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E Tripadvisor si mangiò le agenzie viaggi

Ebbene sì. Le agenzie viaggi sono in crisi.

tripadvisorEd è una crisi di nervi prima ancora che una crisi di settore. Crisi provocata dalla scoperta dell’inutilità del mazzo che si è fatto l’agente di viaggio diligente: formazione, esperienza, raccolta di informazioni, aggiornamenti e così via, tutto tempo perso e superato oggi da uno strumento poco umano e molto tecnico che si chiama internet. E non si tratta solo della perdita di commissioni a causa delle prenotazioni online di voli, di frecce bianche, rosse o argento che volano sui binari o del pullman stagionale per Cesenatico. La questione è più frustrante, perché alla perdita economica se ne somma un’altra legata all’autostima professionale: quella di non essere più i depositari della fiducia del cliente. Ovviamente un agente non conosce il mondo intero con i suoi resort, l’ultima spiaggia trendy, il primo hotel di Nosy Be o l’ultimo grido della savana dei lodge. Per tutto questo c’è internet, e soprattutto un sito micidiale: Tripadvisor. Un sito a doppio taglio affilato. Ecco perché.

Se la nonna affermava “l’ha detto la televisione” e il nonno “l’ha scritto il giornale”, oggi si dice “l’ho letto su Tripadvisor”. Sì, ma chi l’ha scritto? La risposta dolens è: il turista. Ecco che il mare di Juan-les-Pins diventa caraibico. Chi lo scrive? Pippo2 di Jesolo. Ah, beh! “Abbiamo pagato troppo per questo hotel di Ginevra”. Firmato: Magdi di Addis Abeba. Ah, beba! Per uno stesso ristorante: “Mai mangiato così bene in vita mia, ci ritornerò”, di John Tell da Manchester. Comprensibile. “Cucina pessima e vino scadente”, di Paolo Romoli da Firenze. Credibile.

Ma se le fonti sono rispettivamente il biglietto da visita o il campanello d’allarme, la faccenda si complica con le traduzioni stile google cui si affida Tripadvisor. “Il personale è sempre design discreto e sorridenti”, se hai ancora la filippina nascondila, noleggia un cameriere design per la festa! “L’hotel ha anche un bar e una lounge 50%”, l’altra metà sarà in sharing con l’hotel a fianco. “Un hammam era una lavata, una spazzolata, in coppia con due signorine che ti lavano e stropicciano”, e qui nel dubbio buttarcisi subito. “L’arredamento è estroso; una miscela di Marocco che incontra rococò incontra villa vittoriana incontra safari Africano”, che neanche a Disneyland, non si può non andare a curiosare. “In aggiunta il sole e il relax sul tetto (si spera terrazza) è un ottimo rifugio perché ammazzano intorno alla Medina”, ‘mazza, ecco la funzione avanzata del roof garden! “La mia unica delusione piccola in camera era la dimensione”, forse non doveva spogliarsi davanti allo specchio. “Ci siamo sentiti molto rovinato, quasi al punto di imbarazzo”, di sicuro uno stupro di coppia, hotel pericoloso. “È costoso ma mi sembra più autentica rispetto agli hotel stile casella”, un imbucato scroccone, vada in ferie alle poste! “Ho avuto due trattamenti Spa a essiccare il mio partner, mi guardo 10 anni più giovane”, leggasi: ora che mio marito è crepato e liofilizzato io ricomincio a vivere. Un posto interessante. “Io non sono molto entusiasta di over-servizio”, ha ragione, può essere letale come un’overdose.

A questo punto, vista la disparità dei giudizi, l’unica cosa sensata è schierarsi in difesa delle minoranze. “Quando ti rendi conto che la pensi come la maggioranza, sappi che è ora di cambiare”, prendiamo alla lettera Mark Twain, e se qualche anima ha pensato bene di criticare la struttura che riceve il 90% dei giudizi positivi un motivo ci sarà, e allora sosteniamola stroncandolo del tutto: “Arrivati nella suite scopriamo che la jacuzzi pullula di pirahna perché alimentata dal vicino fiume. La spiaggia è talmente bella che attira orde di campeggiatori al bivacco. Il mare è pulitissimo, infatti ricco di meduse. Il ristorante è talmente eco-friendly che non serve nemmeno il pesce per salvaguardare la specie, c’è il pesce finto fatto col tonno in scatola, le radici di contorno arrivano dall’orto biologico concimato con gli escrementi ovini. Nella Spa ci sono splendide ragazze che ti massacrano di botte per conciliare il relax. Consigliamo vivamente la struttura per una ragione: non avrete mai goduto tanto la fine delle vacanze.”

Una modesta dritta: il vostro agente di viaggio non sarà il genio ma almeno vi conosce e vi consiglierà al meglio, e soprattutto voi conoscete lui e saprete dove andarlo a pescare dopo una vacanza disastrosa. Con Tripadvisor maledirete l’umanità. O almeno la maggioranza.

 

 

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di on 8 maggio 2014. Filed under Intraprendente on the road. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a E Tripadvisor si mangiò le agenzie viaggi

  1. lilla Rispondi

    9 maggio 2014 at 11:33

    Ottimo articolo ma la gente è instupidita e la rapidità di internet fa il resto. Le recensioni spesso sono fatte di emozioni negative o positive, troppo spesso artificiose e senza comprova ,altre volte strutturate ad arte,e questo è peggio.Dobbiamo imparare a saper leggere anche queste.Dietro vi è comunque business enorme.

  2. Andrea Gozzi Rispondi

    9 maggio 2014 at 13:37

    Non aggiungo nulla se non: “stima totale” e glielo dice da uno che sta facendo di tutto per sostenere il “ruolo dell’agente di viaggio”, del consulente vero…la difficoltà maggiore per me è di far capire loro che potrebbero fare la differenza. Davvero complimenti

  3. sofia Rispondi

    9 maggio 2014 at 15:37

    mi piace molto! lo condivido!
    simpatico e arguto!

  4. giulietta isola Rispondi

    10 maggio 2014 at 09:34

    non posso che essere d’accordo con tutte le considerazioni esposte nell’articolo, il ruolo dell’agente di viaggio e della sua preziosa competenza e professionalita’ e’ letteralmente svilito e spesso annullato dalla nuova Bibbia che si chiama TRIPADVISOR, con alcuni clienti dopo essermi scornata piu’ volte prima di fare qualsiasi proposta controllo le prime posizioni su Trip…ed in questo modo non temo contestazioni o recriminazioni ma il panorama e’ avvilente…

  5. Walter Rispondi

    10 maggio 2014 at 23:38

    In realtà è molto più complesso di così (e anche molto peggio…), ne ho parlato in un articolo che ho intitolato “TripAdvisor è un sistema sbagliato” (ma avrei potuto dire “malato”):
    http://walterfano.blogspot.it/2012/11/tripadvisor-e-un-sistema-sbagliato.html

  6. mia Rispondi

    11 giugno 2014 at 20:27

    ciao,e vogliamo parlare poi della reputazione delle diverse strutture e delle finte, fintissime recensioni (spesso a pagamento)?
    leggete questo: http://viaggioallestero.blogspot.com/2014/05/tripadvisor-si-tripadvisor-no.html

  7. Attilio Rapisarda Rispondi

    9 novembre 2014 at 12:39

    Ma perchè l’agente è in grado di dirmi se il vino in un ristorante di Singapore è buono? Almeno vado a leggere i giudizi online e – se sono un minimo scafato – sono in grado di filtrare i giudizi attendibili. E poi, se la vacanza è deludente so “dove trovare l’agente”? E che gli dico? Che gli faccio? Gli chiedo la restituzione dei soldi? Lo minaccio di denunciarlo? In Italia? Con i tempi, i modi e i costi della giustizia italiana? Io mi organizzo viaggi e vacanze da solo online e mi trovo benissimo così. Anche quando internet non esisteva mi chiedevo sempre quale fosse l’utilità delle agenzie.

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