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La Lega si spacca in Veneto

Il Carroccio perde acqua, e militanti. A Venezia poco fa è andato in scena l'addio al partito di chi non s'è sentito supportato nella battaglia indipendentista e ora si unisce a Prima il Veneto. Salvini e i suoi hanno un problema

Cercasi militanti«E con questo io ho chiuso». La tessera del partito lanciata con rassegnazione sul tavolo, mentre intorno a lui i rappresentati più storici della Lega Nord scrutavano nelle tasche per imitarlo. È l’addio di Corrado Callegari a 17 anni di militanza nelle file di quel movimento che ha «tradito se stesso, le sue idee e i suoi ideali». Con lui i consiglieri regionali Giovanni Furlanetto e Santino Bozza, l’ex deputata Paola Goisis, Marino Lodoli e Roberto Lazzarin, rispettivamente consigliere provinciale e comunale a Venezia, consiglieri comunali di comuni padovani e rodigini. E militanti, tanti, che nella capitale della serenissima segnano la disfatta totale del partito a guida Salvini. Naufraga la Lega, ma per rinascere: Prima il Veneto.

Lanciato il 10 agosto scorso come associazione di riferimento per tutti i militati rinnovati «dall’italico Tosi», oggi si costituisce come movimento politico pronto a dare battaglia per l’indipendenza della regione, a loro avviso l’unica soluzione contro crisi economica, burocrazia, tasse, sperperi e ogni altra conseguenza della politica romana. «La Lega Nord, negli ultimi anni, ha dimostrato di non avere una dirigenza in grado di definire un progetto politico chiaro, e noi in questo esperimento 2.0 non ci riconosciamo più» dice il presidente Corrado Callegari. Diretto verso la formazione tosiana “Ricostruiamo il Paese”, ma anche nei confronti del segretario Matteo Salvini che, a poche settimane dalla nomina, sembra aver già dimenticato i problemi che angosciano le sedi venete: su tutti le «espulsioni».

Tessere leghisteUn taglio definitivo che non prevede marcia indietro, se non nell’obbiettivo: «padroni a casa nostra». Si parte dagli eletti a cariche amministrative che, nell’immediato, formalizzeranno la loro uscita dalle liste padane verso le nuove di Prima il Veneto  (o, per esigenze dettate dai numeri, confluiranno nel gruppi misto). E alle prossime amministrative e regionali: «Possibili le alleanze di convenienza con le forze di centrodestra – dice il consigliere Giovanni Furlanetto – ma il nostro obbiettivo sono tutti i movimenti indipendentisti». Con la conseguenza di una completa rivisitazione degli equilibri di maggioranza, dapprima negli enti più territoriali, fino ad arrivare a palazzo Ferro Fini dove la Lega, persi già Sandro Sandri (dimessosi lo scorso anno) e Santino Bozza (espulso) si vede nuovamente esposta verso l’alleato Popolo delle Libertá-Nuovo Centro Destra.

Ma soprattutto, una palla scottante che ora rimbalza tra le gambe di Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia, e il governatore Luca Zaia. La prima, inizialmente tosiana, alle scorse amministrative nel comune di San Doná di Piave ha dato forfait ai dettami leghisti presentando una personale lista in appoggio al candidato sindaco e staccando il Carroccio di diversi punti percentuale. Il secondo prossimo al rinnovo della giunta, fermo al centro di una diatriba interna che non si è risolta, o nemmeno placata come forse auspicava con la nomina di Salvini. E che divide anche la sua maggioranza che, stando alle parole di Furlanetto «già vota secondo coscienza e non su indicazione». Una palla come un ago della bilancia che pesa le facce di quella che una volta era un’unica moneta, oggi destinata a una scelta: o testa o croce.

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di on 25 gennaio 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

15 commenti a La Lega si spacca in Veneto

  1. Mario Luvasco Rispondi

    25 gennaio 2014 at 18:51

    Tutto quello che doveva accadere sta accadendo, le colpe sono atiche, la totale miopia di Bossi che ha sempre visto i veneti come sudditi ha prodotto la irreparabile ed irrimediabile rottura tra veneti e lombardi. Era solo una questione di tempo.

  2. ruggero zigliotto Rispondi

    25 gennaio 2014 at 20:27

    Salvini si “rassegni” il Veneto è perduto… i movimenti indipendentisti stanno finalmente comprendendo che l’opzione Lega Nord è troppo avviluppata al sistema romanocentrico e di fatto identica ai partiti italiani che siedono nel parlamento italiano. Abbiamo sperato che il cuore prevalesse sul ragionamento, coscienti che le rivoluzioni si fanno con l’organo pulsante, rispetto alla logica e al raziocinio…ma hanno troppo da perdere e allora perderanno TUTTO… il Veneto certamente… Se solo riusciremo ( ma sono convinto che lo faremo) a comprendere che l’unità di tutti gli indipendentisti Veneti diverrebbe in POCHISSIMO tempo il riferimento per la nuova svolta sociale veneta: la sua indipendenza.
    Mi spiace signori ma è giunto il momento; “game over” il gioco è finito e con esso il tempo delle riunioni a porte chiuse e in cerca di improbabili accordi con altrettanti improbabili leaders, inutile che Salvini si ammanti del gonfalone, dimostrando per altro disprezzo e ignoranza di ciò che in realtà rappresenta per noi veneti… Tosi è tragicamente perduto alla ricerca di accordi con un centro destra sempre più nazion alista e italiota, speriamo che Zaia colga la sua ULTIMA occasione, perchè ora si fa il salto… chi c’è c’è… gli altri prenderanno accordi con ciò che rimarrà di uno stato fallito e parassita che certamente non avrà al suo interno i territori Veneti. VENETO STATO INDIPENDENTE!

  3. Giorgio Tana Rispondi

    25 gennaio 2014 at 20:33

    E adesso riprendiamo a lavorare per il nostro territorio, per il nostro Veneto . Questo articolo è uno dei pochi che riporta esattamente quello che è successo oggi e fa capire il nostro stato d’animo contro chi VOLUTAMENTE ha voluto distruggere quanto era stato fatto in tanti anni con passione .

  4. Il nordista Rispondi

    25 gennaio 2014 at 22:17

    Strana coincidenza quella odierna. Mentre a Milano, in una assemblea di tutti i rappresentanti leghisti nelle istituzioni, si proclama l’inizio di una battaglia per accompagnare il Veneto verso il referendum sull’indipendenza, oltre ad altre iniziative volte a movimentare tutto il nord contro il centralismo romano, questi signori, Goisis in testa, si staccano dicendo di sentirsi “traditi”. I traditori sono loro e la Goisis, in particolare, che già in passato ha manifestato il suo odio verso il nuovo che è avanzato, rilasciando dichiarazioni al veleno, in netto contrasto con la nuova direzione. Facciano pure. Torneranno al Monviso, anzi no, sul Monte Grappa. Si spera ne bevano di quella buona.

  5. franco Rispondi

    25 gennaio 2014 at 23:19

    Fine annunciata. Adios Tosi!

  6. lagodiseo Rispondi

    26 gennaio 2014 at 00:11

    articolo penoso

  7. lagodiseo Rispondi

    26 gennaio 2014 at 00:12

    leggo adesso il commento, penoso pure quello

  8. lagodiseo Rispondi

    26 gennaio 2014 at 00:27

    Santino Bozza e Paola Goisis, due patetici personaggi da cabaret.

  9. Giacomo Consalez Rispondi

    26 gennaio 2014 at 10:10

    Credetemi, se la lega fosse una buona rappresentazione della Lombardia, non avrebbe i pochi voti che ha in questa regione. La lega nord è un partito di cadregari con le terga incollate alla scagnella. Sappiamo con quali criteri è stata reclutata la classe dirigente della lega nord. Più mediocre è una classe dirigente, e più tenacemente si aggrapperà alla sedia, pronta ad accettare qualunque compromesso pur di non staccarsene. Se no come fanno a campare? Chi se li prende certi buoni a nulla anche solo a fare i garzoni in una bottega?

  10. paolo D. T. Rispondi

    26 gennaio 2014 at 11:23

    Ora spero che questo ennesimo partito, prenda convinzione della strada che dovrà affrontare che sappia esser collante di tutte le forze indipendentiste e che finalmente si rediga un volume sul nuovo assetto del futuro stato, attorno al quale vi devono lavorare esperti del settore ma anche consiglieri sindaci che portino le loro esperienze per un rinnovo. Che si guardi alla svizzera e ai modelli più efficienti del presente e del passato per creare un progetto concreto da spiegare in conferenze alla gente alla fine della quali la gente stessa potrà dare un parere d’assenso o critiche per il miglioramento esercitando qui ed ora già la democrazia diretta. Si può quindi far capire alla gente quale futuro potrà aspettarsi e finalmente radunarsi sotto un progetto concreto.

  11. SIlvia Montedeipaschi Rispondi

    26 gennaio 2014 at 11:54

    certo che andarsene dalla Lega per entrare nel gruppo misto o nel cdx, e’ bizzarro….

  12. ben Rispondi

    26 gennaio 2014 at 15:43

    questi sono comunque e sempre molto pericolosi,,son gente scelta da bossi, hanno carrtaristiche particolari, pronti a sottomettersi, mettere il cervello al macero, pronti a tradire…poi nel tempo è nata la furbizia …quella della quaglia…le careghe fan comodo a sta gente senza arte ne parte…ecco perché, vista la mal parata, ora si dissociano per entrare nel gruppo indipendentista…occhio, sono pericolosissimi…

  13. Stefano Rispondi

    27 gennaio 2014 at 12:04

    Inevitabile.
    Felice di aver aderito.
    Prima il Veneto.!!!

  14. Stefano Mendo Rispondi

    29 gennaio 2014 at 19:11

    I leghisti Veneti devono abbandonare la Lega Nord, lasciar perdere le careghe e i salotti romani e abrracciare l’indipendentismo senza se e senza ma. Devono farlo ora quando l’esito della battaglia è incerto. Ogni giorno in più che passa un leghista Veneto dentro la Lega Nord è un motivo in più che fa dubitare sulla sua reale volontà indipendentista.

  15. Arianna Razza Rispondi

    1 febbraio 2014 at 15:24

    La Zaccariotto è un’altra del regno duo sicùlo (come tosi,siegel,maroni e compagnia brutta): ci ho scambiato 2 parole alla festa Ln di Brugherio,con Umberto Bossi sul palco, e l’adrenalina che fa venire questo essere platinato è indescrivibile:una coltellata nella schiena fa meno male.

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