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Cari D&G, ecco le scuse che Pisapia non vi farà

Alla cortese attenzione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

D&G Assolti perché il fatto non sussiste. Assolti perché, secondo le parole del pg, «una condanna penale contrasta col buon senso giudirico». Assolti perché la scelta di vendere marchi ad una società lussemburghese può indispettire ma non costituisce reato.

Ecco perché proprio oggi è giusto occupare questo spazio con una lettera a voi rivolta. È un qualcosa che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non farà mai, ma che dovrebbe essere fatto. Una lettera che poi è un tentativo, forse anche un po’ maldestro, di chiedere scusa per tutti questi mesi. Per le accuse e per non aver capito che l’indignazione che vi ha portato ad abbassare le serrande era più che giustificata. Evasori fiscali, un epiteto che vi è stato incollato ben prima della condanna e che con difficoltà un assoluzione potrà far finire nell’oblio. Il Comune potrà anche non aver bisogno di farsi «rappresentare da evasori fiscali» ma Milano ha bisogno di essere rappresentata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Due creativi impegnati tra «stoffe, modelli, modelle e ricevimenti». Inimmaginabile persino per l’accusa che voi, insieme ad altre quattro persone, foste impegnati a «gestire schemi di abbattimento fiscale». “Era così evidente” diranno tutti; anche – soprattutto – gli amanti del moralismo da due soldi. Perché nonostante Equitalia continui a sostenere ci fosse dolo nelle vostre azioni, atte a costituire la Gado, quelle indagini che vi hanno visto protagonisti non avevano nulla a che fare col denaro. Una sentenza etica – così era stata definita proprio su queste pagine – quella nella quale siete stati condannati a quasi due anni di reclusione. Volevano dare l’esempio. Mettere in ginocchio una delle più grandi aziende del nostro Paese. Volevano far capire chi comanda. Quel Comune che non chiede scusa perché «gli indignati siamo noi» quando gli unici ad averne il diritto eravate voi, che per la città avete fatto tanto e nonostante tutto continuate a fare molto. Senza grazie e senza scuse. E allora eccomi qui, a porvi le mie scuse per quanto vi è accaduto. Per le accuse e gli insulti. Perché avevate tutto il diritto di dire «fate schifo» ad un ente governativo che si abbandona ai pregiudizi, senza aver dato più che uno sguardo superficiale alla vicenda. Vi porgo le mie scuse perché in qualche modo siamo tutti D&G e quello che è accaduto a voi non dovrebbe accadere a nessun altro. Vi porgo le mie scuse perché Milano – e l’intero Paese – senza il vostro contributo perderebbe qualcosa di insostituibile. Un’eccellenza senza pretese intellettuali, che guarda alla nostra storia e alla nostra artigianalità. Un’azienda che non si piega ai repentini cambi del settore ma crea qualcosa di unico e riconoscibile. Un’immagine – quella da voi creata – che ha portato l’italianità nel mondo e che mai si sarebbe dovuta incontrare con quella di “evasore”. A nome di tutti coloro che vi hanno fatto un torto, scusa.

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di on 25 marzo 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Cari D&G, ecco le scuse che Pisapia non vi farà

  1. luigi Rispondi

    26 marzo 2014 at 11:49

    grazie per avere scritto quello che penso …..
    luigi

  2. Sergio Andreani Rispondi

    26 marzo 2014 at 13:46

    Ora il Sindaco Piscia-pia e la sua giunta scalcinata chieda scusa a questi due signori per le accuse giacobine e stupide che gli sono state rivolte.

    La prossima volta contino fino a 100 prima di fare la solita retorica sinistrina sui poveri dipendenti che pagano le Tasse per tutti.

    Ci avete stancato.

  3. Lino Rispondi

    27 marzo 2014 at 07:33

    Il bravo comunista e’ è uomo fiero e giusto e nel libretto rosso non è scritto da nessuna parte che debba chiedere scusa anche quando fa fesserie e danni.

  4. Federico Rispondi

    29 marzo 2014 at 12:58

    Condivido. E aggiungo: lo stato etico porta alla ghigliottina e noi non lo vogliamo e lo dobbiamo combattere! Un primo assaggio delle coscienze che si svegliano: il referendum on line sull’indipendenza veneta. Lombardi fatelo anche voi!

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