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Semmai «insulto alla resistenza» è la bandiera palestinese

Polemica 25 aprileI social network sono un affare privato. Non è lecito andare a sbirciare nelle pagine di chi non è catalogato fra i tuoi contatti. Certe volte, però, i social network fanno notizia, specie se si tratta della pagina Facebook di un personaggio pubblico, rappresentante di un’organizzazione religiosa. Se non lo avete ancora capito, stiamo parlando di Davide Piccardo, coordinatore del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano (Caim). Una nostra vecchia conoscenza: ne avevamo già parlato quando era entrato in polemica con Davide Romano, portavoce della sinagoga Beth Shlomo, in difesa di un relatore “un po’” integralista. Oggi è entrato in polemica di nuovo con gli ebrei milanesi e, in generale, con gli amici di Israele. Perché sulla sua pagina Facebook scrive: «Andare alla manifestazione del 25 aprile con la bandiera israeliana significa insultare la resistenza». Ah sì? Se lo chiede anche Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute della giunta Pisapia, il quale ribatte con un altro stato: «La tua sulla bandiera di Israele è una frase semplicemente terrificante». L’assessore, comunque, gioca fuori casa. E dunque si becca appena 2 like. Mentre Piccardo gioca in casa e la sua contro-risposta «Io ritengo terrificante l’occupazione israeliana…» si guadagna 48 like in pochi minuti.

Non è solo un episodio isolato. Il 25 aprile, la bandiera palestinese, assieme alle bandiere rosse di tutti i tipi (quest’anno ce n’era una addirittura del Psiup, forse presa in qualche museo) è diventata un panorama abituale. La bandiera israeliana è comparsa solo dal 2003. E non è stata una cosa facile. L’Associazione Amici di Israele l’ha introdotta assieme allo striscione della Brigata Ebraica. Seguendo quel pezzo di corteo del 25 aprile, sin dalle origini, si può assistere a tutte le fasi, calde e fredde, del conflitto mediorientale riprodotto su scala ridotta nel centro di Milano. Negli anni caldi della II Intifadah si rischiava qualche osso a sfilare sotto le bandiere israeliane ed era necessaria una pesante scorta della polizia. Solo a partire dal 2009, lasciata alle spalle la guerra di Gaza, la Brigata ebraica ha iniziato a incassare anche applausi e a vivere tranquilla assieme a tutte le altre associazioni.

Gran muftì HitlerPerché la Brigata Ebraica? Perché c’era anche quella fra gli eserciti liberatori. E l’Associazione Amici di Israele l’aveva introdotta nella manifestazione del 25 aprile proprio per testimoniarlo: «noi eravamo fra i liberatori». I contestatori, troppi per elencare tutte le loro argomentazioni, hanno sempre ridicolizzato la partecipazione ebraica nella campagna d’Italia. Si trattava, in effetti, di un’unità relativamente piccola, entrata in azione nel 1944 (a campagna già iniziata) e non numerosa quanto altri corpi di spedizione “esotici” che parteciparono alla liberazione, come la divisione brasiliana, le truppe sudafricane e soprattutto il corpo polacco che ebbe un ruolo importante nella battaglia di Montecassino. Ma la Brigata Ebraica, in ogni caso, c’era. Ed era dalla parte dei liberatori, inquadrata nell’esercito britannico, reclutata fra i volontari sionisti della Palestina, che era ancora sotto mandato britannico, animata da un sincero spirito anti-fascista. Per sopravvivenza, se non altro: Hitler, se avesse messo le mani sulla Palestina (e non ci mancò molto, fino al 1942) avrebbe proseguito nel suo sterminio sistematico del popolo ebraico anche nella sua terra originaria.

Cosa ci fanno le bandiere palestinesi, piuttosto? A parte il parallelo (alquanto discutibile) dell’occupazione israeliana con quella nazista, nella Seconda Guerra Mondiale il nazionalismo palestinese era rappresentato soprattutto dal Gran Muftì di Gerusalemme, zio di Yassir Arafat. E da che parte stava? Con i nazisti. I documenti più recenti mostrano come il Gran Muftì fosse intenzionato a collaborare con i nazisti anche in caso di una Soluzione Finale in terra palestinese (che fortunatamente non ci fu) e nel frattempo fornì truppe fresche alle SS, formando un intero corpo di SS Musulmane. Chi sta insultando la resistenza, dunque?

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di on 28 aprile 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Semmai «insulto alla resistenza» è la bandiera palestinese

  1. ultima spiaggia Rispondi

    27 aprile 2014 at 15:56

    Alcuni dicono che partimmo alleati con i tedeschi e tornammo “vincitori” con gli angloamericani. Altri insinuano che corremmo in soccorso dei vincitori.
    Comunque sia è una brutta storia.

  2. corrado Rispondi

    28 aprile 2014 at 07:58

    Anche per questi motivi la storia andrebbe valutata in modo più obiettivo e non fazioso. Forse sarebbe bene riscrivere molti libri, e insegnare la storia come effettivamente è stata, e non interpretarla a favore delle proprie idee. Peccato che la sx, come al solito, non lo capisce.

  3. Liberalista Rispondi

    28 aprile 2014 at 20:23

    Che poi i comunisti, che hanno ucciso nei gulag (e con altri sistemi) circa 10 milioni di ebrei (più altri 90 milioni di uomini, donne e bambini in tutto il mondo), non so come possano essere giudicati anti-fascisti…
    E queste manifestazioni di intolleranza dimostrano la loro vera natura. Gli unici ebrei che sopportano sono quelli morti. Tristezza assoluta.

  4. yona Rispondi

    29 aprile 2014 at 00:35

    la resistenza è un falso mito (nelle proporzioni) di cui ci si è convinti in italia per ripulirsi la coscienza e riscrivere la storia..a roma gli ebrei stavano nel colosseo ben prima dei cristiani.. in italia è stato inventato il ghetto..l italia e gli italiani hanno partorito il fascismo..rode aver collaborato a liberarsi degli ebrei e vedere che gli ebrei hanno contribuito alla liberazione di un paese che se ne voleva disfare..rode veder sventolare una bandiera di una paese di immigrati che lotta ogni giorno per sopravvivere e vince, la bandiera di davide che piccolo piccolo vince lo stesso contro tutti e tutto..rode veder sventolare una bandiera che rappresenta libertà su un suolo dove la “razza superiore” la libertà agli ebrei e non solo l ‘aveva tolta

  5. yona Rispondi

    29 aprile 2014 at 00:42

    poi dovrebbe essere un insulto sventolare bandiere di organizzazioni terroristiche quali il fronte popolare per la liberazione della palestina

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