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Se la Hunziker vuol lo stipendio di Stato per la casalinga

«Indispensabile offrire alle casalinghe uno stipendio base e, alla fine della vita lavorativa, una pensione». La proposta arriva dall’avvocato Giulia Bongiorno. Così ancora una parla di come valutare le mansioni che svolge una donna nella sua dimora familiare.

ddSolo qualche mese fa il portale americano salary.com aveva provato a monetizzare gli incarichi portati a termine da una madre casalinga. Il suo valore complessivo si aggira sui 113.500 dollari l’anno a fronte di un totale di 94 ore lavorative a settimana. Un lavoro a tutti gli effetti, come riconosciuto nel 1995 dalla Corte Costituzionale. E al giorno d’oggi sono cinque milioni le donne che scelgono o sono portate ad occuparsi della famiglia mentre il marito lavora. Ma è ad una specifica parte di queste ultime che la proposta di Giulia Bongiorno si riferisce. L’avvocato che insieme a Michelle Hunziker ha fondato l’associazione “Doppia Difesa” parla alle donne che subiscono violenza. Un’alta percentuale di queste ultime non è indipendente dal punto di vista economico, e questo la rende più vulnerabile agli occhi del compagno, secondo statistiche raccolte da doppiadifesa.it. «La violenza delle donne si fonda su un dato – ti considero un essere inferiore», per questo motivo secondo Bongiorno e Hunziker uno stipendio aiuterebbe le casalinghe ad avere maggiore autostima e a non essere discriminate. Uno «stipendio antiviolenza» così viene definita la forma di “salario sociale” che lo Stato dovrebbe offrire, nonostante il periodo di crisi, per combattere il problema violenza. «Un tema di cui si parla solo nei salotti» mentre il numero di omicidi sale. Una battaglia importante – ancor più agli occhi di una donna – che però non giustifica la necessità di un intervento da parte dello Stato sotto forma di denaro. Convincersi che si possa eliminare la violenza sulle donne attraverso uno stipendio per casalinghe è quasi utopico. Soprattutto visto che la formulazione della proposta prevede – in caso di risposta negativa riguardo i contributi statali – che suddetto stipendio venga versato dal compagno/marito della donna. L’abusatore che paga la sua vittima.

L’avvocato Bongiorno si è anche schierato contro l’ex premier Enrico Letta definendo la scelta di aumentare le sanzioni un inutile palliativo. I problemi sono ben più seri e come la stessa dice hanno a che fare col rendere le donne «indipendenti». Insomma non può essere tutta una questione di denaro. La dignità non si ottiene attraverso salari statali e neppure “sdoganando” il termine casalingo. Quello che deve cambiare è la mentalità – cosa che fino ad oggi l’associazione “Doppia Difesa” ha portato a termine degnamente. Stalking era solo un sinonimo di «corteggiatore insistente», prima che l’avvocato Bongiorno portasse avanti la sua battaglia. E – seppur ancora lontani – un piccolo passo è stato fatto. Inserire tra le priorità dello Stato quelle di uno stipendio per casalinghe non è certo il nuovo percorso da intraprendere per risolvere il dramma della violenza.

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di on 7 marzo 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Se la Hunziker vuol lo stipendio di Stato per la casalinga

  1. mirko Rispondi

    7 marzo 2014 at 13:14

    Uno stipendietto alle casalinghe, un contributo a tutti i disoccupati, un assegnetto a tutti i giovani che non lavorano, una integrazione alle pensioni da vergogna….adesso non mi viene altro ma se ci fosse qualche altra idea mettiamola pure. A proposito di quanto decidiamo alzare ancora le tasse ….il 100% è il massimo e siamo gia’ all’82%,oppure bravi come siamo alziamo il debito pubblico di un altro 20 che va bene. E poi queste tasse chi le dovrebbe pagare il nord come sempre o si chiederà qualcosa anche ad altri?

  2. Paola Rispondi

    18 marzo 2014 at 19:07

    Sono anni che ne sento parlare, ed è vero rientra ormai nelle “varie ed eventuali” dopo le cose urgenti e non, di cui cui discutere.
    Il ruolo sociale ed il risparmio economico da parte dello stato costituiscono le due principali risorse che le casalinghe offrono gratuitamente 24 ore su 24. Quanto costerebbe un operatore domestico per lo stesso impegno?
    Quanto graverebbe sui servizi come asili, nidi, pensionati visto che si occupano anche dei loro anziani.
    Ed è semplicemente vergognoso che nulla e nessuno le consideri.
    Ma questo rientra in quella logica maschile ormai nota, motivo per cui le donne, me compresa, che si trovano in questa situazione sono assolutamente private della loro visibilità e del loro potere contrattuale con i loro compagni.e spesso ne vediamo i tristi risvolti.
    Credo che si debbai insistere nel sostenere le causa . Io ci sono.

    • FABIOI Rispondi

      30 marzo 2014 at 19:26

      SCUSA PAOLA,MA COSA VUOL DIRE LAVORO GRATUITO ?
      LE TUE SPESE PERSONALI CHI TE LE PAGA ?
      LA CASA CHE PULISCI NON CI ABITI ANCHE TU ?
      I FIGLI (SE NE HAI) DI CUI TI OCCUPI,NON SONO FORSE TUOI ?
      SEMBRA CHE LE CASALINGHE ABBIANO SOLO DIRITTI !
      POI,CON L’ECONOMIA CHE VA A ROTOLI CON SEMPRE PIU’ DISOCCUPATI,
      DOVE SI TROVEREBBERO I SOLDI ?
      OLTRETUTTO CHIUNQUE POTREBBE PRETENDERE DI FARSI PAGARE PER STARE A
      CASA,QUINDI NON LAVOREREBBE PIU’ NESSUNO E COME SI VA AVANTI?
      NON DARE RETTA ALLA BONGIORNO E ALLA HUNZIKER,LE PERSONE
      ECONOMICAMENTE PRIVILEGIATE TENDONO A PENSARE CHE I SOLDI
      PIOVANO DAL CIELO !!!!

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