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La grande beffa delle detrazioni di Letta per incentivar la lettura

A dicembre 2013 con decreto legge il governo Letta ha introdotto una detrazione fiscale del 19% per gli acquisti di libri (solo cartacei, non vale per gli ebook) per unLibro importo massimo annuo di 2.000 euro, di cui 1.000 euro per i libri scolastici e 1.000 euro per tutte le altre pubblicazioni.

Se vivessimo in un Paese normale ora si potrebbe discutere sull’opportunità o meno di questa scelta: una decisione giusta per sostenere le librerie e per incentivare gli italiani a leggere oppure un uso illiberale e inaccettabile di soldi pubblici? Interessante, ma siccome non viviamo in un Paese normale il dibattito non ha senso perché lo sgravio fiscale sui libri è l’ennesima presa per i fondelli da parte di una classe politica che ormai non fa neanche più ridere.

La montagna, come sempre in Italia, ha partorito un topolino. Anzi: non ha ancora partorito nulla perché ad oggi il decreto deve ancora diventare legge (in teoria la conversione in legge deve avvenire entro 60 giorni) e devono ancora essere chiarite le modalità di attuazione (nel decreto si parla di un regolamento di chiarificazione e attuazione che deve essere emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico). Al momento i librai di tutta Italia non sanno quale documentazione devono dare al cliente (scontrino con il titolo del libro, fattura, ricevuta fiscale con i dati del cliente), e non sanno cosa rispondere ai clienti che chiedono.

Ma questo è ancora niente. Se e quando sarà completato tutto l’iter (se e quando: la famosa vendita dei terreni agricoli dello Stato, per esempio, è stata approvata dal Parlamento nel 2011, poi sono scaduti i termini per l’emanazione del decreto con l’elenco dei terreni demaniali da dismettere e si è arenato tutto per anni), che cosa succederà? È semplicissimo: succederà che come copertura finanziaria ci saranno come “misura massima” 50 milioni di euro per i prossimi tre anni (16,6 milioni all’anno). Pensate: “50…milioni, numeri che fanno girare la testa” avrebbe detto l’ingegner Cane alias Fabio De Luigi. Invece, più che la testa fanno girare qualcos’altro, perché in Italia ogni anno vengono acquistati libri cartacei per una cifra intorno ai 3,5 miliardi di euro. Lo straordinario decreto legge del governo Letta in difesa dei libri e della cultura, se e quando entrerà in vigore, consentirà alle famiglie italiane di risparmiare in media la bellezza di circa 0,80 euro (80 centesimi di euro!) all’anno nell’acquisto di libri (nel dettaglio: 50 milioni è il 19% di 260 milioni; 260 milioni diviso per 20 milioni, che è il numero delle famiglie italiane, fa 13; il 19% di 13 è 2,5, che diviso per tre, che è il numero di anni coperti dai 50 milioni, fa all’incirca 80 centesimi di euro all’anno).

A questo punto finiscono le domande sui libri e sulla detrazione fiscale e rimane una sola – grande – domanda rivolta ai politici italiani: arriverà mai il giorno in cui la finirete di prenderci per il sedere?

 

 

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di on 20 gennaio 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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