rispondi

    8 giugno 2014 at 16:32

    Ma cosa vogliamo aspettarci da un paese in cui la costituzione è stata scritta anche con la partecipazione di assassini, bugiardi, antidemocratici e illiberali.

  8. Renato Rispondi

    8 giugno 2014 at 23:14

    Sulle mappe dell’evasione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, le percentuali di evasione stimata in rapporto al PIL provinciale, risultano essere molto più elevate nelle province meridionali.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *