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De Benedetti boicotta Scola. La Chiesa laicista non cambia mai

Angelo Scola e Carlo De BenedettiAll’assemblea annuale della Consob, che si è tenuta a Milano il 5 maggio, uno dei relatori era il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, che ha preso la parola dopo il numero uno della Commissione di Vigilanza Giuseppe Vegas parlando di «un’urgenza, per il mondo della finanza, in ambito macroeconomico e internazionale, di identificare nuove regole, semplici e condivise, oggi assolutamente necessarie». Carlo De Benedetti – l’ “Ingegnere”, tra le tante cose presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso – e il fratello Franco, quando il cardinale Scola ha iniziato a parlare, se ne sono andati. E perché mai? L’ha spiegato Franco De Benedetti, vantandosi della sua performance su Twitter in questi termini:

#Consob: dopo relaz #Vegas parla card Scola. Un organo dello Stato non si fa darelezioni di etica dalla Chiesa. E lascio la sala.

Anni fa, a un lettore che gli scriveva indignato per le continue “ingerenze della Chiesa” nella politica di “uno Stato laico come l’Italia”, Sergio Romano rispose semplicemente: “L’Italia non è uno Stato laico, è uno Stato concordatario“. Sicuramente la Chiesa troppe volte ha giocato su questa unicità e ambiguità del sistema italiano – legata ancora oggi alla presenza dello Stato del Vaticano e del Papa all’interno della città di Roma – e ha dato pessima prova di sé (lo dico da cattolico) ai tempi dell’onnipresenza dei dibattiti bioetici sulla fecondazione assistita e sul fine vita. Ma ci sono almeno due considerazioni, legate tra loro, a rendere particolarmente irritante la trovata dei fratelli De Benedetti. Prima di tutto gli interventi pubblici degli alti prelati non sono tutti uguali: ci sono interventi che entrano nello specifico e nel dettaglio di provvedimenti legislativi e ci sono interventi che restano su un piano filosofico, etico, culturale. Se i primi posso capire che non dovrebbero avere corso in un contesto istituzionale italiano, sui secondi non capisco quale sia il problema, se non uno stanco anticlericalismo ormai quasi di maniera di certi intelletuali. Se la Chiesa sbaglia – e per carità sbaglia – quando eccede in certo interventismo analitico di taglio politico e legislativo, non si capisce perché mai figure di alto profilo spirituale e culturale della Chiesa come il cardinale Scola non debbano essere autorizzate a parlare in termini etici in un contesto anche istituzionale.

Con questo vengo a una seconda considerazione, legata alla prima: Papa Francesco sta dando un’impronta alla Chiesa che è ben diversa da quella dei tempi delle sortite di Ruini e Bagnasco sulla legislazione in materia bioetica. La Chiesa di papa Francesco è una Chiesa di cui il cardinal Martini sarebbe andato fiero. È una svolta epocale che è sotto gli occhi di tutti, anche se naturalmente è ancora in una fase aurorale. L’hanno ascoltato i De Benedetti l’intervento di Monsignor Galantino a Ballarò? Si sono accorti del silenzio del Papa (a parte poche parole, alquanto soft) dopo la sentenza della Corte costituzionale – peraltro assai discutibile – che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa in Italia? La Chiesa sta cambiando, certi “laici” a quanto pare no.

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di on 7 maggio 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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