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Contro la sbornia nordista per il compagno Vladimir

UcrainaI ragazzi ucraini si ribellano al presidente corrotto e filo-russo, abbattono le statue di Lenin, rimuovono le stelle rosse. E la Russia li invade. Classico scenario di lotta fra l’Occidente anti-comunista e l’Oriente ancora comunista. Ma in mezzo a questa lotta, come ha scritto il direttore Sallusti nel suo editoriale, gli anti-sovietici tifano per Putin. Fra questi ex anti-sovietici convertiti sulla via di Mosca ci sono anche tanti libertari, anti-statalisti e anti-tassatori, persone che hanno combattuto mille battaglie contro un’Italia post-sovietica, ma che ora, all’entusiasmo per la causa di un’Ucraina libera dal comunismo, rispondono con scetticismo (quando va bene) o giustificazione degli invasori russi (quando va male). I libertari sono invisibili nella politica nazionale, ma sono indispensabile humus culturale della causa antistatalista, soprattutto al Nord. Sono stati i primi a individuare il macro-problema dell’Italia: che ci sono, in realtà, due Italie. E, dunque, se si vuole afferrare il toro della crisi per le corna bisogna, in un modo o nell’altro, separarle. Forti di questa sensibilità, anche i libertari che non si sono mai occupati di ex Urss hanno colto al volo il vero problema dell’Ucraina: che ci sono due Ucraine. Non Nord e Sud come in Italia, ma Est e Ovest. E la vera soluzione a quel problema è la loro separazione consensuale. Ecco perché molti di loro ritengono giustificabile che i russi, in questi giorni, stiano occupando la Crimea, che rientra nell’Ucraina dell’Est filo-russo. E ritengono che, per risolvere la crisi senza spargimenti di sangue, il governo di Kiev debba accettare il dato di fatto della separazione della Crimea e poi, magari, anche delle altre regioni orientali russofone. Non solo si eviterebbe la guerra, ma si contribuirebbe a risolvere il problema ucraino, anche nel lungo periodo.

Detto questo, però, va detto che i libertari nostrani commettono alcuni errori fondamentali nell’analisi degli eventi. Innanzitutto, noi siamo portati a vedere un Est ricco e un Ovest povero. Dunque siamo portati a considerare l’Est come l’equivalente del nostro Nord e a simpatizzare per la sua causa. Ma da dove deriva la ricchezza dell’Est? Sono più produttivi? Sono più creativi? No. Quella ricchezza deriva dai residui dell’industria pesante sovietica, tuttora sussidiata dallo Stato e aiutata con fondi russi. Immaginatevi 10, 100, 1000 cattedrali nel deserto. Ecco, quello è l’Est, un carrozzone post-sovietico tenuto assieme con la forza, per mantenere clientele e posti di lavoro. Sono chiaramente nostalgici del sistema di Stalin. Come ha detto bene un dimostrante pro-russo, intervistato dalla Rai, «Noi rivogliamo l’Urss! Sono 23 anni che soffriamo, adesso vogliamo che torni l’Armata Rossa!». Altrimenti sanno di perdere sussidi e posti di lavoro statali. Veniamo all’Ovest. Se l’Est è una landa desolata post-sovietica, l’Ovest è messo ancora peggio, perché era la parte agricola, è stata spogliata con l’industrializzazione e ora campa di sussidi provenienti dalle industrie dell’Est. Non è l’equivalente del nostro Sud, ma è l’immagine di quel che potrebbe essere il Nord dopo un secolo di continua rapina fiscale. Sono di origine austro-ungarica, non hanno mai digerito la dominazione sovietica e russa, hanno la testa orientata ai mercati occidentali, sono creativi. Ma hanno le mani legate. Prima di tutto perché la Russia non ha mai dato loro il permesso di commerciare con l’Occidente europeo. In secondo luogo perché l’Unione Europea, con cocciuta costanza, ha chiuso loro le porte del suo mercato, per non aver troppa concorrenza di “idraulici e badanti” dell’Est. Solo l’anno scorso l’Ue aveva finalmente aperto gli occhi e aveva offerto all’Ucraina la possibilità di un Accordo di Associazione, che permetteva il libero scambio di merci, capitali e servizi. Ma il presidente filo-russo Yanukovich, su pressione di Putin, ha chiuso di colpo la porta in faccia a questa prospettiva. È chiaro che agli ucraini occidentali sono girati i cinque minuti. E da lì è nata tutta la storia della rivoluzione e della guerra.

