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E Salvini fece sua la lotta per l’indipendenza veneta

lega nord - venetoLa Lega Nord si sveste di politica per abbracciare il percorso referendario per l’indipendenza del Veneto. Non Padania e nemmeno macroregione del Nord, ma un sostegno tout court al progetto di legge 342 oggi fermo in prima commissione affari istituzionali in consiglio regionale veneto. Una due giorni di firme per San Marco, come spiega il segretario federale Matteo Salvini: «Centinaia di gazebo, ovunque, l’1 e il 2 marzo. Piazze, città, comuni, per una petizione come quella che é in corso a Barcellona. Chiediamo solo una cosa: di poter votare».

Un’iniziativa che arriva a due anni di distanza dalla prima raccolta firme avviata dal movimento Indipendenza Veneta, e dopo quattro consigli regionali (tre straordinari e uno ordinario) conclusisi con un rinvio all’ultimo su proposta dall’alfaniano Piergiorgio Cortellazzo. Ma anche dopo un’odissea interna al Carroccio che non sembra essersi conclusa, come forse speravano i militanti, con l’elezione del nuovo segretario federale Matteo Salvini, chiamato oggi a protegge il partito dall’inevitabile dissoluzione nel bipolarismo romano attraverso i numeri che riuscirà a strappare, nelle regioni roccaforte del Nord, alle prossime elezioni europee. Il retroscena politico è certamente nei pensieri (ma non nelle parole) del segretario del Carroccio, mentre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, seduto alla destra di Salvini e accompagnato dal fedelissimo assessore al bilancio Roberto Ciambetti, si dimostra sempre più al centro del rebus di movimenti nati dalle divisioni dell’area indipendentista: «La raccolta firme é a sostegno dell’attuale progetto di legge per l’indizione del referendum – spiega il governatore, scansando i dubbi di chi poteva pensare a un nuovo e alternativo quesito a paternità leghista – Inoltre, sui moduli che i veneti potranno trovare nei gazebi, non c’é il simbolo del partito». A significare che quello che conta, per lui, é il messaggio che l’iniziativa può mandare ai consiglieri regionali. Anche – e soprattutto – nel rispetto dei comitati referendari come Veneto Decida, verso cui il presidente si é sempre dimostrato vicino. Una raccolta firme che, cosí organizzata, si dimostra anche un’apertura del presidente verso il movimento politico Veneti Indipendenti (la neonata formazione costituitasi dopo la rottura tra i due leader di Indipendenza Veneta Alessio Morosin e Luca Azzano Cantarutti e che conta, tra le sue fila, anche Futuro Popolare di Stefano Valdegamberi, primo firmatario del progetto di legge pro referendum) e verso, anche, Plebiscito 2013 che si appresta, nei prossimi giorni, a promuovere il primo referendum veneto digitale. Dopo le critiche degli indipendentisti, culminate con la manifestazione di dicembre a Bassano del Grappa dove il governatore veniva accusato di non voler riportare al voto del Consiglio il progetto di legge («Che non si dica che io non voglio far votare i veneti – ribadisce oggi Zaia – il problema sono i numeri per la maggioranza»), torna sotto i riflettori la possibilità di un progetto elettorale condiviso per le prossime regionali che si svolgeranno nel 2015. Un’opzione che non viene mai accennata dal governatore, ma che trova un primo riscontro nell’atteggiamento trasversale voluto dalla Lega per questa raccolta firme. Se non anche dal risultato positivo di un sondaggio che sembra essere stato commissionato lo scorso anno dal presidente, e che lo voleva vincente su una coalizione indipendentista. Una partita – come la definirebbe Zaia – oggi ancora soggetta a voci di corridoio, ma vicinissima a una definizione certa.

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di on 21 febbraio 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a E Salvini fece sua la lotta per l’indipendenza veneta

  1. Filippo83 Rispondi

    21 febbraio 2014 at 10:35

    Firmeremo anche questa, sperando che la Lega si decida ad agire, e sperando anche che non usi tali firme come proprio consenso, per un partito che preferisce la lotta ad Europa-Euro-immigrazione, a quella ad Italia-spesa pubblica-burocrazia. E poi Zaia e’ un indecisionista cronico: pur avendo i numeri in consiglio regionale (risicati, ma presenti), ha preferito la tranquillita’ della giunta, alla proclamazione sic et simpliciter del referendum come da PdL 342, per non scontentare gli “unionisti” del NCD (figurarsi che perfino i consiglieri di Forza Italia, e si chiama Italia, sarebbero pro-referendum).

  2. T.Paravella Rispondi

    21 febbraio 2014 at 11:12

    A me interessa poco chi indice o sostiene il rederendum. Semmai controllo quelle forze romanocentriche che, palesemente o meno, si mettono di traverso nel Consiglio Regionale Veneto.
    In ogni caso spero che il Veneto voti a stragrande maggioranza per l’Indipendenza.
    “Sprofondi Roma, e sprofondi anche Bruxelles”, prima che affondiamo noialtri.

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