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L’immoral suasion del Re della spesa pubblica

Napolitano incarna il conservatorismo, lotta perché la spending review non sia netta e guarda al passato. Questo gli viene concesso da una Costituzione arcaica, che va cambiata. Subito dopo di lui

Napolitano reChecché ne dicano le vestali della nostra Costituzione, essa, oltre ad essere arcaica e superata, presenta anche molti punti non chiari. Uno di questi concerne il ruolo e i compiti del Presidente della Repubblica. Luigi Einaudi ne dette un’interpretazione abbastanza estensiva, ma in seguito, man mano che il regime partitocratico cominciò ad avvolgere come una piovra i suoi tentacoli sull’Italia, il Presidente diventò sempre più un notaio. Negli ultimi decenni, in corrispondenza con la crisi della Prima Repubblica, il Presidente è diventato parte attiva del gioco politico. Potremmo anche ammettere che ciò ad un certo punto era necessario, ma, ora che finalmente la politica ha riconquistato un suo ruolo, sarebbe opportuno che il Presidente facesse molti passi indietro e soprattutto misurasse con più accortezza le conseguenze dei suoi discorsi. Soprattutto in considerazione del fatto che siamo in un periodo di riscrittura delle regole e che, in vista di questo fondamentale obiettivo, si è creata una maggioranza che supera quella governativa.

Particolarmente inopportuno, anzi deleterio, è stato sicuramente l’intervento di Giorgio Napolitano a commento della presentazione del piano di spending review, fra l’altro molto timido e molto parziale, realizzato da Cottarelli. Dire che i tagli non devono essere immotivati in un momento così delicato della lotta politica in Italia può avere effetti veramente frenanti sul tentativo di rinnovamento radicale e di superamento della crisi da parte del nostro Paese. Un tentativo che, non potendosi non fondare su una ripresa della crescita economica, deve partire necessariamente dal taglio della spesa pubblica da parte di uno Stato grasso e inefficiente. Sia ben chiaro, qui mi pongo in una prospettiva che non considera la distinzione fra destra e sinistra, facendo mia l’analisi fatta da Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere: credo anche io che oggi la partita politica che si gioca in Italia è fra i fautori del cambiamento e quelli della conservazione (di privilegi essi sì immotivati). Si tratta di due partiti trasversali, come ha dimostrato ad esempio l’asse che di fatto che si è creato nei giorni scorsi fra certo mondo industriale (non quello sano che è e continua ad essere la maggioranza) e il sindacato camussiano. Ora, ritornando al discorso di Napolitano, ricordiamo che in questi anni ci siamo sentiti ripetere, spesso a sproposito, che le parole sono pietre. E diventano massi, possiamo aggiungere, se a pronunciarle sono, nel momento sbagliato, le persone che sul potere della parola, la cosiddetta moral suasion, fondano la loro forza. Ma forse, siamo noi ingenui a pensare che Il Presidente debba essere super partes, badare agli interessi generali del Paese. Anche questo intervento, probabilmente, si inscrive nell’ambito di un assist a quel Partito Democratico che, almeno per metà, nel nome di Berlinguer, guarda al passato e non al futuro. Un gioco che rischia di costare davvero molto caro al Paese.

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di on 30 marzo 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a L’immoral suasion del Re della spesa pubblica

  1. Mirko Rispondi

    29 marzo 2014 at 12:27

    Ma di quale parte ci parla l’ottimo Ocone,uno che ha giocato l’intera partita della sua vita con ruoli di capocannoniere da sempre e per sempre pensate possa cambiar maglia?Ed inoltre la sua visione politica e del mondo economico, oggi devastato, può modificarsi dopo un radicamento all’ideale comunista consumato in tutta la vita ed i tutti ruoli?No, mettiamoci tranquilli questo non è nelle corde di Napolitano ed il problema continua.

    • gastone Rispondi

      29 marzo 2014 at 22:50

      concordo

  2. egenna Rispondi

    30 marzo 2014 at 09:00

    Vergognoso,per rilegittimarsi è passato da Mosca a Washington in un battibaleno,un salto della quaglia degno del miglior cattocomunista.

  3. Fundamental principles of the watch that anyone can make use of starting off today.

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