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La grande vittoria (politica) di Tosi

Un mese fa Matteo Salvini ha deciso di fargli uno sgarbo candidandosi al primo posto anche nel Nord Est. Ma ieri Flavio Tosi si è ripreso la rivincita alle urne.tosi

I risultati parlano chiaro: sono ben 99.114 (dato delle 11 del Ministero dell’Interno) le preferenze personali che il segretario della Liga Veneta è riuscito a portarsi a casa. Un risultato stupefacente che lo porta a poca distanza proprio dal capolista Salvini (circa 108mila) beneficiario di un’esposizione mediatica senza precedenti. Al terzo posto, con la metà esatta delle preferenze (45mila), c’è Mara Bizzotto, già europarlamentare (con maggior produttività nel 2011-12-13), e vicesegretaria della Liga. Solo molto dopo, a quota 27mila, il giovane Lorenzo Fontana pure lui parlamentare uscente.

Andando un po’ oltre le cifre, possiamo ben dire che quella di Tosi è una vittoria prettamente politica. Un gol contro la Lega alla Salvini, troppo urlata e demagogica che difatti non ha sfondato in un territorio produttivo come il Veneto. Rispetto al segretario federale il sindaco di Verona ha il pregio di non aver mai accettato gli eccessi anti-euro e anti-austerità, ha sommessamente ricordato che quando c’era la lira avevamo un’inflazione a doppia cifra e abbiamo rischiato più volte il default; ha detto a chiare lettere che le imposte sono alte perché in Italia c’è una spesa pubblica mastodontica e non perché non si stampa moneta a gogò, facendo notare che un partito come la Lega deve lottare gli sprechi (Matteo, perché non parli più dei forestali calabresi?) invece che venerare lo Stato e la spesa pubblica. E, infine, è stato proprio lui, che pure proviene decisamente da destra, a non erigere un totem attorno all’alleanza con la Le Pen, tirata invece per la giacchetta blu da chi – al contrario – proviene dall’estrema sinistra (ebbene sì, vi ricorda niente la dicitura “Comunisti padani”?).

Tosi SalviniE poi c’è la buona amministrazione. Nella provincia di Verona Tosi ha raggranellato la bellezza di oltre 42mila preferenze (quasi quattro volte le 11mila di Salvini), su un totale di 450mila votanti. In pratica un elettore su dieci ha barrato il simbolo della Lega e scritto a fianco il nome “Tosi” per esteso. Sempre a Verona la Lega, col 19,64%, è il secondo partito davanti al M5S e Forza Italia. Se confrontiamo i dati veronesi con Milano, la patria di Salvini, Tosi vince due a zero. Nel capoluogo lombardo la Lega ha infatti preso meno della metà (9,24%) e il segretario un voto su 32 (47.784 preferenze su oltre un milione e mezzo di votanti).

Altro dominio incontrastato, Salvini un competitor interno ce l’ha eccome. E non certo debole…

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di on 26 maggio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a La grande vittoria (politica) di Tosi

  1. Martina Rispondi

    26 maggio 2014 at 13:59

    A parte che non capisco perchè se Salvini si è messo capolista su tutte le circoscrizioni, facendolo in Veneto è uno sgarbo a Tosi, ma poi Tosi ne saprebbe di economia più del prof. Borghi e dei premi Nobel? Mi sembra più una sponsorizzazione tosiana che un articolo con analisi politica. E di Borghezio eletto nella circoscrizione di centro ne vogliamo parlare?

  2. Andrea Rispondi

    26 maggio 2014 at 15:41

    Guardate che la notizia e’ che Salvini ha preso nel nordest 109mila preferenze contro le 99mila di Tosi, Tosi ha preso piu’ voti solo nella citta’ dove e’ sindaco, da tutte le altre parti non c’e’ stata partita. La notizia e’ che Salvini risulta piu’ leader nazionale di Tosi, non altre amenita’ che ho letto.

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