Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

A chi prende pugni e se ne fotte. E per questo sputerà sorrisi

Boxing-RingFinché non ti si annebbia la vista, a dirti che non puoi proprio andare avanti. Finché le gambe non ti tremano e gli occhi non ti si chiudono. Finché non ti coglie la nausea da stanchezza e con quella nausea addosso ti fermi comunque al bar, perché se non fai due chiacchiere con gli amici sai che l’indomani ti chiederà se tutto questo ha un senso. E te lo chiederai lo stesso. Perché c’è la mattina in cui ti svegli e i nervi ti dicono che hanno bisogno di dormire ancora un’ora e le viscere ti urlano che di stress ne hanno mandato giù troppo, eppure ti alzi. Sarà il giorno in cui ti domanderai perché lo stai facendo, a ottocento euro al mese. Che tanto qualsiasi cosa combinerai a fine mese tirerai comunque il fiato (e la cintura) per pagare l’affitto di una casa che sai non potrai comprarti mai. Non saprai darti una risposta, non quel giorno.

Metti in conto di non aver pensione e ti riesce difficile immaginarti risparmi. Ai trent’anni e in banca ai trenta euro. Hai tentato di iniziare a lavorare circa a venti o poco più in là. Sei tra quelli che tutto sommato sono messi bene, tu un contratto lo hai e vieni retribuito. Una tua amica si ostina a lavorare anche gratis. Non è colpa delle aziende, non di tutte perlomeno. Fossi in loro neppure tu ti assumeresti, sai che i tuoi ottocento al mese al datore di lavoro costano parecchio di più. Ma ogni tanto te lo scordi e dentro lo mandi a quel paese, ed è un tuo diritto.

Grillo manda affanculo Renzi, alle consultazioni: «Con voi io non sono democratico». Chi dice che ricorda troppo i fascisti non sbaglia. Parla di «reddito di cittadinanza» e lo sai che sa come girano gli affari, perché sa farne e ne sta facendo, Beppe, ed è ben cosciente di prenderti per il culo. E chi se ne fotte di chi ha fatto e chi no negli anni passati. Chi se ne fotte del fatto che Vendola è gay, Belusconi puttaniere, Casini Casini, Alfano democristiano, Renzi one-man-show. Chi se ne fotte di chi ha rubato e chi no, di tutti, alla fine. Incarno quella generazione che non vuole vendetta ma ha fame di domani.

Oggi è una giornata stanca, una di quelle in cui vorresti arrivare al sodo. E il sodo è che non c’è mercato, non c’è lavoro e ci saremmo stancati di legger di suicidi di Stato. Ci saremmo francamente stufati di chiacchiere al miele. E vorrei uno Stato leggero e vorrei si applicasse la logica. E oggi, subito, ora vorrei che il Paese tutto avesse il coraggio di guardare la realtà. Perché il Sud è inconsapevole di vivere da morto di fame. Perché quando non hai la più pallida idea di cosa voglia dire produrre non conosci orgoglio. E no, in Meridione l’orgoglio spesso non lo conosce. E lo dico per esperienza, eccezioni che confermano la regola a parte: chi è eroico al punto di mettersi in proprio nonostante il pizzo e le infrastrutture assenti. Chi lotta la criminalità organizzata, chi guarda i propri figli partire, chi si fa ammazzare perché i principi sono come l’ossigeno.

E non si possono più guardare negli occhi i settentrionali, quelli che sputano sangue ogni giorno e rimangono appesi al niente, alla rapina. Non sopporto più di vedere l’umiliazione negli occhi di gente brava. Che il merito venga violentato. Non si può tollerare.

Ma a loro, a quella gente lì, pugili mastodontici, dico che vale la pena perché l’ultimo «fanculo» urlato sarà il loro, e magari neanche vorranno sputarlo, ché avranno di meglio da fare. Perché il sudore non è mai in vano e hanno il dovere di cambiare le cose. Se solo avranno il coraggio di stracciare le pettorine, quando gli saranno offerte. E ci credo, perché credo nei coraggiosi e negli intraprendenti. E credo che le prese di coscienza servano anche se fanno male.

Condividi questo articolo!

di on 24 febbraio 2014. Filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *