Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Ode del low cost, l’unico volo democratico e trasversale

Low costSe partire è un po’ morire, partire con un volo low cost è anche un po’ soffrire. E non per gli spazi ristretti e i cabin luggage stipati sopra le teste e sotto i sedili, in fondo si tratta di tratte a corto raggio e un metrò all’ora di punta ci riserva di peggio: nemmeno un posto a sedere riservato.

La sofferenza nasce dalla constatazione che questi autobus alati riescono a essere più efficienti e puntuali delle compagnie “di bandiera” e soprattutto a far quadrare i bilanci nonostante i prezzi ridicoli. Per una Swissair che fallisce a causa di un management maldestro c’è un’Alitalia agonizzante a causa di tutto, dai problemi sindacali alle ruberie di ordinanza. Insomma, la bandiera non garantisce più un bel niente, salvo l’appartenenza alla squadra del cuore. E quando viaggi su un velivolo apolide con la sede legale in un Paese, il call center in un altro, l’acquisto dal computer di casa tua, e le 5 hostess di 5 Paesi differenti gentili e sorridenti come se in vacanza ci andassero loro, ti vien voglia di fondare uno Stato per regalare la patria a queste compagnie sbandierate: un Easy-Land dove low cost siano anche le tasse, e non solo quelle aeroportuali.

L’unico neo di queste compagnie sono i passeggeri, quelli che si lamentano. Nelle condizioni da approvare prima di accedere al pagamento dovrebbero aggiungere che a chi si azzarda a lamentarsi prima, durante, e dopo il volo, verrà addebitata la differenza di prezzo con la business class di un volo di bandiera qualsiasi. Solo allora il rompiballe potrà esercitare i suoi diritti. Anche i ritardi avvengono a causa dei passeggeri. Quando una gita scolastica si siede ovunque scambiando l’aereo per lo scuolabus e arrivano i titolari del posto numerato, spostati tu che mi sposto io, ecco che il decollo slitta di 10 minuti. Per non parlare di chi si presenta all’imbarco con la valigia eccedente le misure consentite, rispedito di corsa in biglietteria. E fanno bene a fargli pagare un bagaglio in stiva il doppio di un volo andata e ritorno: il giusto prezzo per il disagio causato a chi fa i salti mortali per stipare tutto in un valigino e i salti sopra per riuscire a chiuderlo. Quando poi all’imbarco sono in fila ordinati e pazienti, basta un niente a spazientirli: il sorpasso degli “speedy boarding”.

Cavolo ve ne frega, compratevelo anche voi il beneficio! Un supplemento di pochi euro per non stare in piedi mezz’ora nel finger o sulla scaletta dell’aereo, e per godersi lo spettacolo degli ultimi arrivati che sgomitano per infilare le valigie nei pochi buchi rimasti. Quanto ai posti, trovatelo un volo dove i posti davanti, i primissimi, quelli dietro la cabina pilotaggio, quelli statisticamente più sicuri dovesse cadere l’aereo, non corrispondono a una first o business class e si possono avere con un’altra manciata di euro di supplemento. “Queste compagnie ti attirano col prezzo basso, poi a forza di supplementi il prezzo raddoppia”. Sono quelli che vorrebbero l’aereo socialista reale, nessun privilegio per tutti, quelli che su un volo “di bandiera” pagano il catering anche se digiunano, che pagano la stiva degli altri anche se viaggiano col bagaglio a mano, che pagano la mascherina anche se non dormono. Ma tutti felici e contenti di non pagare supplementi. Le hostess sono un altro mistero. Se per un bicchier d’acqua sul volo Alitalia suoni tre volte e l’espressione della hostess ti fa sentire in colpa se hai sete, sui voli low cost offriresti tu da bere alla hostess che corre avanti e indietro come una forsennata vendendo di tutto e di più compresi i biglietti della lotteria. “Si riposi un attimo, signorina, le offro un caffè”.

Ma chi viaggia in low cost? Da volo sovranazionale, democratico e trasversale, un po’ tutti. Compreso il diplomatico che sorpassa la coda perché abituato alla corsia preferenziale nella compagnia di bandiera, e che qui viene rispedito in fondo alla fila. E se già ci stava simpatica la low cost, questa è la sua apoteosi! La bandiera della giustizia.

 

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 1 aprile 2014. Filed under Intraprendente on the road. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Ode del low cost, l’unico volo democratico e trasversale

  1. タープ Rispondi

    20 luglio 2014 at 22:23

    watch was too simple in the past, but now its nearly impossible

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *