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Nunzia, fai “capire chi comanda” quando si parla d’agricoltura…

pdlSiamo rassicurati. Il ministro Nunzia De Girolamo ha irrobustito il carattere. La ricordavamo quando, nel bel mezzo delle polemiche tra Berlusconi e Fini, non riusciva a concludere il discorso a favore del Cavaliere. Era il dicembre 2010. «Sono amareggiata» riuscì a borbottare nel bel mezzo di una Camera infuocata. Non disse altro, abbassò lo sguardo e sprofondò nella comoda poltrona. La ricordavamo così, berlusconiana di ferro. Nel giro di pochi anni è cambiata. Prima s’è scelta un compagno del Pd, Francesco Boccia. Poi, nonostante avesse definito i veneti «popolo di contadini», ha accettato il ministero delle Politiche agricole. Quindi ha tradito il Cavaliere pur di non mollare la preziosa seggiola.

Soprattutto, ed è la cosa che più ci rallegra, Nunzia ha tirato fuori le palle che non aveva in quella seduta a Montecitorio. Basta leggere un ricco resoconto del Fatto Quotidiano, che ha pubblicato alcune chiacchierate della De Girolamo registrate da un ex direttore di un’Asl. Questo tizio partecipava alle riunioni e ha reso pubblici i discorsi. Nunzia non è indagata, ma quello che emerge è la ferrea volontà di controllare l’Asl della sua Benevento. Toni e atteggiamenti che inorgoglirebbero Clemente Mastella da Ceppaloni. Sentitela, mentre ringhia con i suoi sodali radunati per un consiglio di guerra. La guagliona immagina controlli contro i rivali. Si preoccupa per degli amici. Ribadisce il desiderio di imporre il suo potere. «Michè, scusami, al Fatebenefratelli facciamo capire che un minimo di comando ce l’abbiamo. Altrimenti mi creano coppetielli con questa storia. Mandagli i controlli e vaffanculo!… Io non mi permetto di farlo, però ad essere presa per culo da Carrozza, quando poi gli ho dato tanta disponibilità ogni volta che mi hanno chiesto, Miché». Ad un certo punto, scrive il Fatto, Nunzia pone un veto sul collocare una struttura a Forchia: «No, Forchia no! Preferisco poi darlo ad uno del Pd che ci vado a chiedere 100 voti…». Forse erano prove generali di larghe intese, che come abbiamo scritto all’inizio ha applicato pure nella vita privata. Nelle registrazioni spuntano altre cosucce. Per esempio le chiacchiere per dei bandi di gara o il problema di un amico, titolare di un negozio sottoposto a controlli e che i seguaci di Nunzia vogliono aiutare col benestare della signora.

Ora. Certi interventi della politica, in particolare sulla Sanità, non sono esclusiva né della De Girolamo né del Mezzogiorno. E in Lombardia lo sanno bene. Però queste registrazioni confermano le nostre perplessità sul ministro. Ci scuserà, ma crediamo che senza Berlusconi non sarebbe stata eletta neanche capoclasse. Piaccia o no, ora è nell’esecutivo. Visto che ha mostrato di saper tirare fuori il carattere, speriamo possa utilizzarlo non solo per l’ Asl di Benevento. Ma anche per risolvere i guai degli agricoltori. E magari fare qualcosa di originale per la Terra dei Fuochi, avvelenata grazie all’indolenza e alla complicità dei suoi conterranei e che adesso è diventato un problema nazionale perché ne hanno meritoriamente parlato le Iene. Quel “vaffanculo” ringhiato da Nunzia contro i rivali potrebbe essere utilizzato anche contro quei colleghi di governo che vogliono imporre altre imposte. Alfano ha definito gli ex berlusconiani «sentinelle anti-tasse». Lo dimostrino, a partire da quella versione femminile di Mastella che è la De Girolamo.

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di on 6 gennaio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Nunzia, fai “capire chi comanda” quando si parla d’agricoltura…

  1. Peter46 Rispondi

    6 gennaio 2014 at 19:22

    Egregio Albertino…ci sarebbe anche di più da ricordare sulla Ministro…ma noi non vogliamo ‘allargarci’.
    Ma neanche Lei si ‘allarghi’:con quel “grazie all’indolenza e alla complicità dei suoi conterranei”(della ministro)…Lei vuol dire che i “permale” criminali delinquenti,prima di ‘interrare’,nella ‘Terra dei Fuochi’,ciò che i “perbene”di tante fabbriche del nord gli proponevano(o accettavano la proposta…che non cambia,però,il risultato della complicità)di ‘interrare’,prima avvertivano i “conterranei”(e magari con l’altoparlante come si usava una volta avvertire le cittadinanze)per avere la loro approvazione al “sotterramento”?
    Indolenza,vero?Con la gente da anni ancora in strada?E solo perchè non hanno adoperato i ‘fucili’?Forse è meglio che dalla ‘loro’ esperienza incominciate a chiedervi cosa c’è sotto tutte quelle “rotonde” (e cavalcavia)nate e costruite quasi esclusivamente a nord…che non fossero la prova per altri “interramenti”?Non è che si possa continuare con la favola che tutto lo ‘smaltimento’ di quelle porcherie(in cento e più anni)sia ‘arrivato’ solo a sud,o no?

