Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Fango sul referendum veneto

Arrestati ventiquattro indipendentisti, gli indagati sono cinquantuno. Ora il tentativo mediatico (e non solo) è di schiacciare le istanze e i diritti di un popolo sotto l'esaltazione di pochi. Ma i Serenissimi non sono il Veneto

manette veneto“Blitz dei carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale, è l’unico organo investigativo dell’Arma con competenza sia sulla criminalità organizzata che sul terrorismo, ndr) contro un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto varie iniziative, anche violente per ottenere l’indipendenza del Veneto, e non solo. Ventiquattro gli arresti in corso di esecuzione da parte dei militari in varie regioni, su ordine della magistratura di Brescia”. Questo il primo dispaccio Ansa diffuso alle 6 e 41 di questa mattina: il preambolo dell’operazione che vede anche 51 indagati. I reati contestati sono il 270 bis e il 110 del codice penale, che punisce rispettivamente coloro che vengono giudicati colpevoli di “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico” e chi “concorre nel reato”. Pena prevista dai sette ai quindici anni di reclusione per chi “promuove, costituisce, organizza o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o eversione dell’ordinamento democratico”. Dai cinque ai dieci per chi, invece, è reo di aver “partecipato a tali associazioni”. Tra i fermati nomi noti dell’indipendentismo veneto: Lucio Chiavegato, “il comandante” della Life (Liberi Imprenditori Federalisti Europei), già leader del partito Veneto Stato, recentemente portavoce del Comitato 9 Dicembre (i cosiddetti “Forconi Veneti”) che aveva abbandonato non più tardi della scorsa settimana per ritornare a seguire la strada indipendentista. In compagnia di Patrizia Badii, sua fedelissima. C’è poi Franco Rocchetta, fondatore della primissima Liga Veneta, tornato alla vita politica il 21 marzo scorso quando, sul palco di Plebiscito 2013 a Treviso, aveva tenuto un discorso a sostegno del percorso referendario. Infine Luigi Faccia e Flavio Contin, che condividono oggi gli stessi capi d’accusa che gli furono imputati nel 1998 quando, insieme agli altri sei “Serenissimi” (il braccio operativo del Veneto Serenissimo Governo), nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1997, occuparono piazza San Marco a Venezia, issando sul campanile il gonfalone Veneto. In quell’occasione furono iscritti i reati di attentato all’unità dello Stato, banda armata e, diversamente da oggi, quello di interruzione di pubblico servizio (relativo alle trasmissioni Rai). Tutti assolti in secondo grado e in Cassazione, Faccia fu condannato con il defunto Bepin Segato a diversi anni di reclusione (il primo a 5 anni e 3 mesi per tutti i reati iscritti, il secondo a 3 anni e 7 mesi complessivi).

Una vicenda, quella di oggi, che non trova in comune con l’azione dei Serenissimi solo i due partecipanti: c’è la presunta emulazioni di quanto accadde 17 anni fa a ridosso della ricorrenza del bicentenario della caduta della Repubblica Serenissima, con l’aggravante del “ricorso a metodi violenti e all’insurrezione popolare” come dichiara il procuratore di Brescia Tommaso Buonanno. Non solo le armi confiscate durante le perquisizioni dei Ros (di cui non è stata specificata la destinazione d’uso), ma soprattuto il ricorso alla creazione e al presunto utilizzo del “Tanko”, il mezzo cingolato simile ad un carroarmato che fu usato già dal braccio operativo del VSG nel 1997, e che rappresentava la principale “prova di accusa” verso i Serenissimi. Ma anche l’aggetto dell’assoluzione da parte della Corte di Cassazione della sentenza del 2011: “L’organizzazione era strutturalmente non idonea al perseguimento dello scopo eversivo, data l’assoluta carenza di disponibilità strumentali che tale programma potessero attuare”. Quel Tanko era stato considerato un “rudimentale veicolo lanciafiamme” che non avrebbe potuto nulla di più di azione meramente dimostrativa. Al contrario di quello sequestrato stamane all’alba che, sempre secondo la procura, avrebbe potuto essere “oggetto di azioni violente ripetute”.

Il procuratore Tommaso Buonanno esclude, per il momento, l’affiliazione del presunto movimento eversivo “Alleanza” (in un primo momento “Brescia Patria”) con altri movimenti e partiti, come Lega Nord e Plebiscito2013, quest’ultimo oggetto di attenzione da parte dei giornalisti presenti in conferenza stampa per i diversi nomi che compaiono sia nell’inchiesta che tra gli sponsor della piattaforma referendaria rappresentata da Gianluca Busato, immediatamente intervenuto con una dichiarazione stampa: «Apprendiamo notizie che stanno già assumendo i connotati del ridicolo e dell’indecenza, a proposito di arresti di patrioti veneti – dice Busato – Sono questi gli ultimi rantolii dello Stato italiano criminale, ladro e violento. Lo Stato italiano ha perso la testa di fronte al processo democratico e pacifico in corso che ha visto l’89,10% di 2.360.235 di veneti votare sì all’indipendenza della Repubblica Veneta. Prepariamoci per una mobilitazione di Popolo, civile, composta, pacifica e democratica a sostegno della Repubblica Veneta».

