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Già t’immagini in vacanza? Passaporto, prego

PassaportoNell’era 2.0 che sarà mai ottenere un passaporto? All’appuntamento nell’ufficio competente ti infilano in una cabina per la scansione, intanto che ti fotografa metti il dito sul tasto digitale per l’impronta digitale, poi firmi con la penna digitale e dopo un quarto d’ora esci col documento biometrico, manca solo il controllo della pressione. Ci metti di più a chiudere la valigia per le vacanze. Fantascienza? No, Europa.

Come si procede in Italia, invece? Domanda scritta, documento di riconoscimento, fotocopia del medesimo, 2 foto tessera, contrassegno telematico di 40,29 euro da acquistare nella rivendita dei valori bollati, ricevuta del pagamento postale di 42,50 euro, il vecchio passaporto, e se sei un tipo telematico puoi tentare di prendere l’appuntamento online per evitare di piantare le tende negli uffici di polizia. Nel frattempo saresti andato e tornato dagli States un paio di volte con la prenotazione online fatta in dieci minuti.
Ma attenzione. Se il passaporto già ce l’hai, non pensare sia finita lì, perché il contrassegno telematico va acquistato ogni anno se si intende uscire dalla UE (ad eccezione di alcuni Paesi come la Svizzera, la Norvegia e pochi altri), e qui si apre il capitolo fantozziano, perché questa volgare marca da bollo dal nome cibernetico scade in relazione alla data di rilascio del passaporto. Esempio: ho un passaporto emesso il 1. agosto 2010, non ho mai comprato il contrassegno perché rimanevo all’interno dalla UE, ma ora devo recarmi in America. Se lo compro ora, in giugno, questo scadrà comunque il 1. agosto 2014, anche se ho pagato per un anno intero. Un delirio kafkiano. Poi ditemi quale altro Paese occidentale tassa la libera circolazione degli esseri umani!

Ma ecco che sulla scia della efficiente rottamazione renziana qualcosa si muove anche sul fronte passaporto: rottamato magari no, riformato sì. Le commissioni di Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato un emendamento – relativo al decreto Irpef – che prevede l’incremento da 42,50 a 73,50 euro per il rilascio del passaporto, e già si grida allo scandalo per l’aumento, quando di fatto e a conti fatti il cittadino andrà invece a risparmiare nel tempo, perché verrà contestualmente abolita la ridicola tassa annuale, i 40,29 euro del contrassegno telematico: si paga subito di più (peraltro in linea con la media europea) e si circolerà ovunque senza la discriminante del dazio medioevale.

E poi, diciamocelo, a scoraggiare il turista non bastano le tasse di iscrizione al Tour Operator, l’adeguamento carburante, le tasse aeroportuali, l’assicurazione sul viaggio e l’adeguamento valutario. Risolutivo sarebbe invece un bel dazio d’uscita dal comune di residenza, avremmo l’incentivo per la vacanza a chilometro zero: quella al bar sotto casa. E per il passaporto non si lamenti nemmeno chi ha amici e parenti da visitare all’estero: lo sanno tutti che la lontananza rinsalda gli affetti, è la vicinanza ad uccidere i rapporti. Molto meglio un collegamento ogni tanto via Skype.

Caro Renzi, l’unica cosa che ti chiediamo di non tassare è internet, i meravigliosi siti online sono l’unica meta raggiungibile senza passaporto, senza famiglia al traino, senza lo stress del viaggio e i bagagli al seguito. Sono economici, si cambia una destinazione al giorno e si evitano la malaria e l’eritema solare. E poi, l’unico mezzo su cui vale la pena saltare oggi è il carro di Renzi, e lo sanno e lo fanno anche i paracarri..

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di on 6 giugno 2014. Filed under Intraprendente on the road. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Già t’immagini in vacanza? Passaporto, prego

  1. ultima spiaggia Rispondi

    6 giugno 2014 at 16:29

    E che ci faccio col passaporto? Per andare dove? Chist’è ‘o paese d”o sole! Tutti i giorni sbarcano sulle nostre coste 1500 “turisti”… e senza passaporto.

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