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Ci serve una politica economica con l’accetta

I primi passi del governo Renzi-Padoan vanno verso una rimodulazione della tassazione, da cui le (malsane) idee di patrimoniale. Quello di cui abbiamo bisogno, invece, è un'aggressione feroce della spesa pubblica. Tagli, tagli e ancora tagli, per abbassare drasticamente le imposte

spesa pubblicaIl dibattito sull’economia di queste prime settimane del governo Renzi è dominato da una controversia su cosa sia meglio tassare, su quali tasse possano essere privilegiate a scapito di altre, su quale maniera di estrarre risorse dal mondo produttivo possa meno danneggiare lavoro e occupazione. Da qui la tesi che sia opportuno colpire le rendite finanziarie e in generale procedere a una qualche forma di “patrimoniale”. Non c’è dubbio che alcune tasse possano essere peggio di altre, ma non è certo con tali analisi che si può immaginare di aiutare la ripresa.

Quello di cui abbiamo bisogno, invece, è un’accetta che operi tagli ormai non più procrastinabili. C’è infatti la necessità di colpire con decisione la spesa pubblica e di conseguenza la presenza dello Stato nella vita economica e sociale. È giunto il momento di capire che si sta morendo per una fiscalità alle stelle e un debito pubblico astronomico: non si tratta quindi aumentare la pressione tributaria o anche solo di rimodellarla. Bisogna invece abbassare drasticamente le tasse e il debito al contempo, ma per fare questo vanno eliminate molte voci del bilancio statale. È urgente cancellare molte uscite e snellire l’intero apparato pubblico. La nostra economia non si salva tramite un rimodellamento delle imposte, ma con una massiccia cura dimagrante delle spese. Da presidente del Consiglio, un paio di anni fa, Mario Monti chiese a Francesco Giavazzi un piano per il taglio degli aiuti alle imprese: quel governo non ne fece nulla e neppure quello successivo. Se si vuole aiutare questo sistema produttivo si inizi da lì, togliendo ogni finanziamento alle aziende private. E questo è solo il primo passo. Bisogna infatti aggredire la spesa pubblica attraverso una riduzione del numero dei dipendenti dello Stato. Ci sono interi settori che vanno ceduti o chiusi, ma più in generale bisogna ridimensionare ogni organico e aprire alla concorrenza dei privati. E finora il posto pubblico comportava inamovibilità, ora questo è inammissibile e va individuata ogni strada che permetta di avere meno Stato, e quindi meno possibilità di parassitismo, così da dare spazio a vero lavoro e a una più ampia compartecipazione alla produzione della ricchezza reale.

L’accetta dei tagli deve colpire in ogni direzione, perché ovunque è possibile fare meglio e con meno persone. Ma è poi cruciale che tutto questo liberi le forze del mercato, oggi oppresse da troppi oneri fiscali e parafiscali, da troppe regole, da troppa burocrazia e, in molti casi, anche dalla competizione sleale di apparati pubblici protetti e finanziati dalla mano pubblica. Chi pensa di riformulare la tassazione senza colpire il corpaccione dello Stato con privatizzazioni e licenziamenti non ha capito nulla della gravità della situazione, o finge di non capirla. Non vuole riconoscere che lo stesso esame sanitario non può costare in una regione cinque volte più che in un’altra, e che non si parte da qui non si va da nessuna parte.

Il fallimento attuale del nostro sistema sociale e produttivo è in primo luogo il fallimento dell’apparato pubblico, che ora va chiamato a pagarne le conseguenze assieme a quanti (i moltissimi beneficiari della sua azione) hanno goduto fino a oggi di privilegi inaccettabili. Il governo Renzi non appare minimamente attrezzato a muoversi in questa direzione, e questo significa soltanto che le difficoltà attuali sono fatalmente destinate a farsi sempre più gravi. Speriamo di essere smentiti dai fatti.

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di on 7 marzo 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Ci serve una politica economica con l’accetta

  1. francesco Rispondi

    7 marzo 2014 at 15:50

    Siamo convintissimi in tanti che il governo Renzi sia mal attrezzato soprattutto nella conoscenza dell’alta burocrazia che certo non lo vede di buon occhio ed è da tempo armata per farlo fuori. Forse però in questa totale incompetenza potrebbe esservi la chiave d’uscita…il non conoscere l’operatività dei burocrati, il loro strano pensiero vissuto da preparati, intoccabili poltronisti profumatamente pagati, e soprattutto non conoscere loro che lo additano a secchiate da giovane incompetente, potrebbe essere l’arma scatenante contro….magari una rivoluzione da quelle parti dove confidenza e confidenzialità non c’è .potrebbe succedere….mah

  2. Gabriele Rispondi

    7 marzo 2014 at 16:01

    Condivido l’articolo in toto, come sempre Lottieri si dimostra competente ed all’altezza. Per me, da libertario quale sono, l’Italia è irriformabile, e in Renzi non ripongo nessuna speranza ne fiducia. Come dice Lottieri in parte, questo paese ha bisogno urgentemente di terapie Shock alla Thatcher, altrimenti saranno dolori. Niente più bisturi e coltellini svizzeri, ma motoseghe e vangate di caperpillar nella spesa pubblica. E lo stesso dicasi per tassazione e burocrazia…

  3. ilmedicodiprovincia Rispondi

    8 marzo 2014 at 15:12

    Condividendo pienamente l’ articolo del Prof. Lottieri mi associo alle osservazioni di Gabriele aggiungendo che in Italia dovremmo avere, dimenticata(a bella posta?!), da qualche parte in magazzino attrezzi, un’ accetta ancora più drastica a detta della stessa Compianta Lady Margareth Thatcher, di quella Inglese, si tratta di un modello Martino assolutamente MADE IN ITALY del 1994, nuova di zecca, mai usata, una bomba!
    Caro Dr. Lottieri sarebbe impagabile per noi Italiani se qualcuno come Lei andasse in magazzino a prendere la scintillante accetta “vecchio” modello e lo mostrasse al pubblico, magari assieme all’ ingeniere che lo ha progetatto.

    Grazie del Suo coraggioso e costante impegno, grazie!

    MdP

  4. caruffi grazia Rispondi

    8 marzo 2014 at 17:39

    come mai tutti parlano di fare drastici tagli, e spesso, si rifanno al programma che ANTONIO MARTINO fece nel’94 per l’allora nascente FORZA ITALIA,ma nessuno, nessuno indica la persona dell’ON nonchè Prof A.MARTINO??? Lui continua nel suo lavoro alla camera, ogni tanto si espone in qualche convegno o scrive un qualche suo articolo sul suo blog o qua e la su riviste specializzate,
    molti usano le sue idee (facendole proprie,ma, non essendo farina del loro sacco le raccontano ma non sanno cos’altro farne)ma, ripeto NESSUNO che ne articola il nome, figurarsi a chiederne una qualche partecipazione attiva soprattutto in un momento del genere,per essere aiutati a trovare una soluzione che non sia scellerata come quelle che quotidianamente ci vengono servite dagli organi di comunicazione.
    di e su ANTONIO MARTINO silenzio…me lo trovate un’altro/a ? se anche voi come me non avete alternativa, mi spiegate perchè un’uomo del genere lo si tiene nascosto o nel silenzio ( che poi è quasi lo stesso)
    saluti grazia

  5. caruffi grazia Rispondi

    8 marzo 2014 at 18:05

    la THATCHER non ebbe paura a mettersi contro i sindacati, trasformò gli improduttivi in produttivi.
    oggi noi assistiamo ( io attonita)a tali e tanti di quegli sprechi !!! p.e.
    qualcuno mi può spiegare il perchè dell’uso di tante macchine blu? anche questi baldi giovani appena nominati ogni volta che escono dalla camera o senato ecco che montano in macchina con AUTISTA E GUARDIA DEL CORPO, non mi dite che sia manod’opera produttiva,avete calcolato quanti autisti e guardie del corpo ci sono in servizio ??? quanto ci costano?
    ma se noi aggrediamo il debito con la ricetta di Berlusconi primavera 2011 sempre valida ( se non si sono fregati altri beni immobili ),e,
    con i soldi degli interessi risparmiati cominciassimo a mettere mano a tutti quei lavori strutturali che da Mussolini in quà nessuno più a costruito nè mantenuto, quanti posti di lavoro?
    certo il comodo lavoro del dolce far niente di autisti o altro trasformarlo in operativo dovrà essere combattuto…
    altra cosa
    la sinistra sindacati compresi, ci ha imposto un n° esagerato di insegnanti che ci sono costati un’enormità, ed abbiamo visto nel contempo una involuzione nella qualità dell’insegnamento dal risultato degli studenti in generale…se quei soldi li avessimo usati per le strutture scolastiche che cadono a pezzi, e intanto si cercava la QUALITA’ degli insegnanti non saremmo stati meglio ?
    e la sanità?
    dal 1970 interamente in mano alla sinistra e che da qualche anno con i suoi stipendifici assorbe il 47% del bilancio solo per mantenere le ASL ? ne vogliamo parlare o sorvoliamo??
    come vedete, anche un nulla come me, ma che per vivere DEVE LAVORARE quindi sà come far quadrare i bilanci…individua i tagli,se volete posso continuare con gli enti inutili, alcuni dei quali al solo nominarli sembra di raccontar barzellette ma che non fanno ridere… insomma i pidocchi non si lasceranno eliminare tanto facilmente,perchè…VERO abbiamo Istituzioni e Politici da rivedere e che hanno fatto un gran danno in questa repubblica…ma la grande responsabilità sta nel POPOLO ITALIANO che fa finta di non SAPER VOTARE invece mantiene in vita quei partitini perchè fanno comodo agli orticelli.

  6. ilmedicodiprovincia Rispondi

    8 marzo 2014 at 18:14

    Gent. ma Sig. Caruffi faccio ammenda per non avere E S P L I C I T A M E N T E nominato il Prof. A N T O N I O M A R T I N O con ‘ enfasi che merita, ha ragione!

    p.s.
    come usiamo dire noi A.D.A.M. (amici di antonio martino)sul bel blog omonimo:

    NO MARTINO NO PARTY!

    cordialmente

    MdP

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