Solidarietà da buona parte del mondo indipendentista, che sembra considerare l’inchiesta come “uno strumento dell’Italia per bloccare le azioni referendarie venete”. Ma non mancano le critiche, di chi accusa i nuovi Serenissimi di “gettare fango su un percorso democratico e pacifico”. E chi, più semplicemente, non condivide il “folklore” veneto: “Si rovinano la vita per una cosa del genere”. Quello che sembra mancare è la convinzione della reale portata violenta dell’azione che, le persone fermate all’alba, si sarebbero apprestate ad eseguire.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 2 aprile 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Fango sul referendum veneto

  1. Giangiovanni Rispondi

    2 aprile 2014 at 16:10

    Uno stato che opprime e destinato a soccombere.
    W . S. M. .

  2. adriano Rispondi

    2 aprile 2014 at 17:38

    Era prevedibile.”Eversione dell’ordine democratico” sono parole che possono avere il significato che si preferisce.Purtroppo pensare che una questione come la secessione di una regione sia una questione semplice è un errore politico.Se un referendum non è codificato e regolamentato ognuno lo può interpretare a piacere.Non ci sono scorciatoie.Chi crede nell’indipendenza costituisca un movimento che ponga il problema come base del programma,si presenti alle elezioni regolari e se otterrà 89% di voti potrà a buon diritto pretendere di costituire un nuovo stato.Altrimenti temo che tutto si risolva nei soliti canovacci da commedia dell’arte che possono divertire o far piangere ma non risolvono nulla.

  3. sergio Rispondi

    2 aprile 2014 at 20:04

    ” Freedom is not free ” – ( US President Barack Obama )

  4. gianni Rispondi

    3 aprile 2014 at 07:38

    Quando un popolo non si ribella ai soprusi, diventa succube e complice della dittatura. In Italia la sinistra, appoggiata dal dittatore Napolitano, ha imposto la sua dittatura e per difendersi colpisce anche le opinioni. Per fare questo, ovviamente, ha asservito una magistratura imbelle, che spadroneggia e tutela i dittatori. Chissà perché i “magistrati” lasciano ai…domiciliari i delinquenti stranieri, rei di stupri, rapine, omicidi, spaccio eccetera e ARRESTANO chi si oppone a questo stato di cose. Come vorrei essere suddito di un governo Absburgico e non schiavo di un governo borbonico.

  5. pippo Rispondi

    3 aprile 2014 at 12:20

    Che grandissima stronzata. La giustizia lentissima adesso e’ una scheggia. I giudici dovrebbero essere bersaglio di gogna popolare. Fanno a dir poco skifo nella stragrande maggioranza dei casi.

  6. paolo Rispondi

    4 aprile 2014 at 18:45

    ma si dai è così bello essere uniti e pagare tasse a manetta e gli stipendi di napolitano

  7. Stefano Rispondi

    4 aprile 2014 at 19:05

    “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci” diceva il Mahatma Gandhi, uno che di sfide impossibili se ne intendeva… avanti così, siamo già alla terza fase.

  8. Fil de fer Rispondi

    21 marzo 2016 at 10:52

    Scrivo solo adesso e in Veneto naturalmente.
    Dopo la buriana dei aresti, i titoloni dei giornai e l’inevitabile scarcerasion dei Serenissimi l’italia de quei quatro scalmanadi de fascisti neri e anca rossi che se trova a roma e in qualche tribunal tuto xe finio come doveva essa.
    A dicembre xè stado fato un ricorso a Strasburgo contro l’italia parchè no xè pì un paese demcoratico, dove con la scuxa dell’art.5 no se pol far referendum e anca parchè semo vessadi da decenni con tasse inverosimili e da Equitalia che de equo no la gà proprio gnente.
    A roma no i se nacorxe che iè lori i sovversivi, ie lori che iè devendati dei tiranni e ia messo su un regime belo e bon.
    Fioi Veneti stè tranquilli che l’italia la stà ritando i’ultimi. La gà diverse flebo dall’Europa e dalla BCE, ma finirà anca quele e dopo vegnarà finalmente la morte de uno stato deventado insoportabile e mafioso par dirla tuta.
    WSM

  9. Pingback: Veneto, chi ci crede fino in fondo all’autodeterminazione? Lo stravagante referendum | L'Indipendenza Nuova

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *