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Boicottiamo l’ultima rapina della Rai

La tv di Stato è un carrozzone alla canna del gas, che ha accumulato più di 400 milioni di euro di perdite. E ora s'inventa il "canone speciale" per i possessori di pc e tablet. Una tassa in più, chiesta con raggiri e intimidazioni para-mafiose

raiQualche giorno fa, è riscoppiata la polemica per il “canone speciale” di abbonamento alla Rai per tutti coloro che posseggono un computer un ufficio o in negozio. Il provvedimento consentirebbe alla tv di Stato di chiedere il “versamento dell’imposta sugli apparecchi atti a ricevere trasmissioni tv alle aziende iscritte alle Camere di commercio”.

La Rai è un carrozzone alla canna del gas. Tra il 2008 e il 2012, il gruppo televisivo pubblico ha accumulato 408 milioni di euro di perdite, distribuito zero dividendi al Tesoro (l’ultima cedola risale al 2004) e visto esplodere il debito finanziario (da 12 a 377 milioni). Il “canone” è la tassa più odiata da chi abita questa penisola, l’azienda è tra le più lottizzate del mondo. Con questi ingredienti, una persona normale si aspetterebbe che il baraccone di Saxa Rubra venisse privatizzato – come previsto peraltro da un referendum votato a stragrande maggioranza anni fa -, in modo da evitare che i contribuenti continuino a buttare i loro soldi in un pozzo senza fondo.

Che t’inventa la Rai, invece? Prende carta e penna e, a nome della “Direzione Amministrazione Abbonamenti”, invia a raffica a tutte le partite Iva di questo scalcinato stivale una letterina con la richiesta di “Abbonamento Speciale alla televisione”. Ciumbia, che mai sarà questo abbonamento speciale? Ve lo spieghiamo noi. La specialità sta tutta nel fatto che, per la prima volta in assoluto, molte aziende di vario tipo (uffici, officine meccaniche, studi professionali, finanche salumerie e/o tabacchini) stanno ricevendo l’intimazione a pagare la gabella digitale per il fatto che sono possessori di pc ed hanno un collegamento web. Proprio così: “La informiamo che le vigenti disposizioni normative (art 27 del R.D.L. 21/2/1938 n. 246 e art. 16 della L. 23/12/1999 n. 488) – si legge nella missiva indirizzata ai titolari – impongono l’obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione di trasmissioni televisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete (digital signage e similari)”.
La chicca, però, arriva a questo punto: spettabile ditta, dovete pagare “indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti, come ad esempio la visione di filmati, video, dvd, televideo, filmati di aggiornamento, ecc.”.

Avete recepito? Alla Rai, non gliene fotte una cippa se Internet e il personal computer li usate per questioni professionali. Secondo loro, il solo fatto di potervi anche collegare al sito www.rai.it è passibile di imposta. Per la serie, siamo alla tassa sulle intenzioni, un genere che, probabilmente, nemmeno il peggior Padoa Schioppa aveva contemplato fra le “tasse bellissime” da pagare. La paginetta giunta in busta chiusa a più di un imprenditore –logicamente infuriato – contiene altre perle, classificabili in questo modo:
1- Raggiro e/o presa per i fondelli: “Per agevolarla nel pagamento, alleghiamo un bollettino postale 2105 già compilato, il cui importo è deducibile dal reddito d’impresa”. Che culo!
2- Intimidazione para-mafiosa:“La informiamo che agli organi di controllo è demandato il compito di verificare sul territorio il regolare pagamento del canone”. Con un bel “minchia” ad inizio frase e la parola “pizzo” al posto di “canone” una lettera del genere potrebbe averla inviata anche Totò u Curtutasse
3- Imposizione poliziesca: “Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 17 del 6 dicembre 2011, le imprese e le società devono indicare nella dichiarazione dei redditi il numero di abbonamento speciale”.
4- Beffa finale: “Nel rimanere a disposizione per eventuali ed ulteriori informazioni, cogliamo l’occasione per inviarle i nostri migliori saluti”.

Non è finita. Dietro a quel “Digital signage” (che tecnicamente significa “comunicazione di prossimità”) vengono contemplati anche gli “smart-phone”, i telefonini di ultima generazione, quelli che video chiami e scarichi le applicazioni che potrebbero permetterti di guardare la tele (quelli tassati durante la partita Italia-Costa Rica dal governo Renzi per sostenere il cinema di Stato). In pratica, se il cellulare è intestato alla ditta sareste costretti a sborsare il balzello per mantenere la Radio-Televisione Italiana. A quanto ammonta l’imposta? Da 200,91 a 401,76 euro all’anno. Io, l’ultimo bollettino con la richiesta di pagamento del canone Rai l’ho gettato nella spazzatura. Il prossimo, lo infilo direttamente nella tazza del cesso, simbolo per antonomasia della tv pubblica!

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di on 30 giugno 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 commenti a Boicottiamo l’ultima rapina della Rai

  1. CARLO BUTTI Rispondi

    30 giugno 2014 at 13:45

    Anch’io continuo a gettare nella spazzatura le intimazioni di pagamento del canone Rai. E continuo a ripetere a tutti -come facevo con i miei alunni quando ero insegnante- che la Rai è un’associazione a delinquere.

  2. adriano Rispondi

    30 giugno 2014 at 14:04

    Se la legge lo prevede,bisogna pagare.Il fatto che sia una stupidaggine non conta.La stessa tassa sul televisore è una assurdità che dovrebbe essere abolita.La pago con rabbia ma l’alternativa di trovarmi alle prese con l’agenzia delle entrate mi consiglia di non cestinare nulla.Beato lei che ha il coraggio di farlo.Auguri.

  3. fabio Rispondi

    30 giugno 2014 at 14:05

    non paghiamo più nulla perchè ci hanno tolto tutto….se esistono ancora dei patrioti,la presa alle armi si chiama rivolta fiscale….non paghiamo più le tasse e gli errori di classi dirigenti corrotte,paghino loro i danni che hanno fatto…i dirigenti rai prendono buone uscite milionarie a fronte di gestioni disastrose…
    italiani rivoltatevi contro questo sistema abominevole!!!

  4. Giovanni Schiavo Rispondi

    30 giugno 2014 at 14:13

    Ma quando ci svegliamo da questo incubo……

  5. Bisata Rispondi

    30 giugno 2014 at 15:01

    E due.

  6. Gabriele Termy Rispondi

    30 giugno 2014 at 15:07

    Aahhahahaahahahha!!! Un mito davvero sono senza parole… grande Leonardo Facco!!

  7. Mirko Rispondi

    30 giugno 2014 at 15:51

    Forse in questo modo di fare,Don Caemelo sarebbe più cortese e suadente nella richiesta o per dirla con Facco al fatto estorsivo,renderà comprensibile a tutti cosa voglia dire affidarsi a gente che succhia e vive da statalismo e prebende da qualcosa che Stato non è più. Se queste porcherie vengono permesse.Le leggi si cambiano.Lo Stato dovrebbe esser vicino ai cittadini e non esser complice di vessazioni.La Rai sia venduta e diventi vera società per azioni.Questa vetrina di mercanti politici e’ falsa ed inutile.

  8. sergio Rispondi

    30 giugno 2014 at 19:04

    Ma anche: ” gli extracosti di Roma in quanto Capitale di cui si dovrebbe fare carico il governo ” … non è male !

  9. Cesare Rispondi

    30 giugno 2014 at 23:00

    E’ ora! E’ ora! E’ ora!……. Tutti in piazza a Roma con i forconi.

  10. Albert Nextein Rispondi

    30 giugno 2014 at 23:58

    Questa è una pura tassa patrimoniale sul possesso di strumenti atti alla ricezione di programmi radio-tv.
    Lo stesso è la tassa sul possesso delle auto, basata sui cavalli fiscali decisi sempre dal fisco stesso.
    Idem l’imu , tassa sul patrimonio immobiliare, conteggiata sulla base di rendite catastali imposte anch’esse dal fisco stesso.

    Ti vogliono fare intendere che si pagano i servizi forniti.

    Ma non è vero, perché anche i servizi vengono imposti.
    Ti impongono i programmi che pare a loro, loro che gestiscono i soldi del canone-patrimoniale nel peggior modo possibile trattandosi di un’azienda pubblica.
    Ti dicono che devi pagare i servizi a favore dei tuoi immobili, servizi che nessuno ha chiesto, o contrattato in regime di concorrenza, perché i fornitori monopolisti sono sempre loro o loro amici e compagni di abbuffata.
    Per l’automobile la patrimoniale servirebbe per le strade, le manutenzioni, gli investimenti sempre gestiti dal sistema pubblico e imposti.
    Una volta si chiamava tassa di circolazione e la pagavi solo se circolavi, mentre oggi paghi anche se tieni ferma la macchina in garage.

    Si tratta di patrimoniali pure.

  11. Giacomo Rispondi

    1 luglio 2014 at 00:04

    La Rai (Rapina agli italiani) è la sintesi dell’inefficenza dello Stato dedito all’assistenza e sovvenzione degli incapaci ed ignoranti.

  12. Paolo Holzl Rispondi

    1 luglio 2014 at 03:13

    Le cose stanno come ho scritto qui:
    http://blog.holzl.it/index.php/free-software-in-free-world/328-rai-canone-speciale-vergogna-reale

    Precisazioni successive hanno indicato che quello che conta è il possesso del Tuner anche se dal sito Rai hanno sostenuto per parecchio tempo il contrario.

    Il problema è che la verifica è ‘contabile’, se non cambiano la norma Equitalia avrà da lavorare e senza tanta fatica.
    Prevedo contenziosi infiniti che colpiranno ‘a pioggia’ e che (dato che la Rai è pubblica), alla fine comunque pagheremo noi.

  13. Sergio Andreani Rispondi

    1 luglio 2014 at 06:00

    I sedicenti imprenditori italiani e quelli del Nord in particolare, hanno votato in massa per un cialtrone come Renzi : se adesso li ammazzano di Tasse, a me la cosa fa solo piacere.

    • cristiano Rispondi

      2 luglio 2014 at 23:23

      eh…ma paghiamo anche noi che non li abbiamo votati!!

  14. ferry1 Rispondi

    1 luglio 2014 at 13:36

    Non si devono pagare servizi e/o beni non richiesti.Gli amici degli amici siano foraggiati dai loro mentori non con risorse estorte ai Cittadini con dubbie leggi!

  15. umberto Rispondi

    1 luglio 2014 at 14:24

    Un carrozzone che costa al contribuente italiano 1.400 milioni all’anno con un costo medio del personale di 88.000 euro. gli imprenditori non sanno piu’ da che parte girarsi ma noi manteniamo ( a caro prezzo) il megafono dei partiti. Se gli tagliano 150 milioni (poverini) i sindacati piangono come vitelli, per tutelare il costo del lavoro citato sopra. Cosa aspettiamo a privatizzarla? Se sono cosi’ fenomeni il mercato se lo mangiano….

  16. Piccolapatria Rispondi

    1 luglio 2014 at 18:28

    Pare che la Todini – imprenditrice privata di commesse pubbliche/prenditrice farisaica di poltrone statali di lusso – già consigliera RAI, ora accomodata al vertice delle Poste si sia dichiarata a favore dell’ennesimo furto con destrezza a carico come al solito di chi lavora a rischio proprio e non si fa mantenere dalla mitica collettività come i dipendenti RAI intruppati nel partitume.

  17. Riccardo Pozzi Rispondi

    2 luglio 2014 at 07:31

    Facco for president o in alternativa santo subito.

  18. gl Lombardi-Cerri Rispondi

    2 luglio 2014 at 07:42

    La situazione RAI TV è di “semplicissima” risoluzione.
    Basta trasformare le singole trasmittenti in “pay tv”.
    Chi paga le vede e chi non paga no.
    E già, ma addio poltrone e maxistipendi !

  19. cristiano Rispondi

    2 luglio 2014 at 23:19

    Avanti parassiti che c’è ne per tutti….forse!!!

  20. Francesco Rispondi

    5 luglio 2014 at 12:54

    l’unica possibilità che ci rimane per tentare di mettere in difficoltà lo stato e far sentire la voce libertaria, è una rivolta fiscale o disobbedienza fiscale… raccogliendo adesioni attraverso il sito, il volantinaggio, contatti personali, gazebi e ogni forma possibile…vogliamo provarci?

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