Adesso: si può benissimo dire che Est e Ovest abbiano teste diverse, richiedano tempi diversi di riforma e debbano essere separati. Ma con questo può essere giustificata l’invasione russa? No, per il semplice motivo che Mosca vuole tutto il territorio dell’Ucraina. Per motivi militari, economici, politici e storici, infatti, ha il terrore di veder comparire un Paese dinamico e filo-occidentale a due passi dal Cremlino. La storia degli ultimi 20 anni dimostra che sia Eltsin che Putin hanno sempre agito per un’Ucraina unita e sottomessa, con le mazzette, col ricatto del gas e adesso anche con la forza. La propaganda russa e filo-russa è bravissima a dissimulare questo intento: recita il mantra della protezione dei russi, del federalismo e della separazione consensuale. Ma anche i bolscevichi, nella guerra di conquista del 1919-1920, ripetevano di voler dare l’indipendenza all’Ucraina. E si è visto come è andata a finire. Questo è un messaggio che vale anche per i nordisti che hanno sempre la tentazione di ottenere l’indipendenza del Nord con l’aiuto russo. Quelli che danno retta solo alla campana del Cremlino. E quelli che invitano Zhirinovskij e nazional-bolscevichi vari ai loro congressi. Tutti costoro sappiano: non illudetevi, perché per ora l’Italia non è negli appetiti russi, ma se mai dovesse rientrarvi, se la papperebbero tutta intera, non solo il Nord. E la trasformerebbero in una discarica, così come hanno fatto con l’Ucraina e con tutte le altre repubbliche non ancora affrancate dalla loro egemonia. Ora mettetevi nei panni degli ucraini occidentali e meditate.

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di on 5 marzo 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Contro la sbornia nordista per il compagno Vladimir

  1. Diego Tagliabue Rispondi

    5 marzo 2014 at 08:52

    Per favore, mettete da una parte la bandiera del burattinaio: quella a stelle e strisce!

  2. Diego Tagliabue Rispondi

    5 marzo 2014 at 09:08

    Come al solito, in Fallitaglia c’è il classico campanilismo.

    Ora i leghisti (emuli di Berlusconi, “amicone” di Putin) inneggiano all’orso russo e ai piddini (ex comunisti) rode di non vedere più falce e martello a Mosca.

    Poi ci sono, a destra e a sinistra, quelli del “gombloddo del signoraggio deudonnigo”.

    Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza:

    1) Putin non è un democratico e tantomeno libertario. Ha dichiarato di non volere di nuovo l’URSS o la Russia zarista (anacronismi), ma rimane sempre e solo un autocrate, che fa gli affari suoi.

    2) Putin sarebbe “amico di Berlusconi”. Può essere, ma ha fatto costruire la gas-pipeline sotto il Baltico insieme a Gerhard Schröder.
    Memoria corta? Nel 2003 Berlusconi decise di buttarsi a capofitto nella guerra in Iraq. Dall’altra parte c’era “l’asse Chirac-Schröder-Putin”.

    3) La Timoschenko sarebbe una vera democratica, oppressa dalla dittatura filorussa.
    Peccato che la “principessa del gas” sia solamente un’oligarca, che ha cambiato un poco bandiera, ma ha sempre in mente solamente gli affari… i suoi propri.

