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Lettera di “piccolo” (non evasore) alla Camusso

Alla Cigl va bene tagliare le tasse ma solo per i dipendenti, mentre ridurre l'Irap rischierebbe di «favorire gli evasori». Come dire: potrebbero esserci dei brogli, aboliamo del tutto le elezioni. Ovvero idiozie ideologiche sindacali

Cgil leftist trade union leader SusannaSecondo la Camusso va bene tagliare le tasse ma solo sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Mentre non si devono tagliare le tasse per negozianti, imprenditori, partite iva e lavoratori autonomi, quindi non si deve tagliare l’Irap. E perché mai, di grazia? Perché – ha spiegato la Camusso – altrimenti si rischia di «favorire gli evasori», che «spesso si nascondono» tra i lavoratori autonomi, specie tra quelli che dichiarano redditi bassi.

Si potrebbero commentare in molti modi queste dichiarazioni farneticanti, che trovo surreali nel Paese con le tasse più alte del mondo, e che sottendono peraltro una visione alquanto grossolana del fenomeno dell’evasione in Italia (per esempio, tra le tante cose: se consideriamo non l’Italia nel suo complesso ma la sola Lombardia la percentuale di evasione nelle piccole imprese è probabilmente inferiore alla media tedesca e francese, nonostante un livello di tassazione molto più alto: per capirci).

Ma al di là di questo, il punto è: il Parlamento stabilisce i tributi e l’entità dei tributi, poi il compito di riscuotere i tributi e scovare gli eventuali evasori spetta ad altri enti (Agenzia delle Entrate, Equitalia), enti che peraltro operano in forme e in modi alquanto discutibili, ma questo è un altro discorso. Altrimenti, al di là dei contenuti e seguendo il puro filo logico del ragionamento della Camusso, si potrebbe dire: dato che ci sono dei lavoratori dipendenti che si fingono malati per giorni o per settimane e truffano l’azienda per cui lavorano con l’aiuto di medici compiacenti, allora per evitare di “favorire i finti malati” stabiliamo che l’assenza dal lavoro per malattia è vietata o comporta la perdita totale dello stipendio per i giorni di assenza dal lavoro. Ovviamente non funziona così, funziona che le leggi stabiliscono la possibilità di assentarsi dal lavoro per malattia con una copertura economica, dopodiché ci possono essere degli accertamenti e dei controlli da parte delle Asl o dell’INPS per scovare eventuali finti malati.

Naturalmente la Camusso si dispererebbe sentendo il ragionamento sui “finti malati”. Ma la sua argomentazione contro il taglio dell’Irap ha la stessa, identica struttura logica: se all’interno di una certa categoria o insieme di cittadini alcuni cittadini non rispettano le regole, allora non si deve concedere a quella categoria un dato beneficio per evitare che a beneficiarne siano anche coloro che non rispettano le regole. Che razza di ragionamento è? È un po’ come dire: siccome potrebbero esserci dei finti poveri che si servono nelle mense della Caritas, allora invitiamo la Caritas non a fare dei controlli per scovare gli eventuali finti poveri ma a non distribuire più pasti gratuiti a nessuno. O anche: siccome ci possono essere dei brogli elettorali, anziché fare dei controlli per scoprire i brogli aboliamo del tutto le elezioni. Gli esempi sono infiniti, divertitevi pure a costruirne degli altri. Ecco, me ne viene in mente uno: siccome tra i sindacalisti ce ne sono alcuni (molti) che dicono cretinate e fanno ragionamenti che non stanno in piedi e non rispettano né le regole del buon senso né le regole della logica, allora la smettiamo una volta per tutte di starli a sentire?

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di on 17 marzo 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Lettera di “piccolo” (non evasore) alla Camusso

  1. FEMINE Rispondi

    15 marzo 2014 at 19:56

    Come un tristo ritornello sento ripetere la solita solfa che chi fa impresa è, per definizione, evasore e che questo originale Paese si organizza , si gestisce ed eroga servizi (!) quasi unicamente perché la categoria dei dipendenti “paga tutte le tasse” e quindi, cribbio, mantiene anche i ladri di cui sopra. Lasciamo fuori dal discorso che non si tratta di probità e onestà civile insita nella gloriosa categoria ma di sistema statale di imposizione alla fonte che identifica, in forza di legge, il datore di lavoro quale “sostituto” in nome e per conto del fisco. E queste somme (tributi e tasse) che transitano nella busta paga nella voce sinistra “trattenute” non vengono giù dal camino…il solito datore di lavoro, insieme a ciò che (poco) va in tasca al dipendente, deve “far sù”, con la propria attività, anche questi soldi…e quando non potesse quadrare i conti c’è sempre Equitalia che lo mette alla fustigazione…

  2. Luigi Rispondi

    16 marzo 2014 at 09:06

    Questa potentissima colma di non conoscenza d’ impresa e di quanta fatica si faccia oggi a pagare un dipendente in Italia continua far danni nell’inutilità del suo esistere.Il sindacato ,quello vero,ha perso il ruolo di conciliazione sulle linee aziendali e serve solo a proteggere e perpetuare loro stessi da qualche parte(abbiamo casi di 1 sindacalista ogni 5 dipendenti).Se Renzi continuerà a seguire costoro ne verrà massacrato.

  3. sergio Rispondi

    16 marzo 2014 at 09:54

    Orenove/5. Un miliardo dallo Stato, ecco il conto dei sindacati
    (assolutamente da non perdere !)

  4. kkkorione Rispondi

    16 marzo 2014 at 11:57

    cazzo ma un esame psicoattitudinale non glielo ha mai fatto nessuno? Adesso basta con quasta!

  5. cristiano Rispondi

    18 marzo 2014 at 22:38

    riguardo ai dipendenti pubblici (e non) che fanno il 2° lavoro in nero non sento mai parlare…ah gia,l’evasore ,unico e infido é l’imprenditore(che sostiene questi sindacati parassiti).Quindi cornuti e mazziati.Brava sig.ra Camusso,lei si che ha una mente eccelsa e attuale!!!

  6. group did Rispondi

    20 luglio 2014 at 22:19

    Too many compliments too little space, thanks!

  7. going Rispondi

    20 luglio 2014 at 22:21

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