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Io #nonpossovotare. Neanche tu. L’ha deciso Re Giorgio

Napolitano reAh, era bello quel tempo, perché eravamo ancora giovani. Sono passati sei anni dal lontano 2008, quando per l’ultima volta, votando, scegliemmo liberamente chi ci avrebbe governato. Si giocavano gli Europei di calcio, quell’anno, e c’erano ancora le lucciole (forse). Da allora abbiamo perso, oltre alla speranza, anche la facoltà di votare, l’ultima che ci era rimasta. Sì, è vero, un’altra volta abbiamo votato. Era lo scorso anno, a febbraio, e faceva freddo. Ma non abbiamo mica deciso noi il nome del premier. No, quello lo ha nominato tempo dopo sua maestà Re Giorgio. Ha detto che Enrico era la persona giusta e che non si poteva fare altrimenti. Non gli abbiamo creduto, come gli avevamo creduto l’anno prima con Mario.

A qualcuno però poi è venuto in mente che i tempi sarebbero stati maturi per andare a votare di nuovo. Appena Re Giorgio lo ha saputo, è uscito di matto: ha detto che «servono le riforme, non il voto anticipato» (il 16 dicembre), e poi ieri – stufo di troppa democrazia – ha tuonato che parlare di voto è una sciocchezza.

A quel punto i burloni del Terzo Segreto di Satira (se volete, potete guardarli qui: #nonpossovotare) hanno fatto un video, in cui si elencano tutte le categorie di persone che in Italia non possono e non devono più andare al voto. Subito Re Giorgio ha voluto replicare e ha fatto a sua volta un manifesto delle persone che non potranno mai più andare alle urne, secondo Costituzione. Ebbene, noi abbiamo ritrovato quell’elenco, grazie a documenti segreti che ci ha passato di persona Alan Friedman, facendoci fare lo scoop del secolo.

Queste di seguito, punto per punto, le categorie cui sarà impedito il voto d’ora in avanti:

– quelli che Napolitano è troppo vecchio per fare il presidente della Repubblica;

– quelli che il presidente della Repubblica è troppo vecchio per essere (ancora) Napolitano;

– quelli che il vecchio è troppo napoletano per essere presidente della Repubblica;

– quelli che Re Giorgio si è leggermente allargato nell’esercizio delle sue funzioni;

– quelli che il presidente della Repubblica ci sta antipatico perché ha troppe macchie sul volto;

– quelli che ancora si illudono di essere cittadini, e non sudditi di Sua Maestà;

– quelli che in passato hanno votato per Berlusconi e lo rifarebbero, rei confessi e recidivi;

– quelli che in passato hanno votato Togliatti, Belringuer, D’Alema, Bersani e ora voterebbero Renzi (tu pensa che storia);

– quelli che al Colle preferiscono mari e monti (ma non Mario Monti);

– quelli che hanno votato Beppe Grillo e mo’ fanno gli antipolitici pure contro di lui;

– quelli che il voto è un diritto e pure un dovere perché così ho studiato a Educazione Civica a scuola elementare;

– quelli che fremono alle urne e trovano eccitante lo spoglio;

– quelli che hanno fatto voto di votare per sempre;

– quelli che hanno preso i voti (sacri) dopo aver preso i voti dai cittadini;

– quelli che stampano i «santini» elettorali perché hanno i santi in Paradiso;

– quelli che il voto non è un vuoto a perdere;

– quelli che si sono sempre astenuti e invece stavolta, per sfregio, vorrebbero votare;

– quelli che, senza le elezioni, non posso più imbrattare la scheda e scrivere siete tutti ladri;

– quelli che, volere o volare, io voglio votare;

– quelli che, durante la campagna elettorale, votano in città;

– quelli che, per votare in città, tornano dalla campagna;

– quelli che ce lo possono chiedere pure i mercati e l’Europa, ma io non li conosco;

– quelli che le larghe intese mi fanno venire seri principi di orticaria e di orchite;

– quelli che ancora sognano di mettere su una famiglia e un’impresa;

– quelli che è un’impresa mettere su una famiglia e un’impresa;

– quelli che le tasse non sono bellissime, e nemmeno carine;

– quelli che l’unico rigore che ci piace è quello che tirò Fabio Grosso ai Mondiali;

– quelli che austerity non sanno manco come si scrive (e noi siamo tra quelli);

– quelli che l’unica crescita che hanno visto è quella dei tassi sul mutuo;

– quelli che quest’anno il segno più lo hanno visto solo sul caro benzina;

– quelli che non ne possono più;

– quelli che si può dare di più (ma a tutto c’è un limite);

– quelli che non votano più;

– quelli che nuntereggae più.

Naturalmente alla lista vanno anche aggiunti quelli che scrivono articoli sugli italiani che non possono più votare per colpa di Re Giorgio.

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di on 13 febbraio 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Io #nonpossovotare. Neanche tu. L’ha deciso Re Giorgio

  1. nicola Rispondi

    13 febbraio 2014 at 19:03

    Ma questo incallito presidente ci crede al voto ed alla democrazia o pensa di far parte di una ristretta oligarchia che comanda su tutti? Qualcuno gli spieghi che il centralismo democratico da lui amato e praticato da queste parti non c’è.

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