    4) La UE, dominata dalla “Kulona”, farebbe la stessa politica di Hitler in Polonia.
    Peccato che proprio la Polonia (grottesco!) stia sbavando per mettere sanzioni contro la Russia e stia tendendo la mano agli USA per ancora più armamenti.
    La “Kulona” non domina proprio un emerito (scusate!) e la Germania avrà solo una conseguenza da questa politica servile verso gli USA: l’onere di sobbarcarsi il debito dell’Ucraina. Come se quello di Grecia, Portogallo ecc. non bastasse!
    Proprio gli osannati stamasoldi (USA) e antieuro (UK) sono i burattinai di questa crisi. A loro interessa solo di poter piazzare basi missilistiche il più vicino possibile al confine russo.

    Tirando le somme: anziché continuare a vaneggiare di “PaTania liberata con carri armati russi” o cazzate del genere, forse sarebbe meglio pensare a staccare la Lombardia dalla zavorra fallitagliota e introdurre gli standards nazionali dei vicini di casa europei, soprattutto nei settori finanza, economia, stabilità monetaria e istruzione. Orientatevi verso il D-A-CH, anziché verso USA, UK o Russia!

  3. Gianni Rispondi

    5 marzo 2014 at 10:44

    Ma lei sa di cosa parla?
    Un gruppuscolo di “pacifici dimostranti pro europa” che in realtà sono un’accozzaglia di estremisti di destra e delinquenti comuni prezzolati, abbatte, in nome di una parte della popolazione non bene definita e non consultata, un governo legalmente costituito e democraticamente eletto, minaccia di scatenare un’ondata di attacchi e persecuzioni contro un’altra parte della popolazione e poi dobbiamo meravigliarci se qualcuno non è d’accordo? Lo sa che i cosiddetti filo russi non sono necessariamente solo i cittadini russi che vivono in Ucraina ma anche una consistente minoranza di ucraini che parla correntemente il russo anche in famiglia?
    L’est non è più fortunato perché rimasto sovietico, semplicemente ci sono le miniere che hanno permesso il nascere, e il non-morire, dell’industria pesante. Yanukovic non è sicuramente un’aquila della politica ed è facilmente ricattabile dalla Russia, rovesciarlo con l’inaudita violenza che abbiamo visto (se voleva guardare) per sostituirlo con un nulla nazista non mi sembra sia una scelta lungimirante. L’EU e gli USA che hanno sostenuto questo golpe dovranno presto ringraziare Putin per aver calmato le acque e impedito un bagno di sangue. Così, tentando di screditarlo, lo avranno rinforzato.

  4. Massimiliano Rispondi

    6 marzo 2014 at 00:38

    Non posso non rispondere a Gianni.
    L’accozzaglia di estremisti: circa 100 mila persone in piazza Indipendenza che ne rappresentano almeno 20 milioni. In piazza gente di ogni tipo, anche estremisti, lo sappiamo, ma pochi, molto pochi, così come i delinquenti comuni. Basterebbero pochi minuti in internet per scoprirlo.
    Governo legalmente costituito: sì, che a una pacifica manifestazione (novembre 2013) risponde con le violenze, e che poi (febbraio 2013) per due giorni ordina ai cecchini di sparare all’altezza delle teste, facendo 100 morti presso il popolo. Sono morti anche dei deputati. Anche qui bastano pochi minuti in internet per scoprirlo. Un governo del genere sarà stato anche eletto dal popolo, ma diventa criminale.
    Putin calma le acque: sì, invadendo militarmente una parte di Ucraina. Come se la Francia, per motivi suoi, illegittimi, invadesse la Val di Susa. Ma stiamo scherzando?

    Per non parlare di tutti gli ucraini russofoni dell’est e del sud che non vogliono nemmeno sentire nominare Putin e Yanukovich. Gianni, s’informi meglio.

  5. sergio Rispondi

    5 aprile 2014 at 18:55

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