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La chiamano coraggio

Donna coraggioCi sono storie che odorano di vita. Quando un’esistenza profuma di coraggio non puoi non raccontarla. Questa è la favola di chi non ha conosciuto strade spianate, per questo meritevole di essere raccontata. Il racconto inizia con un sorriso carico del sole di una terra che resta nel cuore e con un treno, quello che porta in un Nord lontano e solitario. Dove le battaglie sono tue, solo tue, se nel raggio di mille chilometri non c’è luogo che tu possa chiamare famiglia. E preparatevi a conoscere Mimma, una che chiamano «Puglietta» ma, credetemi, è enorme. Enorme come il coraggio di chi potrebbe arrabbiarsi con il croupier, ché le carte buone non gliele ha servite. Una famiglia zeppa di fratelli, l’onere e l’onore di essere la prima laureata di casa e tonnellate di fragile orgoglio. Quello che sa cacciare fuori solo un coraggioso. Perché lei, una manciata d’anni più dei venti, l’ha deciso che avrebbe morso il destino più di quanto lui avrebbe azzannato lei e a ogni cazzotto s’è rialzata, senza essere capace di nascondere il dolore. Senza farne piagnisteo, mai. S’è fatta infermiera e ha deciso che il suo mestiere viene svilito da un sistema desueto. E ha deciso che le cose le avrebbe cambiate, perché se non sei tu a cambiare le cose nessuno lo farà per te. Allora ha affrontato la laurea magistrale e ha vinto la sua sfida. Ma una senza santi in paradiso sa che non è mai abbastanza e oggi ha discusso la sua terza tesi, quella di un master che le è costato straordinari e fatica e stipendio. E ha il coraggio di guardare al domani, ha il coraggio di dirti che devi credere in quello che fai, a volte tacendo. E non te lo dice che le buche per arrivare dov’è erano enormi, che Milano e l’uomo non le hanno risparmiato ferite. Lo leggi in occhi allegri ma a tratti velati.

E vi chiederete perché vi racconto la storia di un’infermiera che difende il proprio lavoro con le unghie e con i denti. Vi chiederete perché Mimma oggi è importante. Lo è perché lei, con tutti quelli come lei, è l’Italia migliore, quella che vuole un’Italia migliore. Lo è perché la sua è una storia di coraggio, di un coraggio grintoso. E ancora non lo sappiamo se cambierà il suo angolo di mondo, non sappiamo se le corsie d’ospedale funzioneranno come sogna. Non sappiamo se scalfirà l’apparato né se il suo studiare tanto, senza mai lasciare i pazienti di cui spesso porta a casa le storie e l’amore, servirà. Ma su di lei io scommetto. Perché Mimma è più di se stessa. È una generazione a cui tutti dicono no ma che non molla. Mimma è quella che partita da zero s’è presa un pezzetto minuscolo d’universo per farlo proprio, imbellettandolo. E di gente come lei, per quanto vale, io ho fame.

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di on 5 marzo 2014. Filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a La chiamano coraggio

  1. Mao Rispondi

    6 marzo 2014 at 12:51

    Bellissimo Fede e, conoscendo Puglietta, verissimo! Complimenti a tutte e due

  2. estersol Rispondi

    6 marzo 2014 at 13:26

    L’articolo è davvero commovente e la protagonista è “strong”: un abbraccio a lei e a tutti i giovani motivati e corraggiosi su cui contiamo per un futuro migliore.

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