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Due cose a Befera su come si sta davvero ai tempi di Equitalia

Con le misure previste dal decreto del fare dello scorso anno, i contribuenti morosi che erano decaduti dal piano di rateizzazione per non essere riusciti ad effettuare due pagamenti potranno essere riaccolti nel piano di dilazione del debito. Secondo quanto detto dai vertici di Equitalia in commissione Finanze del Senato, i nuovi piani di rateizzazione potranno durare fino a 10 anni e verranno interrotti dopo otto mancati pagamenti e non più dopo due.

EquitaliaIl dominus di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenendo in un’altra audizione della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, ha tenuto a precisare che le nuove norme se da un lato migliorano il rapporto tra fisco e cittadini dall’altro comportano «qualche riflesso negativo sul gettito». Il passaggio della rateazione da sei a dieci anni probabilmente darà un po’ di respiro ai contribuenti italiani, ma anche qualche preoccupazione a Befera perché l’allentamento avrà «un riflesso sul conto economico di Equitalia e potrebbe creare probabilmente qualche problema nel tempo». Ma in realtà si tratta di preoccupazioni e problemi marginali, nulla in confronto a quelli causati dal fisco a famiglie e imprese. Befera ha inoltre sciorinato una serie di numeri sui risultati positivi dell’agenzia di riscossione con un passaggio da 1,5 miliardi ad 8-9 miliardi recuperati, sottolineando che «prima di Equitalia, attiva dal 2006, c’erano una quarantina di società che però non facevano procedure esecutive, quindi il cittadino che non pagava stava tranquillo e beato e non succedeva assolutamente nulla». Il problema però è che ora con Equitalia ed Agenzia delle Entrate e tutto l’apparato di riscossione non stanno tranquilli non solo gli evasori, ma anche i contribuenti onesti. Ed è in fondo questo il risultato naturale a cui doveva giungere la filosofia beferiana dell’ “incutere un sano timore” nei contribuenti. Non è forse il caso di ricordare i casi più eclatanti di terrorismo fiscale come quelli recenti della contestazione di decine di migliaia di euro all’Osteria senza oste, del pizzaiolo veronese multato con 500 euro per aver regalato due pizzette al fratello senza aver fatto lo scontrino, del barista di Bresso sanzionato con tre giorni di chiusura e 2.550 euro di multa per non aver fatto lo scontrino di un paio di cappuccini, fino a quelle più tragiche che hanno spinto al suicidio imprenditori ed esercenti.

Alle cifre di Befera si può rispondere con altre cifre. Se si vanno a guardare i dati sul contenzioso tributario si scopre che i contribuenti hanno totalmente o parzialmente ragione in circa il 50% dei casi rispetto alle contestazioni mosse da Equitalia, Agenzia delle Entrate ed altri enti pubblici. Il problema, direttore Befera, è che adesso “tranquillo e beato” non sta più nessuno, né gli evasori né i contribuenti onesti. Forse solo i dirigenti dell’Agenzia che hanno incentivi e ottengono bonus quando trovano gli evasori, ma non subiscono nessuna penalizzazione quando si accaniscono ingiustamente con chi lavora, paga le tasse e anche il loro stipendio.

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di on 21 marzo 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Due cose a Befera su come si sta davvero ai tempi di Equitalia

  1. Rosa Parbuono Rispondi

    5 aprile 2014 at 17:05

    Oltre tutto c’è tanta confusione.
    Anche per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle avrebbero dovuto dare la possibilità di pagare in più scaglioni. Inoltre sembrava ci fosse una proroga al 30 aprile o al 30 maggio invece per
    l’ennesima volta si è sperato in un rinvio dell’ultim’ora che poi non è arrivato. Con tanti disagi per tutti. Speriamo che le cose migliorino ma non mi sembra il metodo giusto. Rosa Parbuono

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