  2. francesco Rispondi

    6 gennaio 2014 at 19:44

    Bene visto che nessuno si fida di nessuno a nessun livello istituzionale propongo al ministro ,peraltro molto bellina come abbiamo già avuto modo dichiarare, l’uso dei pizzini che tanto successo han fatto e continuano a fare. A proposito sappiamo che da sempre il ricatto o la pressione sono strumenti di comunicazione politica tutti dovremmo comprare un registratorino tanto prima o poi potrebbe tornare utile e poi pensate quante vendite e vantaggio del il nostro scalcinato pil.

  3. Silvia Rispondi

    7 gennaio 2014 at 13:42

    Terra dei fuochi? Tra un po’ con Futuragra altro che terra dei fuochi: Attila non avrebbe potuto fare di peggio: l’on. De Girolamo indaghi sui “patentini” della durata di 8 ore che dovranno conseguire gli agricoltori per poter seminare Gli OGM (anche perché anni fa i coltivatori usavano pesticidi delle multinazionali senza sapere la quantità ne le modalità) Indaghi sui rapporti occultati da un tecnico dell’ERSA sui campi del sig. Fidenato. Si, insisto su questa questione, perché tra un po’ riguarderà tutto il Nord e non sarà solo un problema di “Polenta” ma riguarderà tutta la zootecnia: che mangime verrà somministrato ai nostri bovini, suini? Latte di alta qualità? Salumi a filiera zero? Ma perché non vi fate queste domande?

  4. Silvia Rispondi

    7 gennaio 2014 at 15:08

    Sig. Leonardo Facco, io non ce l’ho con lei, anzi, la compatisco e la stima perche’ come me ha la capacita’ di nom seguite dogmi: non e’ cosa da poco! Lei usa un linguaggio molto colorito con chi non la pensa come lei ma, mi creda, lei non mi offende e sa Perche’? Lei è un ignorante, nel senso che ignora ciò che sta accadendo qui. Io credo che lei in fondo sia una brava persona, ma mi creda, sta sbagliando tutto. Io la capisco: deluso dal mondo leghista, ma questa, di abbracciare le idee del sig. Fidenato e Della Libera, proprio non capisco.. Lei pensi al bene della sua terra, che è la Lombardia, la difenda, come io e tanti altri friulani facciamo con la nostra. Altro non so dirle. Il nostro obiettivo e’ comune e cioe’ la secessione, ma per favore, apra gli occhi e rifletta: davvero l’indipendenza della sua terra deve avvenire consegnandola a delle multinazionali? Lei è una persona intelligente, un giorno mi darà ragione. Nel senso che, almeno cambino le cose, sarà stato nuovamente raggirato da persone che considerava amiche.

  5. Silvia Rispondi

    7 gennaio 2014 at 15:35

    Ah si, e rifletta bene: non fu l’allora ministro dell’agricoltura Zaia a promuovere il Mc Donald’s a filiera zero? E l’on. Serracchiani e l’on. Salvini non erano europarlamentari? Tutti al servizio del sig. Barroso.

    P.s.: dott. Oneto, i presidenti in FVG sono stati tre: si informi meglio…e Front Furlan: Parce’ no fevelaiso dai Ogm?

  6. Silvia Rispondi

    7 gennaio 2014 at 22:06

    D’altronde, anni fa c’è stato un Papa (Luciani) che avrebbe voluto far chiarezza su molte cose in Vaticano. Quanto è durato? Oggi, invece, abbiamo delle icone: Papa Bergoglio e’ perfetto per far proseliti, ma in Argentina non è così ben visto, perché sanno che razza di … lasciamo stare, sono Gesuiti e Bergoglio e’ uno di loro. E infatti in Argentina stanno strenuamente lottando contro le multinazionali.

    http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm

    Sig. Facco, se lei non ha interessi economici ma idealistici, perché sta appoggiando Fidenato? Per un ideale libertario? Lo sa che così facendo, aiuterà a contribuire ad una catastrofe ambientale che in confronto la Terra dei Fuochi nel Mezzogiorno sarà una bazzecola, anzi, investirà anche loro?
    Sig. Facco, io non esisto, non sono nulla, anche la persona che lei crede di aver individuato come autrice di questi scritti “sgrammaticati” non sono io, anzi, questa donna è una persona che si occupa di lingua e cultura friulane.
    Lei ha capacità intellettive notevoli: non le getti via.
    Noi siamo Friulani, non Padani: siamo un popolo, abbiamo una lingua, una cultura, radici storiche millenarie e una classe politica da buttare nel cesso (scusi il francesismo) ma ce la siamo meritata; tuttavia aspiriamo come lei alla libertà da questo stato-fantoccio (sono educata). Una volta il dott. Oneto disse che il vero nome della Padania era Longobardia. Mi permetto di correggere questa affermazione: anche se i Longobardi sono entrati da queste parti e hanno lasciato numerose testimonianze, noi siamo e resteremo, Friulani. Tocca a voi trovare la vostra identità.
    Con stima, e sono sincera, Silvia.

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