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Terrorismo (fiscale) di Stato

L'Agenzia delle Entrate chiederà a ventimila italiani di dimostrare di non essere evasori. Tutto merito del redditometro, del clima da caccia alle streghe e, soprattutto, dei nostri diritti maciullati

Terrore fiscale 17Lo sguardo diffidente con cui ci si avvicina alla cassetta delle lettere è una delle cose che non vorremmo ma accomuna buona parte del paese. Non ci si abitua mai allo scoramento con cui si acciuffa la bolletta del gas. Poi, la tachicardia che ti prende leggendo sulla busta “Agenzia delle entrate” (per non dire “Equitalia”) dichiara che siamo vittime di una persecuzione e di una campagna di terrore.

Oltre ventimila contribuenti italiani riceveranno nelle prossime ore la circolare 6/E. Non sapete cosa sia? Noi la diciamo così: è la lettera con cui l’Agenzia delle Entrate vi obbliga a dimostrare che non siete dei ladri, detti anche evasori. Lo fa secondo i criteri del redditometro, violenza con cui Roma (Monti grazie, grazie ancora) stabilisce che il principio di innocenza è carta straccia. Ovvero: non sono le istituzioni a dover dimostrare che non delinqui, sei tu a dover provare il contrario. Quindi augurati di aver tenuto tutti gli scontrini degli ultimi anni – tanti – e di non avere cose lussuose tipo un cane o giù di lì, ché altrimenti sei considerato un benestante. E se non lo sei secondo i loro parametri e non hai mezzi per dimostrarlo (la logica non vale, spiacenti) sei evasore. L’evasore, per chi non lo sapesse, è quella figura macabra e sporca di delinquenza parassitaria. Lui, l’evasore, è un po’ il Male. Mentre lo Stato che impone tasse insostenibili è il persecutore del bene, autorizzato a mettere in piedi un’Inquisizione schiaccia regole e diritto.

La missiva quindi obbligherà chi la riceve a giustificare possibili incongruenze, oltre i 20 mila euro, tra redditi dichiaratispese realmente sostenute. Loro incrociano i dati, relativi al 2009. E in bocca al lupo, perché poi, se non vi presentate all’incontro “l’ufficio dell’agenzia potrà ampliare le indagini per meglio appurare la situazione ed irrogare la conseguente sanzione”. Insomma, ci considerano degli evasori, tutti, e da tali ci trattano. Mentre i ladri sono altri, i ladri sono loro.

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di on 17 marzo 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Terrorismo (fiscale) di Stato

  1. Armando Rispondi

    17 marzo 2014 at 19:52

    Eh si la storia si ripete e l’inquisizione ritorna non avremo le rastrelliere su cui stenderci con il fuoco sotto per farci parlare ma l’inquisizione e’ li ,da Tremonti in poi il dagli all’untore e’ verbo per questi che non sanno più dove prender soldi per pagarsi gli stipendi.Mettiamo al rogo l’evasore.Ma quando ci avranno fatti scappare tutti i loro stipendietti chi li pagherà ?

  2. egenna Rispondi

    18 marzo 2014 at 05:31

    Solo in italia si deve dimostrare di non essere evasore,nei paesi civili e con un’amministrazione pubblica che funziona e non è slandrona,burocratica e surdimensionata,se sei evasore, lo stato viene e ti chiede il dovuto.
    Siamo venditori di materassi (con buona pace per i veri venditori)e pretendiamo fiducia e rispetto dagli altri.
    Non finirò mai di ripeterlo,la rovina dell’italia sono : i cattocomunisti( vedi pd e accoliti,i sindacati e la maggistratura che fa politica.

    IL pesce puzza sempre dalla testa.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    18 marzo 2014 at 11:35

    A parte il fatto che le “tasse” si pagano in cambio d’un servizio, mentre le “imposte” sono un prelievo coercitivo (rapina legalizzata) per pagare i debiti della pubblica amministrazione (lavativi, assenteisti, francazzisti, ladri, caste e privilegi vari), il “redditometro”, in questo momento di crisi, rappresenta il colpo di grazia per l’economia. Adesso anche chi ha soldi avrà il terrore di spenderli.

  4. Roberto Rispondi

    18 agosto 2014 at 20:55

    Una breve storia: cambio lavoro ed essendo molto ignorante in materia fiscale e fidandomi delle amministrazioni delle due aziende non mi rendo conto di essere sottoposto a tassazione separata e a farla breve devo dei soldi allo stato. 3500 euro di cui 2500 di tasse e il resto di furto legalizzato. Scelgo la rateazione e mi porto vicino alla scadenza, faccio casino con l’F24 insomma pago ma in ritardo la prima rata. Ho dovuto quindi pagare in tutto 7000 euro. Questi sono furti legalizzati, non si può applicare questa tagliola chi ha deciso così, verso persone normali che non hanno entrate che da loro stipendi dipendenti, merita di essere frustato sulla pubblica via. Se questa è stata la volontà di qualcuno credo che andrebbe davvero punito. Ma gli italiani accettano queste cose? Magari chi ha deciso ha rubato milioni di euro. Non se ne può più di questi disgustosi legulei.

  5. Ezio Rispondi

    10 maggio 2016 at 23:40

    Be…non ho parole …mi trasferisco in un altra nazione …………….. sono un artigiano che ho iniziato a lavorare da quando avevo 13 anni … Studiavo e lavoravo con mio papà ..
    Oggi ancora in Italia quando la mattina mi alzo per andare a lavorare ho la sensazione di essere braccato come un delinquente ..
    Eppure non sto rubbando .. Mi spacco la schiena e ginocchia per posare parquet..
    Dovrebbe il nostro governo premiare le imprese che oggi tengono duro e lavorano in una crisi evidente per tutti.
    Invece sembra quasi che sono contenti se chiudi attività e ti trasferisci ..
    Ero orgoglioso di essere italiano abbiamo sempre pagato le tasse rispettato le regole.
    Ma come mi ha spiegato un giudice al tribunale di torino …. La legge viene applicata solo per la gente onesta.
    Con questo concludo . E spero a un ITALIA MIGLIORE.

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