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A Genova c’è chi vuol «curare» chi s’oppone ai matrimoni gay

Venite, sijori e sijore, siete tutti invitati a Genova al corso-video per «curare» chi si oppone ai matrimoni gay.

È lo sconcertante messaggio lanciato da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura (che organizzava l’evento) e Comune di Genova, per promuovere laOmofobia proiezione pubblica del video Intellettuali contro l’omofobia: questa fobia è un’abietta mania, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia. L’iniziativa, patrocinata dall’assessorato alla Legalità e ai Diritti del Comune e dalla Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa, si proponeva esplicitamente di guarire i non allineati al pensiero gay friendly, sulla base di questo presupposto: «Gli omofobi necessitano di venire curati». Si badi bene, però: omofobo, per gli organizzatori, è «chi ritiene che alla famiglia, al matrimonio e alla genitorialità possono e debbono accedere solo gli eterosessuali». «Mantenere tale accesso esclusivo appannaggio delle persone eterosessuali», è scritto nel testo di presentazione dell’evento, «inevitabilmente discrimina e disprezza le persone omosessuali». Da qui l’urgenza di un’attività terapeutica verso chi crede che la famiglia nasca dall’unione esclusiva tra un uomo e una donna.

Nel video quattro intellettuali corroborano questa tesi, definendo l’omofobia (ribadiamo, l’avversione a matrimoni e adozioni gay) «una patologia, e vieppiù una mania, una fissazione e ossessione morbosa che riguarda troppi individui in ogni luogo del mondo». La filosofa Nicla Vassallo, ideatrice del video, arriva a dire che «c’è qualcosa di maniacale, di abietto nel negare il matrimonio alle persone omosessuali», mentre il professor Marzio Barbagli sostiene che alla base di questo rifiuto ci sia «l’etica sessuale cristiana, secondo cui gli atti d’amore degli omosessuali sono sodomitici e contro natura».

EterofobiaL’iniziativa specifica anche le caratteristiche del morbo da cui sono affetti i difensori della famiglia tradizionale. «Il loro intendere gli amori omosessuali», si legge nella presentazione, «è caratterizzato da ignobiltà e viltà, oltreché da malvagità e scelleratezza. La loro forma di inciviltà e ignoranza può venir curata». Chi si oppone alle rivendicazioni gay e crede nella famiglia naturale, dunque, oltre a essere malato, è un «incivile e ignorante», da rieducare con appositi lavaggi del cervello.

Alla proiezione del video hanno fatto seguito alcuni corsi e letture a tema, incentrati stavolta sulla cura con la cultura. A tal fine sono state lette a dei bambini anche delle fiabe gay, da parte dei rappresentanti del progetto «Leggere senza stereotipi»: tra le storie «libere da pregiudizi sessuali», il racconto «E con Tango siamo in tre», vicenda di due pinguini gay che adottano un cucciolo.

Il progetto genovese segna un precedente pericoloso: per la prima volta il non ritenere opportuni i matrimoni tra persone dello stesso sesso viene associato a una forma di discriminazione. Venisse approvato il dl Scalfarotto, ciò diventerebbe addirittura materia di reato. Il testo del decreto prevede infatti «le reclusione fino a un anno e sei mesi per chiunque incita a commettere o commette atti di discriminazione motivati dall’identità sessuale della vittima».

Paladini della famiglia, tenetevi pronti: dopo le cure, vi aspetta anche il carcere.

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di on 21 maggio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a A Genova c’è chi vuol «curare» chi s’oppone ai matrimoni gay

  1. Liberalista Rispondi

    22 maggio 2014 at 14:56

    E’ il consueto approdo di tutti i movimenti di “liberazione” e opposizione ad un presunto (e spesso reale) sopruso.
    Si parte col voler difendere quella che si ritiene la categoria debole e si finisce con il rovesciare la frittata, creando una dittatura al contrario.
    E’ accaduta la stessa cosa alle femministe, ad esempio.
    Il motivo è semplice: la suddivisione delle persone in categorie arbitrarie e l’assegnazione di caratteristiche unitarie a queste categorie arbitrarie genera i mostri del totalitarismo. Le persone dovrebbero capire che poco importa se il potere si schiera contro i gay o contro gli etero, ma che ciò che conta è che nessun potere possa agire contro alcuna persona in quanto appartenente a qualcuna di queste categorie arbitrarie.
    Quindi, in conclusione, non si dovrebbe “curare” nessuno, nè i gay nè chi non ama i gay, lasciando a chiunque la possibilità di crearsi una propria coscienza e punendo soltanto le azioni violente, solo se e quando ci sono, senza dar loro una spiegazione legata a presunte categorie di appartenenza.

  2. sergio Rispondi

    24 maggio 2014 at 14:39

    c’è di peggio … leggere ai bimbi il nuovo libro
    dell’ Occhetto Achille : “La gioiosa macchina da guerra”

  3. sergio Rispondi

    24 maggio 2014 at 18:48

    Il comunismo prevede l’ateismo di Stato ( chiamamolo laicismo ?)
    Il marxismo-leninismo sottolinea l’educazione atea e la propaganda anti-religiosa nelle scuole … ci stiamo arrivando ?

    Lor siore e siori Intellettuali, filosofe e professori
    … ‘Da dove vengono ? A chi appartengono ? no one was saved !’

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