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Putin, noi e la libertà

Sarà un mio limite, ma non riesco proprio a comprendere, a incasellare in un discorso dotato di senso, l’entusiasmo di parecchi autoproclamatisi “liberali”, “nordisti”, insomma di una fetta dei mondi a cui questo giornale guarda, per Vladimir Putin. L’autocrate Vladimir Putin, l’ex dirigente supremo del Kgb Vladimir Putin, il “carrista” Vladimir Putin, l’ultimo mandarino para-sovietico, in ordine di tempo, a trastullarsi con la monomania dei carri armati sul suolo altrui.

Sarà il provincialismo inevitabile, quando si legge la realtà tragica, appuntita, quella che sa di guerra e tensioni mondiali e risentimenti storici, a partire dalla commedia che alberga nel proprio ombelico, ma davvero c’è chi, nel Nord produttivo e saldato sulla libera iniziativa, ti spaccia Putin e il “putinismo”, questa sorta di sovietismo light, come un modello a cui guardare. Matteo Salvini, anzitutto, ormai sempre più sequestrato dall’inner circle fasciocomunista che gli è stato montato attorno. «Putin risponde alla violenza con la violenza, perché l’insurrezione è stata armata e fomentata dalle democrazie occidentali», analizza il nostro, e se sostituite “Putin” con “Krusciov”, paiono pari pari le parole di qualche funzionario ortodosso del Partito Comunista nel 1956, magari Giorgio Napolitano… Morale: il capo politico della Lega Nord, partito che ha per ragione sociale la lotta al nazionalismo e al centralismo, sta col nazionalista sovietico Putin, che contempla l’autonomia dei territori circostanti la Madre Russia come carne da macello per i suoi carriarmati. Una nemesi totale, un contorcimento così definitivo che non può bastare la sola, e legittima, ragion elettorale per spiegarlo, devono essere saltate delle categorie nel gruppo dirigente che si muove attorno a Salvini, devono credere davvero che Putin sia un alfiere della libertà, nel caso potrebbero chiedere informazioni ai partiti d’opposizione russi, ammesso e non concesso esista davvero qualcosa del genere. Perfino Vittorio Feltri, il maestro Vittorio Feltri, brandisce la penna in difesa di Putin, o comunque bacchetta chi lo critica, evoca la Realpolitik e insomma ricorda che comunque l’Urss faceva di peggio… Una vittoria poco consolante, onestamente, un sicario è certo meglio di uno stragista di massa, eppure per noi rimane preferibile a entrambi la vecchia, consunta, magari perfino ipocrita (l’ipocrisia entro ceti limiti è un esercizio di libertà) democrazia liberale occidentale. Non facciamoci confondere dalle brutte carte, quando sul piatto ci si gioca la libertà. Obama non è certo il presidente che fa scaldare i cuori a dei liberisti, libertari e filo-americani come noi, anzi forse è il peggiore della storia recente nella grande democrazia al di là dell’Atlantico, ma è meglio di Putin, a Washington si è davvero liberi, si è liberi nella disponibilità quotidiana, fisica, carnale, a Mosca no, e né Salvini né Feltri ci convinceranno del contrario.

Ogni tanto bisogna guardare al di là del proprio recinto, per tornare a casa più consapevoli. Ecco, un giovane e combattivo giornale d’idee, che vuole tenere il punto sul diritto individuale, la libertà d’impresa, materiale e intellettuale, l’immersione nel mercato come bagno salvifico contro tutti gli statalismi, sta con l’Occidente, con gli Stati Uniti, perfino quelli di Obama, contro Putin. Punto.

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di on 3 marzo 2014. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Putin, noi e la libertà

  1. gastone Rispondi

    3 marzo 2014 at 21:04

    ma davvero si può pensare che Putin stia a guardare? Sono certamente dispiaciuto per ciò che accade in Ucraina..Come la vedo io gli u. s.a. forzando sulla’ Europa ,che sborsando miliardi di uro di aiuti all’Ucraina, inizia una trattativa per far entrare la stessa nell’area europea .Di conseguenza,l’Ucraina entra nella nato , così gli u.s.a. sono praticamente in casa alla Russia.Mie fantasie? fate voi..La situazione è molto delicata ,vedendo poi come si muove l’Europa nelle crisi internazionali c’è da temere.

  2. Luca Beltrame Rispondi

    4 marzo 2014 at 00:12

    Il problema di tutta questa faccenda sta nella spregiudicatezza della Russia e nell’idiozia occidentale che come sempre non sa vedere al di la’ del proprio naso: cosi’ come l’inverno arabo (mi rifiuto di chiamarlo “primavera”), qui non ci sono buoni e cattivi: sono tutti dalla parte del torto, tutti e nessuno escluso.

  3. giovanni conti Rispondi

    4 marzo 2014 at 03:09

    dati per scontati tutti i difetti di Putin, c’é qualcosa che non quadra in tutti gli appassionati discorsi in difesa dell’Ucraina che si sentono in questi giorni. Se é diritto degli ucraini che non si sentono russi scegliere la loro strada in autonomia, perché i russi della crimea non hanno gli stessi diritti?

  4. adriano Rispondi

    4 marzo 2014 at 14:50

    Va bene ma sarebbe meglio limitarsi ai fatti attuali.A me risulta che l’odiato Yanukovich sia stato regolarmente eletto nel 2010 e doveva stare dove era fino al 2015.In democrazia si sostituisce il capo con le elezioni non con le bombe molotov.Quindi Yanukovich aveva ragione.E’ passato al torto quando e se ha ordinato di sparare sulla folla.Anche il sig. Putin ha ragione quando parla di colpo di stato.Poi ha avuto la brillante idea di usare le armi e dalla ragione è passato al torto.Non serve complicare.Se si vuole il problema è semplice.Si spinga il pulsante di reset.L’amato Yanukovich torni al suo posto fino al termine del suo mandato,risponda per i suoi eventuali crimini in base alle leggi vigenti e tornino al loro posto le truppe di Mosca.E si dia la parola ai cittadini su tutto quello che si vuole ricordandosi però che tutti debbono poi rispettarla.

  5. Marco Beltrame Rispondi

    4 marzo 2014 at 16:12

    Benissimo non fidarsi di Putin. Ma guardare agli Stati Uniti come (in teoria, non certo per Obama) come un modello per essere liberali…Decisamente no.

  6. Paolo Rispondi

    8 marzo 2014 at 21:53

    L’ucraina è sempre stata divisa tra ucraini e russi.non è giusto che solo i filo occidentali decidano per tutti e che quindi quelli della crimea si stacchino e si avvalgano della autodeterminazione quindi caro intraprendente la lega è solo coerente. i russi vi sono antipatici solo perché non hanno hollywood!

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