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Milano castiga le imprese: le tasse locali schizzano al 24%

TasseAd Assolombarda hanno deciso di far di conto e, numero dopo numero, guarda un po’, è saltato fuori che nella Milano travolta d’arancio la ripresa non è poi così vicina. E voi penserete subito ad Angela Merkel la cattiva, ai consumi che non ripartono e, soprattutto, alla crisi globale che non vuole smettere d’azzannarci la giugulare. E non pensate male, ché tutto questo è una fetta di realtà. Ma la parte più importante del dramma ce lo siamo cucinati da noi, come sempre: all’ombra della Madonnina infatti la pressione fiscale nel 2013 è cresciuta del 13%, rispetto all’anno precedente. Prima di allibire, o se avete un’azienda, d’imprecare, sappiate che quel tredici percento sembra molto di per sé ma la faccenda, vista nella sua globalità, è peggiore: con questo colpetto all’insù la pressione fiscale meneghina, per gli imprenditori, è fissata al 24%. Con chi prendersela? Con Imu, Tares/Tarsu, addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione. A queste aggiungere il resto degli “oboli” da inviare a Roma e il quadro è fatto. Poi uno si chiede come sia possibile che la regione che solo commercialmente parlando sbranava la Germania, snobbando addirittura il resto d’Europa, non sia riuscita a rialzarsi. E visti i risultati possiamo dire che gli elettori di Giuliano Pisapia possono essere fieri del loro voto. Giacché questo 13% in più è solo fisco locale. Un problema che accomuna i milanesi ad alcuni comuni limitrofi, analizzati a loro volta da Assolombardia: Baranzate, Piave Emanuele, Cologno Monzese e Rozzano, per gradire.

Imu: uffici più 30%, capannoni più 15%. Tarsu e Tares più 13%, capannoni -3% (qui si sono rovinati). In generale Milano batte il record di super tassatrice, con buona pace di chi crede che la riemersione dal pantano passi soprattutto da qui. Le imprese vengono mortificate ancora una volta e continuiamo a ribadire che la Svizzera (tra gli altri paesi) è troppo vicina per pensare che gli imprenditori continueranno a farsi massacrare per molto. E se sommi le fughe alle chiusure, restano i dipendenti pubblici per pagare stipendi e debito pubblico. Auguri. D’altro canto una giunta che pensa sia un’idea brillante piazzare l’orto in piazza Duomo

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di on 8 maggio 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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