Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Mai più moderati. Mai più coi carrozzoni di Stato

Da Alitalia alla Rai, passando per la sindacalizzazione, i tassisti intoccabili e la mancata abolizione degli ordini professionali. Della «rivoluzione liberale» abbiamo perso le tracce. La vittoria di Renzi sta tutta nel fallimento dei destrorsi

CentrodestraPare che l’accordo tra Etihad ed Alitalia sia cosa quasi fatta, si va (forse) verso la fine di un’Odissea che ha spolpato i contribuenti e i consumatori. Su questa vicenda il centrodestra italiano ha grandissime responsabilità e dovrebbe fare, come si dice, un po’ di autocritica, aprire una riflessione. La storia è nota: Alitalia era sull’orlo del fallimento, il traballante governo Prodi nel 2008 aveva quasi raggiunto un accordo per la vendita ad AirFrance ma tutto fu bloccato dall’opposizione dei sindacati, Cgil in testa, e da Silvio Berlusconi che condusse una campagna elettorale in nome dell’“italianità” della compagnia aerea. Dopo la vittoria alle elezioni del 2008 il governo Berlusconi organizzò insieme a Corrado Passera l’“operazione di sistema” attraverso la cordata di “patrioti” che rilevò l’Alitalia scaricando i debiti sulle casse pubbliche. I sindacati furono accontentati con casse integrazioni dorate di 7-10 anni per i dipendenti Alitalia. Tutta l’operazione è costata ai contribuenti italiani svariati miliardi, 4 o 5, ma il conto è ancora aperto visto che ci sono da pagare altri esuberi d’oro per chissà quanti anni ancora. In questa storia ci sono tutti i protagonisti del centrodestra italiano, quello di governo del Ncd con Lupi che dopo l’intervento dirigista attraverso Poste ancora parla di progetti industriali, quello di opposizione di Fi che dopo lo sciagurato intervento protezionista di Berlusconi ancora ciancia di “asset strategici” e “politiche industriali” con Toti in riferimento a Malpensa, quello nuovo di Corrado Passera, il “banchiere di sistema” che dal vertice di Banca Intesa promosse la cordata dei “capitani coraggiosi alitalici”. Parliamo delle forze che avevano promesso la “rivoluzione liberale” e che invece sono state protagoniste di una delle operazioni più dirigiste e stataliste che si ricordino negli ultimi decenni.

Su questi temi il centrodestra italiano non solo non è in grado di fare un minimo di autocritica, ma persiste nella difesa delle rendite parassitarie, una strategia politicamente suicida (e questo è un problema loro) ed economicamente costosissima (e questo è un problema nostro). Tra l’altro il centrodestra, nella difesa dei privilegiati di Stato, ha la peculiare caratteristica scegliere quelli più impopolari. Si parla di liberalizzare la vendita dei farmaci? Il centrodestra italiano è al fianco del sindacato dei farmacisti. Si vogliono riformare e liberalizzare gli ordini professionali? Il centrodestra lotta insieme ad avvocati e notai. Un altro caso emblematico è quello della Rai. Renzi propone non di privatizzare la televisione pubblica, non di abolire il canone, non di vendere qualche canale, ma una spending review di 150 milioni. Una limatina di unghie. Chi si schiera a fianco del sindacato dei giornalisti Rai a difesa del carrozzone pubblico? Forza Italia e Lega Nord. Se Uber e altre startup, grazie all’innovazione tecnologica, aprono il mercato e tentano di fare concorrenza ai taxi, chi corre in aiuto del cartello dei tassisti? Ncd, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega nord, il centrodestra al completo, probabilmente l’unico tema su cui sono riusciti a ritrovare l’unità. E poi si chiedono perché Renzi sia al 40%.

La verità è che il vocabolario della “rivoluzione liberale” e anche quello del buon senso sono sepolti da anni. Il centrodestra italiano è diventato il blocco politico che tutela gli interessi di Alitalia e della Rai, ormai – come dice Stefano Basilico – viaggia sulla tratta Fiumicino-Viale Mazzini, solo in taxi. E con un sindacalista a bordo, aggiungiamo noi.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 5 giugno 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Mai più moderati. Mai più coi carrozzoni di Stato

  1. Romeo Rispondi

    5 giugno 2014 at 08:23

    Sulla carta nasce e si dice liberal-democratico e liberal-cattolico,nel fare e nelle scelte politiche e’sempre il vecchio,ormai piccolo partito,del vecchio padrone che delega a questi o quelli il da farsi .Onore al battagliero padrone ma così è davvero difficile rialzarsi.Renzi generi un’area a sua trazione lasciando i fondamentalisti ideologizzati e forza Italia si congiunga a lui.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    5 giugno 2014 at 11:23

    Un giorno sì e l’altro pure vengo a sapere che qualcuno ha scoperto l’acqua calda. Mi fa piacere!
    1) Che tasse e imposte rappresentino in Italia una vera e propria rapina, degna della più feroce malavita organizzata, è cosa arcinota, ma nessuno ha fatto niente e può far niente. Ci vorrebbe una rivoluzione culturale.
    2) Chi pensa che Renzi possa abbassare le tasse e mantenere le promesse, o è beota o è coglione. Nelle casse dello Stato non c’è un centesimo per far cantare un cieco. Per cui occorrerebbe intervenire con l’accetta sulla spesa pubblica.
    3) Ma la spesa pubblica, in termine di consensi elettorali, rappresenta l’enorme bacino ad uso e consumo dei politici. Quindi è impensabile che un politico si faccia male da solo.
    4) La parola “moderato”, per chi non lo sapesse, significa galleggiamento, immobilismo, aver cura dei propri interessi e, dulcis in fundo, tradimento. (moderato = giuda)
    5) Le primarie “all’italiana”, già sperimentate dalla sinistra, lasciano il tempo che trovano. Il che vuol dire altra perdita di tempo.
    Insomma, per uscire da questa crisi ci vorrebbe un miracolo, ma tra i papabili non vedo santi.

  3. Riccardo Pozzi Rispondi

    5 giugno 2014 at 13:00

    Che dici Luciano… “meno tasse per tutti”?

    • ultima spiaggia Rispondi

      5 giugno 2014 at 14:26

      Profonda riflessione la sua. Moderato anche lei?

      • Riccardo Pozzi Rispondi

        7 giugno 2014 at 12:29

        Mi sono ormai moderato addosso.

  4. corrado vecchi Rispondi

    7 giugno 2014 at 11:36

    Centrodestra. Primo togliamo il destra, e chiamiamolo solo centro. Tutti quegli stronzi che prima facevano parte della destra italiana e poi si sono prostituiti, inginocchiati, elemosinato una poltrona di merda per il solo ego personale, be’ di destra quelli hanno solo la mano che usano a scrivere. E molte volte scrivono anche delle cagate.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *